Orazio Rotunno
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Chelsea-Inter, legati dentro: Eto’o e Mourinho nel passato e futuro?

Nuove voci di un clamoroso ritorno in neroazzurro, questa volte alimentate dal camerunense. Ma è davvero quello che serve?

Chelsea-Inter, legati dentro: Eto’o e Mourinho nel passato e futuro?
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La storica esultanza di Mourinho al Camp Nou

La storica esultanza di Mourinho al Camp Nou

Nella notte dei pianti e delle mille emozioni per il ritorno di Sua Maestà Didier Drogba nel vecchio regno di Stamford Bridge, un altro clamoroso ritorno tiene banco a fine partita, il protagonista è Samuel Eto’o. Le dichiarazioni al termine del match circa una sua apertura all’eventuale chiamata di Moratti (quasi dimenticando il cambio di presidenza), avrà scaldato i cuori e i dolci ricordi dei tifosi interisti. A mente fredda, il risveglio, è più razionale: alla nuova Inter di Mazzarri serve altro.

SAMUEL, GRAZIE DI TUTTO, MA AVANTI UN ALTRO – 30 partite, non tutte da titolare, 10 reti di cui 3 in Champions ed una fantastica tripletta al Manchester United. Lontano dal calcio vero per due anni nella prigione dorata dell‘Anzhi, a 33 anni suonati Eto’o mostra a tutti ancora una volta di non aver dimenticato che vuol dire competere ai massimi livelli, magari non con la brillantezza di una volta, ma con immutata fame, carisma ed esperienza. Nelle partite che contano Mourinho non ha dubbi: schiera lui, con buona pace dei vari Torres e Demba Ba. L’ennesima stagione ai vertici dello Special è più che mai l’emblema della sua carriera: spirito di gruppo, grande personalità negli uomini chiave, mix di giovani disposti al sacrificio: pur non con la migliore squadra d’Inghilterra comanda la Premier ed è tra le prime 8 d’Europa, una mina vagante che nessuno vorrebbe affrontare. Anche per quel Samuel Eto’o che, anche quest’anno, nelle partite che contano c’è e si vede. L’enigma circa i suoi veri anni è durata un battito di ciglia, sdrammatizzata con quell’esultanza da vecchietto due domeniche fa dallo stesso camerunense, all’ennesimo gol ovviamente.

L’Inter e Moratti sono nel suo cuore, “se il Presidente chiama, io rispondo, potrei anche tornare“. Parole di circostanza, forse, ma di stima ed affetto mai venuti meno. Per carità, ricambiati dalla tifoseria e tutto l’ambiente neroazzurro, ma all’Inter che sta nascendo serve altro. Target diverso, per età e budget economico: il buon Eto’o sarà pure vecchietto ma è caro il doppio del pimpante Neymar. Non avrebbe senso, dopotutto, lasciare andare Diego Milito per riabbracciare il Leone d’Africa.

E semmai un ritorno da Londra ci deve essere, funzionale alla rinascita dell’Internazionale, che sia di quello seduto in panchina. Intesi..?

Orazio Rotunno

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