Antonio Casu
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Sampdoria: la rinascita di Stefano Okaka

L'attaccante scuola Roma, sbarcato a Genova nel corso del mercato di gennaio, ha ritrovato gol e serenità

Sampdoria: la rinascita di Stefano Okaka
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Non ci credeva più quasi nessuno, qualcuno addirittura lo dava per finito, nonostante abbia solo 24 anni. L’unica squadra ad aver voluto scommettere su di lui nel corso dell’ultima finestra di gennaio è stata la Sampdoria, ed i risultati le stanno dando ragione. Due gol in quattro partite, mica male per uno dato prematuramente sul viale del tramonto. Il personaggio in questione è Stefano Okaka, professione attaccante.

Sampdoria alla caccia della supremazia a Genova

Okaka festeggia dopo il gol del 3-2 contro il Livorno

PEDIGREE DA PREDESTINATO – Storia particolare la sua. Nato a Castiglione del Lago da genitori nigeriani, Okaka ha sempre avuto cucita addosso l’etichetta del predestinato. Fu acquistato dalla Roma quando aveva solo 15 anni. Credettero fortemente in lui, e per acquisirne il cartellino sconfissero la concorrenza di squadre blasonate come Milan ed Aston Villa. Fu inserito inizialmente nella squadra Allievi, ma, viste le sue enormi potenzialità, arrivò dopo poco il salto in Primavera. Un balzo col botto, valorizzato da numeri da capogiro.

IL BOMBER DEI PRIMATI – Sono diversi i primati che può annoverare: marcatore più giovane della storia di Torneo di Viareggio e Coppa Italia e giocatore italiano più giovane ad aver esordito nelle coppe europee. Giocò per la prima volta in Serie A, con la maglia della Roma, il 18 dicembre 2005. Aveva 16 anni. Insomma, una progressione incredibile, che preannunciava la nascita di un campione. Ma qualcosa è andato storto.

UN LUNGO GIROVAGARE – Non riuscì ad esplodere con la Roma. Mise a segno un solo gol dal 2005 a 2007, troppo poco per uno come lui. Iniziò da lì un lungo girovagare, fatto di alti e bassi. Vestì, sempre in prestito dalla Roma, le maglie di Modena, Bari e Fulham. I numeri non parlarono mai a suo favore, tornò più volte alla casa madre, ma l’incantesimo sembrava essersi rotto. Il predestinato non stava mantenendo le attese. Nel gennaio 2012 si trasferì al Parma. Un’occasione in Serie A, l’ennesima. Mise a segno tre reti in sei mesi, ed a fine stagione i ducali lo acquistarono a titolo definitivo. Addio Roma, la storia d’amore era finita.

IL PRESTITO A SPEZIA ED IL RITORNO A PARMA – L’esperienza con il Parma durò poco: fu girato in prestito all’ambizioso Spezia, neopromosso in Serie B. Fu un’esperienza abbastanza positiva, conclusa con 7 gol in 38 presenze. Nonostante ciò, non fu riscattato dai liguri e tornò in Emilia nel giugno 2013. L’ultima parte della sua Odissea è storia di pochi mesi fa: sei mesi da panchinaro, diversi infortuni ed uno sguardo cupo dipinto sul suo volto.

LA RINASCITA – Nello scorso mese di gennaio è arrivata, un po’ a sorpresa, la chiamata della Sampdoria. Okaka è sbarcato all’ombra della Lanterna in punta di piedi, senza fare proclami, ma con la volontà di rinascere e mostrare il suo talento. Il rapporto con Mihajlovic è stato ottimo dal primo momento, la scomoda concorrenza di Maxi Lopez non l’ha spaventato e l’attaccante ha saputo ritagliarsi da subito i suoi spazi. Ha esordito con una grande prestazione contro il Cagliari, e da lì ha sentito crescere la fiducia della squadra e dell’allenatore, sensazioni che non provava da tempo. Realizza la prima rete il 2 marzo contro il Torino, e domenica scorsa l’apoteosi: guida la rimonta sul Livorno con grandi giocate ed un bellissimo gol da fuori area. L’esplosione di gioia e la standing ovation del Ferraris alla sua uscita dal campo sono il giusto premio per un calciatore che non ha mai smesso di credere nelle sue potenzialità. Stefano Okaka è tornato, e stavolta non vuole più fermarsi.

Antonio Casu

@antoniocasu_

 

 

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