Antonio Casu
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Cagliari: statistiche da retrocessione

I numeri non confortano la squadra sarda, impelagata nella corsa per non finire in Serie B

Cagliari: statistiche da retrocessione
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Se si dovessero scegliere quattro aggettivi per definire il Cagliari di questa stagione, sarebbero i seguenti: sterile, cattivo, impreciso e, soprattutto, impaurito. I numeri parlano chiaro: i sardi rischiano la Serie B. I cinque punti di vantaggio sul Livorno terzultimo non lasciano tranquilli, e costringeranno la banda di Lopez a raccogliere almeno dieci punti nelle prossime gare per conquistare la permanenza nella massima serie. L’impresa non sarà facile, soprattutto in considerazione del rendimento fornito nelle ultime uscite ed il calendario difficile che li attende. Ciò che preoccupa maggiormente il Cagliari sono però alcune statistiche, che mettono in evidenza i difetti cronici della squadra.

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IL GOL, QUESTO SCONOSCIUTO – Dato numero uno: i rossoblu incontrano enormi difficoltà nell’andare in rete. Il Cagliari ha segnato finora 27 gol, facendo meglio solo di Bologna, Chievo e Catania. I migliori marcatori della squadra sono Marco Sau e Mauricio Pinilla, fermi a 5 reti. Escluse le solite Bologna e Catania, nessuna squadra del campionato ha un capocannoniere con numeri così bassi. Dal dischetto poi le statistiche sono ancora più desolanti: il Cagliari ha sbagliato fin qui 3 rigori, piazzandosi al primo posto, a pari merito con il Genoa, nella speciale classifica.

IL CAGLIARI VEDE ROSSO – Dato numero due: il Cagliari ha i nervi tesi. I rossoblu sono infatti la squadra che ha collezionato il numero maggiore di cartellini rossi (7), due dei quali “portate in dote” dal capitano Daniele Conti, ammonito inoltre per ben undici volte (solo Vives e Cesar hanno fatto peggio di lui). Questi numeri testimoniano il momento difficile della squadra, trovatasi spesso in svantaggio e portata a fare falli di frustrazione o reagire in modo scomposto con l’arbitro. Le numerose giornate di squalifica di Conti hanno condizionato non poco questa stagione, portata avanti senza avere quasi mai l’intera rosa (di per sé esigua) a disposizione.

IL FATTORE X: LA PAURA – C’è poi un ultimo dato, che non necessita di statistiche per essere dimostrato: il Cagliari è una squadra che scende in campo senza avere il coltello tra i denti. I sardi hanno affrontato le ultime gare, anche quelle sulla carta più agevoli (le sfide con Livorno e Bologna su tutte), con un atteggiamento attendista e rinunciatario, quasi sempre portato a difendere, raramente ad offendere. Il fattore psicologico è quello che più preoccupa in questo momento Diego Lopez: le potenzialità tecniche sono superiori a quelle delle squadre impegnate nella lotta per la salvezza, ma in campo non si vedono. Il Cagliari deve quindi sbloccarsi, ed è indispensabile farlo al più presto. La permanenza in Serie A passa principalmente da qui.

Antonio Casu

@antoniocasu_

 

 

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