Davide Luciani
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Milan: Balotelli si sfoga su Facebook, ma il suo addio è sempre più probabile

Balotelli si è sfogato dicendosi pronto a lasciare il MIlan, ma non sono solo i tifosi ad avercela con lui, anche molti giocatori della rosa, non lo sopportano più

Milan: Balotelli si sfoga su Facebook, ma il suo addio è sempre più probabile
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Mino Raiola, procuratore di Balotelli, inviso ai tifosi del Milan

Mino Raiola, procuratore di Balotelli, inviso ai tifosi del Milan

Il Milan è una polveriera pronta a esplodere. Dopo i cori contro Galliani e l’ultimatum dato a Seedorf ecco lo sfogo di Balotelli su Facebook. “Sono milanista fin dalla nascita, ma, se per i tifosi sono un peso posso anche andare via e me ne farò una ragione, bisogna essere chiari e onesti” ha postato l’attaccante che ha anche difeso Seedorf “(dategli tempo” ha scritto rivolto ai tifosi) e Galliani definito “il migliore al mondo nel suo ruolo”. Lo sfogo di Balotelli è la punta dell’iceberg di una squadra che pare essere allo sbando e di cui lui è il simbolo.

MISTER 4.5 – Se il Milan, infatti sta facendo male, Balotelli sta facendo peggio. A parlare è la sua media voto secondo le pagelle della Gazzetta, pari a 5.78. Tra gli attaccanti titolari delle venti squadre di A solo Bianchi (5.45), Emeghara (5.65) e Pinilla (5.75) hanno fatto peggio. La media voto di Balotelli è la stessa di Klose, ma, rispetto al tedesco, in fase calante per via dell’età, il milanista è nel pieno del vigore fisico. Balotelli si sta guadagnando il soprannome di “Mister 4.5” facendo riferimento al suo numero di maglia, il 45, e al voto che prende di solito (4.5, per l’ appunto). L’attaccante rossonero, quest’anno, dopo la brillante mezza stagione scorsa, era atteso finalmente al salto di qualità, ma è stato tra i giocatori peggiori del Milan, collezionando quasi lo stesso numero di cartellini in campionato, cioè 9 con un rosso e otto gialli, che di gol, (al momento 11).

SPOGLIATOIO SPACCATO – Balotelli sta diventando un problema anche dentro lo spogliatoio dove ormai passa per il “cocco” di Seedorf. L’atteggiamento permissivo dell’olandese nei confronti del centravanti, a scapito di un Pazzini che, ogni volta che è stato chiamato in causasi è sempre rivelato tra i migliori, non va giù a gran parte della vecchia guardia, stufa degli atteggiamenti di SuperMario in campo. Il ragazzo dovrebbe dimostrare di essere il campione che lui per primo dice di essere, ma, ogni qualvolta la squadra è in difficoltà, è il primo a mollare, finendo per innervosirsi, litigare con tutti e facendosi ammonire spesso e volentieri. Il messaggio lasciato su facebook, quindi, sa tanto di autodifesa verso chi lo accusa, anche all’interno dello spogliatoio, di non dare il 100% per la maglia che in indossa.

PREOCCUPAZIONE MONDIALE – Visto l’andamento di Balotelli, ci vorrà tutto il coraggio di cui dispone Prandelli per consegnargli la maglia da titolare al mondiale. La verità è che il Ct non ha alternative in quel ruolo, a meno di non voler puntare sui “Rewind” Gilardino e Toni. Balotelli sarà senza alcun dubbio l’attaccante titolare della nazionale al prossimo mondiale, ma, forse, da luglio, non lo sarà più del Milan.

TIFOSI CONTRO RAIOLA –  I progetti futuri del Milan passano per un restyling totale della rosa e dell’asset tecnico. Fosse per i tifosi, Balotelli sarebbe già sull’aereo per una qualunque destinazione europea, come, del resto, Robinho ed Emanuelson, altri  due assistiti di Raiola. Ai tifosi del Milan, infatti, non vanno giù i rapporti che si sono instaurati tra la dirigenza rossonera e il procuratore italo-olandese. Nella rosa del Milan figurano sette giocatori assistiti dal plenipotenziario procuratore: Balotelli, Abate, Emanuelson, De Jong, Gabriel, Ronbinho e Niang (ora in prestito al  Montpellier). Tra questi, gli unici che, forse, potrebbero rimanere il prossimo anno, sono Abate e De Jong. Balotelli, ormai, a causa dei suoi atteggiamenti supponenti e delle sue prestazioni blande, è tra i principali bersagli del popolo rossonero. Il numero 45 ha 10 partite per provare a invertire la rotta, ma, invece delle dita sulla tastiera, dovrà far parlare i piedi in campo.

Davide Luciani

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