Manlio Mattaccini
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Napoli, come cambia la prospettiva in quattro giorni

Dal possibile assalto al secondo posto al non potersi più permettere passi falsi; ed emerge anche un pò di nervosismo

Napoli, come cambia la prospettiva in quattro giorni
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La sensazione di chi in campo dà tutto, e il massimo non basta più come una volta, non è di quelle che fanno piacere. Se poi ci mettiamo che nel giro di 72 ore due obiettivi fondamentali stagionali svaniscono, è normale in casa Napoli subentri pure un pò di nervovismo. Come quello che ha mostrato ieri sera Higuain, al momento della sostituzione. Un mix di rabbia e impotenza, per non esser riuscito a fare quel pizzico in più che sarebbe bastato per voltare in positivo il match. La sconfitta contro la Fiorentina, maturata sì nel finale ma al termine di un secondo tempo preoccupante, potrebbe mettere una pietra tombale sulle ambizioni da secondo posto della squadra partenopea. Dopo la battaglia settimanale persa col Porto, e il sogno sfumato di conquistare l’Europa League a Torino, la conclusione di una settimana tremenda per i colori azzurri. Tempo per riflettere, e per tirare il fiato, ce n’è poco. Già mercoledi ci si rituffa in Campionato, con la trasferta di Catania: squadra affamata di punti.

CARENZA D’OSSIGENO – Una stagione logorante, come può essere la Serie A, prima o poi ti presenta il conto. Il Napoli, fino a settimana scorsa in corsa su tre fronti, è evidentemente stanco. Ma la stanchezza fa parte del gioco, e più si è stanchi, più significa che in stagione si sta facendo bene. Il problema nasce quando essa annebbia mente e lucidità in campo. Già da un pò gli uomini di Benitez sono apparsi meno tonici rispetto al resto della stagione: ma il “core” e la caparbietà, unite a un pizzico di buona sorte, hanno permesso di superare nei minuti finali Roma e Torino. Buona sorte che ieri sera è mancata del tutto. Higuain e soci nel primo tempo hanno mostrato grandi cose, dimenticando le fatiche registrate qualche giorno prima contro il Porto. Se uno di quei palloni avesse superato l’insuperabile Neto, probabilmente la partita avrebbe svoltato. Invece non fu cosi, e l’ombra di Quaresma e soci si è materializzata in un secondo tempo da brividi, dove la Fiorentina (anch’essa reduce dalla batosta di Coppa) ha dominato in lungo e in largo, rifilando la seconda sconfitta casalinga davanti al pubblico del San Paolo.

Mertens sempre decisivo per il Napoli.

Mertens entra al 75′ e si procura una distorsione alla caviglia: stop di qualche giorno

IMPEGNO “VULCANICO” – A nove giornate dal termine, il Napoli si ritrova in un limbo. A una distanza sulla carta troppo ampia dalla Roma(che ha una partita in meno) e con un vantaggio tutto sommato confortante sul quarto posto. Guai però a darlo per scontato. Il calendario, sulla carta ostico, propone subito il match del pronto riscatto. Dal Vesuvio all’Etna, però, l’ambiente sarà ancora più caldo: uscire con i tre punti non è stato facile nemmeno per la Juventus. Higuain, il grande fuoriclasse di questa squadra, non può fare tutto da solo. La rabbia per la sostituzione ( e minimizzata da Benitez nel dopo gara) dev’essere da traino per il resto del gruppo, che può concludere più che degnamente una stagione iniziata bene e che può concludersi alzando al cielo la Coppa Italia. Guarda un pò, ai danni della Fiorentina.

Manlio Mattaccini

 

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