Simone Viscardi
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Mondiali 2014, Costa d’Avorio: gli Elefanti alla caccia del secondo turno

Drogba e compagni ai terzi Mondiali consecutivi. Il sogno degli ottavi non è impossibile, nel Girone C con Colombia, Grecia e Giappone. Storia e Rosa degli Elefanti ivoriani

Mondiali 2014, Costa d’Avorio: gli Elefanti alla caccia del secondo turno
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Gli Elefanti ci provano di nuovo. Dopo due Mondiali, e altrettante delusioni, la Costa d’Avorio cercherà per la terza volta di coronare il suo sogno, raggiungere la fase ad eliminazione diretta della Coppa del Mondo. Per farlo, dovranno superare un raggruppamento tutt’altro che irresistibile. Opposti alla squadra del Ct Sabri Lamouchi ci saranno la Colombia, candidata numero 1 al ruolo di rivelazione del torneo, ma quasi sicuramente priva di Falcao; il Giappone di Zaccheroni e la Grecia. La sfida al secondo posto, con tutta probabilità, sarà con gli asiatici, mentre la formazione ellenica appare sulla carta spacciata. Il biglietto per il Brasile, gli Elefanti l’hanno staccato vincendo il girone C con Marocco, Gambia e Tanzania, ed eliminando successivamente il Senegal nello spareggio qualificazione.

LA STORIA – La storia della nazionale di calcio della Costa d’Avorio comincia nel 1960, ma solo negli ultimi 20 anni gli Elefanti sono riusciti ad uscire dall’anonimato del calcio africano, assumendo un ruolo di primo piano nella geografia del Football continentale e trovando una buona considerazione anche a livello mondiale. La svolta, per gli ivoriani, arriva nel 1992, anno in cui conquistano la loro prima – e finora unica – Coppa d’Africa, ma bisognerà attendere altri 14 anni per vedere gli Elefanti alla fase finale di un Mondiale. Lo storico risultato arriva nel 2005, quando grazie all’esplosione di una generazione di ottimi giocatori, i fratelli Tourè e Didier Drogba su tutti, la Costa d’Avorio riesce a qualificarsi a Germania 2006. Per molti, gli africani sarebbero potuti essere  gli outsider del torneo, ma l’urna non fu clemente con la squadra allora allenata dal Ct Michel, la quale finì nel “Girone della morte” con Argentina, Olanda e Serbia/Montenegro. Gli africani furono si eliminati, ma fecero un’ottima impressione dando parecchio filo da torcere alle corazzate avversarie. Quattro anni dopo, la Storia si ripetè. Dopo anni di delusioni a livello continentale, e in mezzo ad un vero caos federale, con 3 allenatori cambiati a pochi mesi dal Mondiale sudafricano, nel 2010 gli Elefanti tornarono alla Coppa del Mondo, decisi a prendersi la rivincita. Ancora una volta però, il sorteggio fu un’autentica mazzata per il neo Ct Sven Goran Eriksson, che si ritrovò in un altro girone di ferro, con Brasile e Portogallo, insieme alla Cenerentola Corea del Nord. Nel 2014 la Costa d’Avorio ha la terza chance per approdare agli ottavi, e per una volta non dovrà scalare l’Everest per riuscirci. L’occasione è ghiotta per la generazione d’oro ivoriana, che cercherà di ottenere l’obiettivo che insegue da ormai 10 anni.

Il Ct Sabri Lamouchi, che guiderà gli Elefanti ai Mondiali.

Il Ct Sabri Lamouchi, che guiderà gli Elefanti ai Mondiali.

LA ROSA – La squadra a disposizione di Lamouchi ha due grandi punti di forza: l’attacco e l’esperienza. L’età media è molto alta, ma in una fase finale del Mondiale – specie con il clima brasiliano – conta molto sapere gestire le forze e non farsi prendere dall’emozione. In porta c’è l’affidabile Barry, dietro al quale già scalpita il successore Mandè. La difesa, sarà imperniata sugli stessi uomini delle precedenti edizioni della Coppa, vale a dire i sempreverdi (tutti abbondantemente over 30) Kolo Tourè, Zokora, Boka e Tienè, oltre all’altro ex Arsenal Ebouè, spesso però schierato a metà campo. In mezzo, agirà con le sue movenze da piovra il secondo violino degli Elefanti, quello Yayà Tourè arrivato ormai all’apice della sua parabola fisico/atletica. Intorno a lui farano legna i soliti Tiotè e Romaric. Le speranze di qualificazione della Costa d’Avorio però, passano quasi tutte per l’attacco, e in particolare dall’uomo simbolo di questa generazione magnifica: Didier Drogba. Con trentasei primavere sulle spalle, il capitano è ancora l’appiglio sul quale i compagni affideranno tutte le loro ambizioni. Ai suoi lati agiranno il romanista Gervinho – alla miglior stagione in carriera – e l’esperto Kalou.

Simone Viscardi

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