Patrizia Culmone
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“La grande illusione” ritorna al cinema in digitale

La Cineteca di Bologna riporta a nuova vita il capolavoro di Jean Renoir La grande illusione.

“La grande illusione” ritorna al cinema in digitale
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Dialogo tra Von Strohem e Pierre Fresnay interpreti de la grande illusione

Dialogo tra Von Strohem e Pierre Fresnay interpreti de la grande illusione

A distanza di settantasette anni dalla sua prima uscita nelle sale cinematografiche, La grande illusione di Jean Renoir viene riproposto in versione digitale grazie alla collaborazione tra Studio Canal e Cinémathèque de Toulouse. Il capolavoro del regista francese, il cui negativo originale è stato ritrovato a Mosca, vent’anni dopo la sua realizzazione, era già stato sottoposto ad una prima opera di restauro nel 1997 e nel 2011 è stato affidato al laboratorio della Cineteca di Bologna per realizzarne una versione digitalizzata. Dal 3 Marzo Il pubblico italiano può ammirare il lavoro ultimato in lingua originale.

LA LUNGA ATTESA –  Presentato per la prima volta a Parigi nel 1937, il film ottiene da subito un grande successo sia di critica che di pubblico e si colloca tra le opere più importanti del realismo francese. Ma in un momento in cui il mondo si prepara ad un altro conflitto, molti Paesi ne interpretano lo spirito pacifista come una minaccia politica e lo sottopongono a svariate azioni di  censura. Il Regime nazista vieta la sua proiezione sia in Germania che in tutte le altre Nazioni occupate, così bisognerà aspettare la fine del dopo guerra perché la pellicola varchi il confine tedesco e l’opinione pubblica riconosca la sua reale potenza poetica senza tacciarla di anti-patriottismo.

TRAMA – Durante la prima guerra mondiale il capitano francese De Boeldieu e il tenente Marèchal vengono catturati da un plotone tedesco e rinchiusi in un campo di prigionia per ufficiali, qui incontreranno altri commilitoni con i quali progetteranno un piano per evadere. Il tentativo fallisce e il gruppo di soldati viene smembrato e trasferito in altri campi sparsi per la Germania, De Boeldieu e Marèchal rimarranno insieme e dopo svariati mesi ritroveranno il compagno Rosenthal, conosciuto nel primo periodo di reclusione e il capitano tedesco von Rauffenstein, che mesi prima li aveva catturati. Nonostante l’appartenenza a fronti nemici, tra i quattro uomini nascerà un  legame di stima e complicità che influenzerà le sorti di ciascuno di loro.

PATRIOTTISMO VS PACIFISMO – La grande illusione è uno dei film cardine della storia del cinema, non soltanto perché veicola un importante messaggio di pace all’alba di un nuovo conflitto, ma perché lo fa senza retorica e sentimentalismi: I personaggi sono figure a tutto tondo che agiscono in  modo pragmatico e per la propria sopravvivenza, così i sentimenti di amicizia e solidarietà che si instaurano tra loro sono basati su affinità intellettuali, culturali e su un forte senso di umanità che prescinde dal colore della propria uniforme. Ma quello che l’Europa pre e post-bellica ha combattuto e censurato per anni è l’idea che la guerra sia vissuta dai protagonisti come un insieme di ordini da eseguire, senza alcuna partecipazione ideologica e che e lo spirito patriottico del soldato si manifesti in un forte senso del dovere, che nulla ha a che fare con la condivisione di un comune sentimento nazionalista.

Patrizia Culmone

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