Calogero Destro
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Mondiali 2014: alla scoperta della Costa Rica

I “Ticos” parteciperanno per la quarta volta a un mondiale: l’obiettivo? Cercare di stupire ancora!

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Bryan Ruiz

Bryan Ruiz

STORIA –  La nazionale costaricana ha una tradizione importante nel  calcio dell’America centrosettentrionale: nella sua storia ha vinto per tre volte la “Concacaf Gold cup”,e per ben sei la “Uncaf cup”, che a differenza della Gold, comprende solo le squadre del centro America e non anche quelle del nord( tra cui Messico e Stati Uniti). Quella di Brasile 2014 sarà la sua quarta apparizione a un mondiale, dopo le edizioni del 1990, del 2002  e del 2006. E proprio al debutto,  “La Sele”, ha fatto registrare il suo miglior piazzamento, con il raggiungimento degli ottavi di finale, ottenuti ai danni di Svezia e Scozia. Il risultato non fu casuale: alla dei guida della nazionale, infatti, c’era una vecchia volpe come Bora Milutinovic, l’unico, insieme al Brasiliano Parreira, ad aver allenato cinque diverse nazionali in altrettante edizione dei mondiali. Oggi, alla guida dei “Ticos”, si trova l’abile Jorge Pinto, che dopo la sfortunata avventura del 2006 (fu esonerato durante le qualificazioni al mondiale tedesco) è riuscito questa volta a portare i suoi all’obiettivo, assicurandosi la seconda piazza della zona Concacaf dietro gli Stati Uniti.

I PROTAGONISTI – Non sono molti i calciatori della rosa costaricana conosciuti a livello internazionale. I più famosi sono sicuramente Tayolor Navas, portiere del Levante, Oviedo, jolly dell’Everton, richiesto esplicitamente da Moyes la stagione prima del suo addio. Bolanos, mediano tutto muscoli attualmente in forza al Copenaghen, se lo ricorderanno i più attenti tifosi juventini. Poi Joel Cambell, bomber dell’Olympiacos e autore di una vera e propria perla nell’andata degli ottavi di Champions contro il Manchester ed infine Bryan Ruiz, talentuosissimo trequartista ex Twente ed attualmente al Fulham.

GIRONE OSTICO – Il cammino in Brasile, però, non sarà facile, perché la Costa Rica si troverà ad affrontare un girone in cui sono presenti anche Uruguay, Inghilterra e Italia. Sulla carta i “Ticos” dovrebbero salutare già al primo turno e chiudendo all’ultimo posto il girone, ma in un mondiale, si sa, non contano solo le qualità tecniche ma anche il modo di affrontare gli impegni, così limitati e allo stesso tempo ravvicinati.La nazionale allenata da Pinto ci proverà, con la tranquillità di chi non ha nulla da perdere e la convinzione di poter scrivere una nuova pagina del calcio costaricano.

Calogero Destro

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