Jacopo Gino
No Comments

Inter-Udinese 0-0: brutta partita nel complesso. Top Scuffet, flop Guarin

Partita deludente nel primo tempo, risveglio Inter nel secondo: non basta a vincere, il match finisce 0-0 tra i fischi di San Siro

Inter-Udinese 0-0: brutta partita nel complesso. Top Scuffet, flop Guarin
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

Finisce 0-0 il posticipo della 30esima giornata di serie A. Inter che spreca altri punti fondamentali nella rincorsa europea, Udinese che si accontenta di un pareggio a San Siro e di un ulteriore passo verso una salvezza quasi raggiunta.

PRIMO TEMPO

Inter-Udinese, Mazzarri imbestialito

Inter-Udinese, Mazzarri imbestialito

Il primo tempo è da copione dell’Inter di questa stagione: squadra imballata che fa girare il pallone con lentezza e non riesce ad affondare. Chi dovrebbe dare qualità alla squadra (leggesi Hernanes e Guarin) gira alla larga dalla zona nevralgica del campo e quando ha il pallone tra i piedi sforna un mix di banalità ed errori da Lega Pro, altro che serie A. Le sportellate di Icardi e le corse a vuoto di Palacio, unico come al solito a sputare il sangue per la maglia nerazzurra, non bastano neanche per tenere il pallone sulla trequarti offensiva, figurarsi impensierire un inoperoso Scuffet. Dall’altra parte un Udinese compatta e concentrata, ma non sicuramente più propositiva. Muriel è lasciato da solo in mezzo ai tre centrali nerazzurri, con il solo apporto di Bruno Fernandes, decisamente insufficente. Per il resto tanta quantità in mezzo al campo e difesa attenta, neanche ce ne fosse bisogno vista la sterilità degli attacchi interisti. Il risultato è una prima fazione inguardabile, con tanti cross dalla trequarti che si perdono nel nulla e poco più. L’unica occasione da gol la crea Samir Handanovic (terribile nelle ultime prestazioni), che respinge malissimo un tiro di Bruno Fernandes: l’Inter rischia quindi di subire gol per l’ennesima papera del portierone sloveno che sembra essersi perso nella nebbia milanese, mentre Bardi si gode l’aria di mare di Livorno e cerca di mantenere a galla un Livorno impegnato nella lotta salvezza.

SECONDO TEMPO

Il secondo tempo è un po’ meno straziante rispetto al primo. I giocatori nerazzurri forse passando nella “pancia” di San Siro hanno visto le immagini delle grandi imprese dell’Inter del passato e hanno deciso che i tifosi sugli spalti non meritavano una prestazione del genere: il gioco continua a essere latente, ma perlomeno si intravede la grinta che nel primo tempo era mancata. L’Inter ci prova con cattiveria e la svolta arriva al 53′. Guarin esce tra i fischi (altro che festeggiare il rinnovo con un gol) e al suo posto entra Alvarez. Hernanes prende in mano la squadra e con l’argentino, impacciato ma quantomeno più preciso del collega colombiano, cerca di alzare i ritmi. Le occasioni iniziano così ad arrivare: prima il Profeta con il destro e poi Cambiasso da posizione ghiottissima si vedono negare la gioia del gol grazie a due super interventi di Simone Scuffet, classe ’96 ma con personalità da vendere. Palacio non ne può più dalla stanchezza ma resiste eroicamente in campo, assistendo Icardi e poi anche Milito nell’assalto finale. L’inter protesta anche per un tocco di mano in area di Herteaux su cross di Palacio: il braccio è staccato dal corpo, ma il difensore è molto vicino all’argentino e non sembra cercare il pallone con volontarietà. Il rigore tuttavia ci poteva stare, ma la triste verità è che l’Inter non riceve penalty lampanti da più di un anno, quindi un rigore dubbio non è sicuramente neanche da commentare. Ancora qualche sussulto nei minuti finali ma l’Inter non riesce a passare, portando quindi a casa un punto che la porta al quinto posto in solitaria, distante 13 punti dal Napoli (e addio Champions) e a -3 dalla Fiorentina.

ANALISI

Thohir a fine partita aveva un sorriso amaro sul volto, San Siro imbestialito fischiava contro i suoi stessi giocatori, rei di non avere buttato il cuore oltre lo steccato. La sveglia in effetti è suonata solo dopo 50 minuti di partita, il primo tiro pericoloso verso la porta di Scuffet si segnala solo al 58′, su punizione di Hernanes. Troppo poco per un club che fino a 4 anni fa era sul tetto del mondo, troppo poco perfino per una squadra che aspira a tornare quantomeno competitiva in Italia. L’Udinese d’altro canto si accontenta di difendere un pareggio e di cercare qualche contropiede, ben fermato però sempre dalla difesa di Mazzarri. La salvezza è ad un passo, nelle prossime partite arriverà la certezza matematica.

Jacopo Gino

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *