Simone Viscardi
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Stars and Barns: i Top&Flop della settimana Nba

Terzo appuntamento con la rubrica che determina i migliori e i peggiori della settimana Nba. In questa puntata occhio agli Spurs e a un giocatore degli Heat...

Stars and Barns: i Top&Flop della settimana Nba
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Un’altra settimana di Regular Season in Nba se n’è andata, portando con sè il suo carico di grandi giocate, vittorie entusiasmanti e sconfitte disonorevoli. Come ogni lunedì, è il momento di tirare le fila di tutto quello che è successo, ed eleggere i migliori e i peggiori della settimana. Lunedì scorso a trionfare furono James Harden e i suoi Houston Rockets, mentre a Hibbert e ai Los Angeles Lakers toccò finire dietro alla lavagna. È ora di nominare i loro successori, scopriamo quindi i nuovi Top&Flop della settimana Nba.

TOP&FLOP TEAMS – La bagarre in vetta alla Western Conference lascia presagire tonnellate di spettacolo nei playoff. Per la terza puntata di fila la squadra migliore della settimana arriva dall’Ovest, e in questo caso si tratta dei San Antonio Spurs. Coach Popovich, novello alchimista, ha da tempo trovato la ricetta per la Pietra Filosofale, il mitologico amuleto in grado di convertire il piombo in oro – chiedere per informazioni a Boris Diaw, Tiago Splitter e al nostro Belinelli – e fornire un elisir dell’immortalità, e se non vi sono venuti in mente a riguardo i nomi di Tim Duncan e Manu Ginobili, beh, probabilmente siete nella pagina sbagliata. Quattro partite e quattro succesi per i texani, in grado di superare in scioltezza sia avversari tosti come Chicago e Portland, che di abbattere senza pietà o distrazioni squadre materasso – anche se dal blasone nobiliare – del calibro dei Lakers o degli Utah Jazz. Grazie a questo filotto i “vecchietti terribili” sono di nuovo in testa alla Conference, lanciando la loro candidatura verso le seconde Finals consecutive. Chi invece guarda tutti, o quasi, dal basso verso l’altro sono i Philadelphia 76ers. In Pennsylvania il Tanking, ossia l’arte di perdere apposta per avere percentuali più alte di pescare la prima scelta al Draft, non è più una strategia, ma una vera e propria religione. Young e compagni, con la sconfitta interna ad opera di Memphis, hanno toccato quota 20 KO consecutivi. Un numero inaccettabile per qualsiasi franchigia oltre che, se fosse davvero frutto di una manovra di Tanking, un incredibile esempio di antisportività, per molti paragonabile a corruzione o doping.

TOP&FLOP PLAYERS – Facciamo un giochino. Il migliore della settimana gioca nei Miami Heat, e nei match della sua squadra (vittorie con Rockets e Wizards, sconfitta coi Nets) ha tirato con il 60% dal campo e una media di quasi 23 punti e 5 assist a partita. Qual è il suo nome? ovviamente LeBr… NO! Parliamo di Dwyane Wade, che messi da parte – finalmente – gli acciacchi fisici che lo tormentano da troppo tempo, sta tornando ad esprimere delle signore cifre. Il ritorno ad alto livello di Wade è una manna per Spoelstra, i cui Heat mai come quest’anno sembrano dipendere interamente dal rendimento dell’altro ragazzone, quello, per intenderci, che indossa la canotta numero 6. Chi esce con le ossa rotte dalla settimana Nba sono gli Houston Rockets, sconfitti nei 3 scontri diretti disputati con altre Big, vale a dire Okc, Bulls e Miami. A deludere maggiormente non sono stati i leader – seppur con alti e bassi – quando l’apporto scarno dei “comprimari”, tra cui spicca sicuramente Patrick Beverley. Il playmaker texano chiude la settimana con 3,6 assist e 8,6 punti di media, frutto di un agghiacciante 7/27 dal campo (0,26%), e si rende protagonista solo per qualche baruffa scoppiata con Russell Westbrook nella debacle coi Thunder.

TOP FIVEDwyane Wade è il leader indiscusso dei migliori, insieme al futuro Mvp Kevin Durant (oltre 33 punti di media in settimana); a Steph Curry, vittorioso nella sfida del futuro con Lillard e ai soliti, immancabili Noah e Griffin, massime espressioni del buon momento di Bulls e Clippers.

FLOP FIVE Beverley inventa – poco e male – per la squadra dei peggiori. A ricevere – forse – i suoi assist troviamo DeRozan, i cui numeri altalenanti sono lo specchio della flessione dei Raptors; Hollis Thompson, non pervenuto come tutti i Philadelphia 76ers; Kanter di Utah, troppo impreciso nelle partite che contano e Ilyasova (Milwaukee), i cui rari acuti fanno da contraltare a numerose serate da dimenticare.

Simone Viscardi

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