Manlio Mattaccini
No Comments

Milan, la svolta che non c’è stata: adesso Seedorf rischia

L'approdo al Milan del tecnico olandese non ha sortito gli effetti sperati, anche se era difficile fare di peggio; analisi delle scelte sbagliate di tecnico e società

Milan, la svolta che non c’è stata: adesso Seedorf rischia
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

Quando Allegri venne cacciato dopo la rocambolesca sconfitta contro il Sassuolo, molti pensarono che s’era sprecato del tempo. Fu un sollievo per tutti con la possibilità di iniziare un nuovo ciclo che, col tempo, avrebbe riportato il Milan a ricollocarsi nel “Gotha” del calcio. L’uomo della provvidenza si chiamava Clarence Seedorf: componente del “Milan dei meravigliosi” che trionfava negli anni 2000, esperto e saggio calciatore ancora in attività ma senza alcuna esperienza da uomo in giacca e cravatta. Chi pro e chi contro di lui: la società s’era comunque schierata a favore dell’olandese, visto come il punto cardine dei prossimi anni. Nel frattempo, un Superpippo restava in panchina, quella della Primavera rossonera, a osservare con un pizzico d’invidia la rapida scalata del suo compagno di mille avventure. Oggi, dopo due mesi dall’approdo del “Professore” sulla panchina del Milan, una clamorosa sostituzione si respira nell’aria. Cerchiamo di capire come, quando e perchè.

SEEDORF, RESPONSABILITA’ OGGETTIVA – Fare dei bilanci in corso è sempre azzardato, in quanto si rischia di alterare o pregiudicare anzitempo la professionalità di un allenatore. Ma negli ultimi mesi sono successe troppe cose, e importanti, tali da non dover essere ignorate. Riferito solo al campionato, il Milan dall’avvento di Seedorf ha giocato nove incontri ottenendo la media di 1,1 punti a partita, contro il non irresistibile valore di 1,3 registrato dal predecessore Allegri. Si va beh, ma la priorità era avanzare in Champions, direte voi; e lì le cose non sono andate meglio, anche se l’Atletico Madrid era avversario ostico da affrontare, benchè il velato ottimisto palesato da alcuni giocatori( vedi Muntari) al momento del sorteggio. Campionato abbandonato, le sconfitte si susseguono, ma si esce anche dalla Champions, storico palcoscenico gradito dai rossoneri. No, ora invece si torna a pensare al campionato.  Ma ormai tutto è compromesso, e la squadra in campo sembra capirci ancor meno. Ah, di mezzo c’era anche la Coppa Italia: sconfitta in casa contro l’Udinese, ma era la seconda apparizione di Seedorf sulla panchina. Peccato, perchè è stato totalmente ignorato che quella sarebbe stata la principale (e unica) via d’accesso per l’Europa.

SOCIETA, RESPONSABILITA’ SOGGETTIVA – E’ facile mettere sulla graticola un mister alla prima esperienza e in un ambiente poco avvezzo alle sconfitte. E’ vero che Allegri che andava sostituito, ma probabilmente è stato sbagliato il quando. Una soluzione in corso d’opera, com’è successo quest’anno, rappresentava un terno al lotto. Non c’era la garanzia che Seedorf avrebbe fatto bene da subito, ma neanche che il lavoro in visto della prossima stagione sarebbe stato svolto con calma e serenità. Il tecnico livornese probabilmente andava esonerato nella scorsa estate, a ciclo concluso, con l’olandese che sarebbe dovuto arrivare per quel tempo. O forse, a fine di questa stagione. Il serio pericolo che si corre è che si possa bruciare anzitempo un gran conoscitore di calcio e uomo carismatico, che avrebbe potuto farsi le ossa per qualche tempo da tutt’altra parte. Anche se quando in squadra si hanno dei campioni, il lavoro del mister diventa di colpo più semplice. Berlusconi l’ha ammesso : “Squadra costruita male“. Meglio tardi che mai? No, forse è già troppo tardi…

Inzaghi: e dire che una volta odiava stare in panchina...

Inzaghi: e dire che una volta odiava stare in panchina…

ULTIMATUM ALL’OLANDESE, INZAGHI OSSERVA – Il momento difficile in casa rossonera, acuito addirittura dall’arrivo dell’ex campione olandese, non lascia indifferente la dirigenza. La contestazione dei tifosi, che prende di mira Galliani e Balotelli (chissà perchè) si riversa indirettamente sul tecnico, che avrà altre due chances: le trasferte non semplici contro Fiorentina e Lazio. Se dovesse fallire, caput. E allora, cosa potrà succedere? A quel punto, il Milan si potrebbe ritrovare con due allenatori. Uno per il resto di questa stagione, e l’altro per il futuro. Il fido Tassotti sarà il Caronte pronto a traghettare le anime rossonere fino a maggio. Poi scenderà in campo Inzaghi, che è rimasto a Milanello e dirige con successo le giovanili del Milan. Sarebbe una follia buttare nella mischia subito l’ex bomber piacentino. Rifare lo stesso errore commesso con Seedorf, sarebbe un delitto.

Manlio Mattaccini

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *