Manlio Mattaccini
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Un Napoli “anema e core”. Adesso c’è una qualificazione da mandare in Porto

Un altro soffertissimo successo ottenuto stavolta sul Torino e sempre nei minuti finali. La squadra non è in formissima, ma il Porto sta anche peggio

Un Napoli “anema e core”. Adesso c’è una qualificazione da mandare in Porto
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Quando si arriva ad un certo punto della stagione, che si rileva piuttosto lunga e logorante come ogni Serie A che si rispetti, la concretezza non può soccombere al bel gioco. Di squadre abili nel saper giocare e divertire il pubblico nel nostro calcio ne sono passate tante. Citiamo Zeman in quanto il simbolo massimo di questa filosofia: bello, ma non vincente. La squadra di Benitez, capace di regalare sprazzi di puro spettacolo ( e ti credo, con quello che si ha lì davanti..) nel corso della stagione, adesso è in un fisiologico momento di stanchezza. Ma quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. E ad adattarsi al temporaneo cambiamento, mutare parzialmente la propria identità e travestirsi da killer spietati capaci di cogliere il momento giusto per affondare l’avversario. Se poi in porta c’è un Reina paratutto e il terminale offensivo si chiama Higuain, allora soffrire per quasi novanta minuti e portare a casa i tre punti appare come una tattica lecita e soprattutto azzeccata.

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TU CHIAMALO SE VUOI “GOLZALO” – Chi è debole di cuore non troverà nella prescrizione del medico “guardare le partite del Napoli”. Una sofferenza, un intreccio d’emozioni lunghe tutta una partita che poi trovano, come nelle classiche commedie, il lieto finale e il soddisfacimento del pubblico. Non ci sarà nessun napoletano che oggi parlerà di successo meritato sul Torino. Ma in fondo, chi se ne frega? Il cinismo è quell’abilità che hanno solo le grandi squadre, e che deve avere anche la formazione partenopea se vuole tentare il “doublete” Coppa Italia-Europa League. Higuain è stato acquistato anche per questo. Avere il primo pallone buono di tutta la partita al 90′(e se non ce l’hai, te lo guadagni, vedi contatto dubbio con Glik) e tramutarlo in tre punti. Un successo che tiene ancora aperte le speranze per il secondo posto, che al cospetto di questa Juventus, sarebbe come uno Scudetto. Ma ovviamente, questo non ditelo sotto il Vesuvio…

L’URLO DEL SAN PAOLO CONTRO IL PORTO – Ma già giovedi c’è un’altra sfida di fondamentale importanza. Un’altra impresa da scrivere, un’altra sofferenza da condividere. L’1-0 subìto in Portogallo all’andata non è il meglio della vita, ma neanche il peggio. Per una squadra ultra offensiva come quella partenopea, ritrovarsi a difendere un risultato sarebbe stato forse peggio rispetto al dover attaccare. E il Porto non è mica il ritratto della salute. Ha perso con lo Sporting quello che era un vero e proprio spareggio per il secondo posto (e accesso alla Champions League). Helton, il portiere titolare, non ci sarà. Ma il Napoli, per passare, dovrà fare semplicemente quello che gli riesce meglio. Vincere, facendo soffrire i propri tifosi.

Manlio Mattaccini

 

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