Davide Luciani
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Conte e le due facce della Juventus

La Juventus di Conte in Europa fa fatica a imporsi a causa di un atteggiamento supponente che ne limita le prestazioni

Conte e le due facce della Juventus
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La Juventus continua a volare in campionato. Ventiquattro vittorie su ventotto, diciassette punti sulla Roma (anche se i giallorossi devono recuperare due gare, ndr), sessantaquattro gol segnati, quarantuno gare di fila in rete. Il dominio dei bianconeri in campionato, rispecchia quello delle altre grandi d’Europa come Paris Saint Germain e Bayern, ma con una differenza sostanziale. Francesi e tedeschi sono ancora in corsa per la Champions League, la Juventus no. Anzi, i bianconeri rischiano di essere eliminati agli ottavi di Europa League se non riusciranno a vincere a Firenze, unico campo in cui i bianconeri hanno perso quest’anno in campionato.

CR7 e Tevez in azione in Real Madrid-Juventus

La Juventus continua a non convincere in Europa

A DUE VELOCITA’ – Il divario tra la Juventus italiana e quella europea è stridente. In tre campionati sotto la guida di Conte i bianconeri hanno vinto 74 gare su 104, conquistando 246 punti su 312. In Champions, invece, i bianconeri  in due stagioni, hanno vinto 6 gare su 16 tra fase a gironi, ottavi e quarti, perdendo 4  volte. Se si contano che quattro delle sei vittorie bianconere sono arrivati contro avversari modesti come Nordsjaelland, Copenaghen e Celtic, ben si può capire la pochezza dei bianconeri in versione europea, ancora più se si pensa che, contro le due squadre danesi sono comunque stati lasciati quattro punti.

PROBLEMA MODULO – C’è un altro dato che fa riflettere sulla Juventus europea: i bianconeri sono l’unica tra le grandi squadre del vecchio continente, e una delle pochissime in Europa, a difendersi con cinque uomini. Tutte le big, infatti, adottano la difesa a quattro, attaccando poi con un numero di attaccanti che varia dai tre ai quattro. Questo significa che in Europa, tutti giocano in maniera più aggressiva,  preferendo attaccare che attendere. La Juventus ha assaggiato questo atteggiamento anche in Europa League con il Trabzonspor, dove, nonostante abbia vinto due gare su due, ha sofferto parecchio, specie nella gara di andata, quando pure i bianconeri giocavano in casa.

GARE SOTTO RITMO – Se in Italia i bianconeri sono indiscutibilmente i più forti e possono permettersi di attendere gli avversari, in Europa non è così, perché non esistono timori reverenziali e tutti giocano a viso aperto, anche squadre che, all’apparenza, sono nettamente inferiori alla grande di turno.  

USCIRE DALL’ANONIMATO EUROPEO – Questo atteggiamento supponente della Juventus rischia di far sì che i bianconeri rimangano una realtà provinciale, dove la “provincia” sta per un campionato italiano sempre più bistrattato. Per questo motivo, Conte deve riuscire a imprimere una svolta ai suoi. L’Europa League non deve essere considerato un torneo minore, dato che squadre come Porto, Atletico Madrid, Chelsea l’hanno onorata arrivando in fondo. Anzi, la consapevolezza della forza europea del Porto di Mourinho è arrivata proprio dopo la vittoria dell’Europa League. Vincere aiuta a vincere e Conte e la Juventus devono imparare questo. Non ha senso trionfare in campionato con 100 punti se poi, in Europa prendi schiaffi da chiunque. Se per Conte e i suoi non ha senso neanche conquistare un trofeo europeo giocando la finale in casa, la Juventus costruita da Agnelli, Marotta e Conte rischia di essere una grande incompiuta.

Davide Luciani

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