Manlio Mattaccini
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Milan, un pugno di mosche in mano

La disfatta di Madrid è il punto più basso di una stagione programmata male e sviluppatasi peggio di qualsiasi nefasta aspettativa

Milan, un pugno di mosche in mano
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Ci voleva una grandissima dote d’immaginazione, o lo scomodare di persona qualche santo in Paradiso, per immaginare un Milan che uscisse vincente e qualificato dall’incontro del “Vicente Calderon”. Contro i “Colchoneros” va in scena invece l’ennesimo dramma sportivo della stagione: il più doloroso, in quanto oltre l’entità della sconfitta significa l’uscita dall’ultimo obiettivo ancora perseguibile in questa disastrata stagione. Il passato dorato, come la maglietta indossata a Madrid, di colpo s’incupisce fino ad assumere un color legno, come la medaglia che ipoteticamente riporta a casa il club rossonero. Fuori da tutto (con i tifosi che vorrebbero fuori tutti…), è difficile dare un senso ai pochi mesi rimanenti da qui al Mondiale. Galliani, dirigente rossonero da quasi un trentennio, si ricorda di colpo del blasone del suo club, e dopo aver snobbato clamorosamente una possibile qualificazione in Europa League (“Per noi è come la serie B”, disse), adesso ci spera. Perchè il Milan non può fare a meno dell’Europa, e viceversa.

Adriano Galliani AD del Milan

Galliani adeso spera in un improbabile quinto posto

MASSIMO IMPEGNO FINO ALLA FINE – Questa storia sembra un pò come il racconto della favola della volpe e l’uva, all’incontrario. O come la storia di un uomo che, fallito il corteggiamento nei confronti della donna a lui gradita, per ripiego ci prova con l’amica bruttina. Dato che a nessuno piace essere un ripiego, il rapporto tra il Galliani e la seconda competizione europea sembra quantomai difficile da realizzarsi. E dire che prima del match contro la Juventus, con un velato ottimismo scaturito dalla buona prova fornita all’andata contro l’Atletico, il Milan sembrava nel suo momento migliore della stagione. Una rimonta stile l’anno scorso avrebbe portato i rossoneri a quantomeno contendersi fino alla fine il quinto posto contro i dirimpettai dell‘Inter e le sorprese Torino, Parma e Verona. Ma recuperare nove punti in undici partite è un’impresa che, con tutto il caos che regna all’interno della società, ha tutti i canoni dell’impossibilità.

RAVVEDIMENTO TARDIVO ? –  E’ chiaro che una squadra come il Milan, club più titolato d’Italia nel Mondo, debba giocarsi tutte le sue cartucce per fare più strada in Champions. Le dichiarazioni dette alla vigilia, che richiamavano l’impresa del 2007 contro il Manchester United, si sono rivelate un velleitario tentativo di volgere idealmente in positivo una situazione che, razionalmente, era compromessa. Ma prepararsi per un delicato incontro giocando male e perdendo come successo ad Udine era il peggior viatico possibile. Senza contare che l’ennesima sconfitta non ha aggiunto punti in quello che, di colpo, è diventato l’obiettivo primario della stagione. Il Milan non merita l’undicesimo posto, ma neanche un posto tra le prime tre. La dimensione della squadra era da quinto posto, ma la miopia della società forse farà fallire anche questo obiettivo.

Manlio Mattaccini

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