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Semifinali senza storia, Nadal e Djoko si contenderanno il Roland Garros

Semifinali senza storia, Nadal e Djoko si contenderanno il Roland Garros
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Il Rafa annienta il connazionale Ferrer, subito dopo Novak non lascia scampo a a Federer

PARIGI, 8 GIUGNO – C’ è un po’ di amarezza al Roland Garros, si preannunciava un pomeriggio all’insegna dello spettacolo sul Philippe Catrier, il campo Centrale del secondo Slam della stagione tennistica, invece spettacolo non è stato. Nadal e Djokovic hanno spazzato via i rispettivi contendenti in 3 set; se è vero che nella prima semifinale il maiorchino partiva nettamente favorito sul connazionale numero 6 del mondo Ferrer, sicuramente ci si aspettava un match più intenso e combattuto nella seconda sfida, quella tra il numero 1 e 3 del mondo.

NADAL PERFETTO – Nella prima semifinale, Rafa è semplicemente perfetto, come già avevamo fatto registrare in precedenza, il torneo fin quì disputato dal Re della terra rossa è privo di macchie o passaggi a vuoto (nessun set perso dal primo turno alla semifinale). A Rafa bastano due palle break per strappare due volte il servizio e chiudere 6-2 in meno di 40′. La stessa percentuale di conversione delle palle break si ripete anche nella seconda partita dove Rafa fa registrare il 100% dei punti conquistati sulla prima di servizio. Nella terza partita, un Ferrer rassegnato seppur soddisfatto del suo Slam per aver superato Murray ai quarti di finale (guadagnando punti preziosi nella classifica Ranking ATP), fa semplicemente da comparsa. Il match si chiude 6-2 6-2 6-1 in 1 h e 46′.

DJOKO CON PAZIENZA E CINISCMO – Diversa nella qualità di gioco, ma non nell’andamento la seconda semifinale tra Djokovic e Federer. Il serbo non ha dimenticato lo sgarbo dello svizzero nella passata stagione, quando proprio in semifinale con un match perfetto aveva interrotto una l’imbattibilità di Novak iniziata dal Dicembre 2010. Dopo aver perso malamente il primo set 6-4, Federer ha comunque provato a sgambettare il numero 1 del mondo, soprattutto nella seconda partita quando sul turno di battuta del serbo rimonta da 40-0 con tre punti straordinari (passante vincente in corsa, rovescio all’incrocio delle righe e il terzo a conclusione dello scambio più bello del torneo con smorzata, lob e volè sul tentativo di Djokovic di passarlo con il colpo sotto le gambe). Il break di vantaggio però viene replicato sul 5-4 e servizio dello svizzero che poi chiuderà 7-5 il set decisivo dell’incontro. Nel terzo set poche le velleità di un Roger che riduce le percentuali di prime di servizio e paga le risposte sempre aggressive di Djoko; 6-3 in 34′. I numeri del match la dicono lunga su quello che è stato il tema tattico del match: 46 a 17 gli errori non forzati di Federer che ha chiuso un match perso in tre set con un numero più elevato di vincenti 33-27. Numeri che parlano chiaro, il serbo ha assunto un atteggiamento attendista, cambiando il ritmo dello scambio solamente nel caso tardasse un errore dello svizzero. Tattica vincente se consideriamo che sulla terra battuta le caratteristiche di gioco di Federer non lo aiutano molto e una forma fisica che non può essere alla pari del serbo anche per questioni anagrafiche costringono il numero 3 del circuit a forzare lo scambio prendendo dei rischi superiori. La classe, contro la costanza, due campioni, uno, il serbo, nettamente più forte in questo momento si giocherà il Roland Garros con il RE della Terra rossa.

 

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