Matteo Masum
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Europee: a due mesi dal voto, tre strade possibili

Da una parte la Merkel e Barroso, dall'altro lo spauracchio dell'Euroscetticismo. Tsipras l'alternativa.

Europee: a due mesi dal voto, tre strade possibili
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Renzi e Grillo, strade alternative per l'Europa

Renzi e Grillo, strade alternative per l’Europa

Mancano poco più di due mesi al voto per le Elezioni Europee, che decreteranno la nuova composizione del Parlamento a Bruxelles, e la presidenza della Commissione Europea. Dopo sei anni di una durissima crisi economica, queste elezioni rappresentano, mai come prima, un vero e proprio referendum sull’Europa da parte dei paesi membri. Schematicamente, possiamo indicare, e dunque analizzare, le tre alternative che si presentano ai blocchi di partenza.

L’EUROPA DEI TAGLI – La prima è quella risultata vincente fino ad ora. Si tratta del modello di Europa che attualmente conosciamo, quello dell’austerity, della Troika, del Fiscal Compact, dei tagli, del rigore, del libero mercato. A sostenerlo sono le tre grandi famiglie europee dei Popolari, dei Socialisti e dei Liberali. Dopo tre elezioni di fila vinte dal PPE, quest’anno il PSE dovrebbe avere la meglio di poco, secondo i sondaggi. Ma le ricette, stando alle parole di Schulz e Renzi, saranno le stesse che hanno guidato L’UE, massacrando le popolazioni di Grecia, Spagna, Portogallo, Italia.

TAGLIARE L’EUROPA – Forte, fortissima, dunque, la tentazione di far saltare tutto. M5S, Front National, Alternative fur Deutschland, Partito per la Libertà, sono i partiti principali che guideranno il sentimento di Euroscetticismo, giunto adesso al suo massimo storico. Certo, tale fronte è fortemente disomogeneo, e privo di un programma comune. Si va dal nazionalismo di Marine Le Pen, all’ultra-liberismo di Bernd Lucke, ostile agli aiuti verso i paesi cosiddetti Pigs (saremmo felici se ci spiegasse di quali aiuti parla), a Beppe Grillo, che da tempo predica un referendum sull’Euro.

E POI C’E’ TSIPRAS- La terza via si propone di non tagliare l’Europa, ma cambiarne radicalmente le basi politico-economiche. Mantenere l’Euro, ma rimettere in discussione i Trattati che hanno prodotto questa crisi, da Maastricht a Lisbona, fino al Six Pact ed al Fiscal Compact. E’ il fronte che fa capo ad Alexis Tsipras, composto dai partiti della Sinistra Europa e della Sinistra Verde Nordica, di cui fanno parte Syriza, Izquierda Unida, Die Linke, Fronte de Gauche, Rifondazione Comunista. La speranza è di correggere l’errore, commesso per anni dalla sinistra radicale, di considerare una sorta di Internazionale questa Europa, della cui natura liberista e capitalista nessuno può più dubitare.

Matteo Masum

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