Redazione
No Comments

Cagliari: missione salvezza. L’obiettivo si concretizzerà?

Focus sulla squadra sarda: stagione di alti e bassi sul campo, la vicenda stadio e la presunta vendita del club

Cagliari: missione salvezza. L’obiettivo si concretizzerà?
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page
Cagliari: Lo striscione al S. Elia

Cagliari: Lo striscione al S. Elia

Il Cagliari 2013/2014 ha regalato gioie ma soprattutto dolori: La squadra sarda non ha un rendimento continuo in campionato, alterna prestazioni convincenti a prove insufficienti, non mostra le trame di gioco che nelle stagioni passate l’avevano ribattezzata una delle squadre più “belle” del campionato di serie A. La vicenda stadio e le voci sempre più insistenti sulla vendita del club non sembrano tranquillizzare la squadra, ma soprattutto i tifosi. E la maxisqualifica a Capitan Conti non è una bella notizia, in vista delle prossime partite.

A LUCE ALTERNATA – La squadra di Lopez sembra una lontana parente di quella delle stagioni scorse, il gioco non convince, le trame che avevano entusiasmato tifosi e sportivi d’Italia ormai latitano, eppure l’ossatura è la stessa (o quasi). La partenza di Nainggolan ha inflitto un duro colpo alla zona nevralgica del campo, in difesa sono tante le amnesie (colmo dei colmi, l’allenatore uruguaiano ricopriva questo ruolo), l’attacco concretizza poco ma, a onor del vero, da centrocampo arrivano meno spunti interessanti. In un momento così difficile, si aggiunge la squalifica di 3 giornate inflitta a Daniele Conti: Il giudice sportivo forse si dimentica che nello staccare di testa qualsiasi calciatore debba allargare le braccia per poter dare efficacia alla sua giocata aerea; nella serie A abbiamo visti falli ben più gravi e squalifiche decisamente morbide, il metro di giudizio non è lo stesso, in prima classe e in ultima.

QUESTIONE STADIO – La stagione complicata del Cagliari infatti si tinge anche di altro, che non rientra nel rettangolo di gioco ma che è il rettangolo da gioco: lo stadio. Tutta l’Italia ormai conosce la situazione: Il Cagliari “zingaro” nella sua terra e nello Stivale, dal S.Elia prima al Nereo Rocco di Trieste, poi la favola Is Arenas durata pochissimo, infine il ritorno al S.Elia che, secondo il sindaco doveva essere completamente agibile per settembre ma che a marzo ancora può ospitare appena 5000 spettatori, in Lega Pro a confronto ci avviciniamo agli stadi tecnologici dell’Asia. Le colpe di chi? Per ora se le passano a vicenda, come il gioco della “patata bollente”. E i giocatori e i suoi tifosi pagano dazio.

“C’ERANO UN AMERICANO, UN QATARIOTA E….” – Conosciamo tante barzellette che cominciano proprio così. E al momento potremmo farla davvero. Il Cagliari è investito da continue voci sulla vendita societaria: un giorno è un colosso americano che costruisce stadi (e non sarebbe affatto negativo per i sardi), un altro giorno sono i qatariota del Psg, si è addirittura scomodata la figura di Massimo Moratti. In tutto questo la società non parla e i giornalisti si dividono, c’è chi fa il gioco della società e cerca di insabbiare gli “spifferi” e chi cerca di alimentare queste voci e si dichiara apertamente dalla parte dei tifosi, stufi di questo silenzio societario. Ad oggi, nel concreto, si parla di contatti tra il Sindaco di Cagliari e il colosso Americano degli stadi. Chi vivrà, vedrà.

Insomma, per il Cagliari ci sono stati tempi migliori. I 40 punti non sono lontani, la salvezza è possibile. La ricetta: Impegno, grinta e cuore. E l’esperienza di Capitan Conti.

Alessandro De Agostini

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *