Enrico Steidler
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Calciopoli, piaga infetta di un Paese malato

Moratti commenta l’epilogo del processo di Napoli e il fantasma di Calciopoli gli presenta subito il conto

Calciopoli, piaga infetta di un Paese malato
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Tanti anni fa, nell’estate del 1986 e poi di nuovo nel 1993, Radio Radicale passò alla storia della libera informazione per aver trasmesso senza filtri né censure i messaggi registrati al telefono da migliaia di ascoltatori. Allora come oggi, il numero di coloro che avevano qualcosa da urlare soverchiava quello di chi aveva qualcosa da dire, e i centralini furono subissati da una sfilza impressionante di volgarità e di bestemmie, tanto che nel giro di pochi giorni l’emittente riconosciuta dal Governo italiano come impresa radiofonica che svolge attività di informazione di interesse generale si guadagnò il soprannome di “Radio Parolaccia”.

Sotto questo aspetto, tutti i siti sportivi italiani sono oggi dei veri e propri “Siti Parolacce”. Tutti, purtroppo, nessuno escluso, e il desiderio-dovere di garantire la libera circolazione delle idee si paga molto spesso sotto forma di oscenità idiote e raggelanti, penoso riflesso di un Paese fanalino di coda in quanto a diffusione della cultura e da sempre lacerato dalla lotta fra opposte fazioni, guelfi e ghibellini, fascisti e antifascisti o addirittura interisti e juventini.

Massimo Moratti, ex presidente dell'Inter

Massimo Moratti, ex presidente dell’Inter

PAROLA D’ORDINE: PRESCRITTI – Prendiamo, ad esempio, Tuttosport. Come ogni altro giornale on line, anche quello diretto da Vittorio Oreggia riporta le dichiarazioni del presidente onorario dell’Inter Massimo Moratti a commento dell’ultima puntata di Calciopoli (la conferma della condanna a 2 anni e 4 mesi di reclusione per associazione a delinquere inflitta a Luciano Moggi e le motivazioni della Corte d’Appello di Napoli rese note l’altro ieri): “Sentenza Calciopoli? Definitivamente acclarata la colpevolezza delle persone che hanno creato quella situazione, quel mondo, quell’organizzazione, e dato che è un qualcosa che secondo me è entrata nella storia dell’Inter mentre operavano, non dopo, dà l’idea delle difficoltà che l’Inter ha trovato in quegli anni e quindi finalmente di aver chiarito i dubbi chiarissimi che tutti avevamo a quel tempo e che adesso si sono risolti con la verità”. Ora, l’opinione di Moratti si può condividere o meno, ma è più che legittima ed è espressa in modo civile. Ciononostante, i lettori di Tuttosport (ma il tono e il livello dei commenti, va detto con chiarezza, è lo stesso su qualsiasi altro giornale) reagiscono come gli urlatori di Radio Radicale, e al momento di scrivere queste sono le meraviglie appena immortalate sul web (9 su 470), meraviglie che trascriviamo parola per parola, errori inclusi:

1) – Visto che secondo il mer da iolo moratti hanno pagato i colpevoli ma ancora i veri colpevoli sono rimasti impuniti perchè non ci sono piu’ vedi fachetti che anche lui parlava con tutti ma mer dacce di interisti pensate solo a vedere le vostre cagate e lasciate stare gli altri perchè solo fra centanni potrete rivincere qualcosa siete solo escrementi.
2) – Sciascia lo avrebbe definito un quaquaraquà e per lui sarebbe stato un complimento. Solo a vedere pubblicate le sue dichiarazioni mi viene il voltastomaco. un furfante del genere dovrebbe andare in galera ed invece viene riverito manco fosse una persona per bene. Ancora ha il coraggio barbaro di parlare di calciopoli? ma forse nessuno ha osato fargli una copia del fascicolo depositato da Palazzi dove si parla di “ILLECITO SPORTIVO – PRESCRITTO” per la sua squadretta e quindi è lui il LADRO. Non parliamo delle altre furfanterie che ha commesso perchè oramai è inutile. Sapete qual’è il problema più serio? E’ che Tuttosport ed altri giornali che non sono vicini a lui gli danno spazio; non dovrebbero neanche considerarlo. LADRO.
3) – Prescritto di m.a che il vento ti disperda!
4) – A Moratti e agli interisti ormai è rimasto solo quello… uno scudetto di cartone e tanto orgoglio per averlo conquistato… in tribunale. Ah, ah, ah!!
5) – Uomo schifoso. Dove passa lascia sporco….
6) – pLescLitto de smieLdas … veLgognati
7) – Ma si….. lasciatelo parlare… povero demente….. ormai non lo considera più nessuno, neanche il ciccione asiatico… povero… che fine triste per il denti gialli….
8) – Parla pure il metecatto, si è salvato grazie a imbrogli di furbetto di quartierino e di una connivenza con la FIGC. Noi però non dimentichiamo e prima o poi la pagherete.
9) – Senza vergogna sto demente

Italia mia, benché ‘l parlar sia indarno… Chissà, forse Francesco Petrarca aveva ragione; forse parlare delle magagne nazionali è inutile, e riportare un simile campionario di meschinità (che rappresenta solo la versione più impresentabile di un risentimento covato da milioni di persone, da una parte e dall’altra) serve solo a dare risonanza a chi non la merita. Forse. Una cosa, però, è sicura: verrà il giorno, in un futuro lontano, in cui usciremo finalmente da Calciopoli, ma è da Italiopoli, purtroppo, che non usciremo mai. Petrarca docet.

Enrico Steidler

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One Response to Calciopoli, piaga infetta di un Paese malato

  1. miki foggia 11 dicembre 2014 at 20:58

    Ha…ha….ha…ha…quante risate con fatsopoli 2006….oggi fa proprio ridere ……..ha…ha.. ha. arbitri chiusi negli spogliatoio (studiate di più Procura diReggio Calabria caso archiviato) ha…..ha …..ha “piaccia o non piaccia” campionati regolari sorteggi regolari (studiare motivazioni sentenze ) …….aspettando la Cassazione ……….ha………..ha………ha …………….pressappochismo, faziosità, superficialità giornalistica …spiacenti gli Italiani hanno capito “La verità: nel più profondo dei suoi significati”…..”piaccia o non piaccia”………. aveva ragione il Maestro Enzo Biagi:
    “Una sentenza pazzesca, e non perchè il calcio sia un ambiente pulito. Una sentenza pazzesca perchè costruita sul nulla, su intercettazioni difficilmente interpretabili e non proponibili in un procedimento degno di tal nome, una sentenza pazzesca perchè punisce chi era colpevole solo di vivere in un certo ambiente, il tutto condito da un processo che era una riedizione della Santa Inquisizione in chiave moderna. E mi chiedo: cui prodest? A chi giova il tutto? Perchè tutto è uscito fuori in un determinato momento? Proprio quando, tra Laziogate di Storace, la lista nera di Telecom, poi Calciopoli, poi l’ex Re d’Italia ed ora, ultimo ma non ultimo, la compagnia telefonica Vodafone che ha denunciato Telecom per aver messo sotto controllo i suoi clienti. Vuoi vedere che per coprire uno scandalo di dimensioni ciclopiche hanno individuato in Luciano Moggi il cattivo da dare in pasto al popolino?”

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