Enza Maugeri
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Klimt fregia Milano, mostra aperta fino al 13 luglio

Palazzo Reale ospita i capolavori del maestro austriaco in una mostra

Klimt fregia Milano, mostra aperta fino al 13 luglio
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particolare del Fregio di Beethoven di Klimt

particolare del Fregio di Beethoven di Klimt

Klimt, la perfetta sintesi delle due fondamentali tendenze artistiche del periodo, il Simbolismo e l’Art Nouveau, arriva finalmente a Milano. Dopo il grande successo ottenuto dalla personale di Andy Warhol, Milano apre le porte al grande maestro austriaco della Secessione Viennese, Gustav Klimt. La mostra intitolata Klimt. Alle origini del mito, ospitata a Palazzo Reale, si potrà visitare dal 12 marzo fino al 13 luglio.

ALLE ORIGINI DEL MITO – Questa esposizione, curata da Alfred Weidinger, vicedirettore del Museo Belvedere di Vienna, ruota intorno alla formazione dell’artista, dei suoi anni giovanili e del rapporto con i fratelli minori Ernst e Georg, anche essi pittori. Sono un centinaio le opere esposte e rappresentative della Secessione Viennese, movimento artistico di cui Klimt fu il leader. Nella mostra troviamo lavori realizzati nel periodo adolescenziale, come il ritratto della sorella Klara del 1880 e quello del 1882 che ritrae entrambe le due sorelle Hermine e Klara.

ALCUNE OPERE ESPOSTE – Alle origini del mito presenta una ventina di olii del maestro viennese, fra cui Girasole (1907) mai esposto fuori dal Belvedere, insieme a lavori celebri come Giuditta, spesso erroneamente citata come Salomé (1909), che raffigura l’eroina biblica che sedusse il generale Oloferne per poi ucciderlo, rappresentando dunque una femminilità crudele ed assassina. Con Adamo ed Eva (1917-1918) in cui i personaggi sono dipinti frontalmente, uno dietro all’altra, viene rappresentato un amore differente da quello del Bacio e del Fregio, cioè un amore crudo e a tratti violento, in cui l’uomo sembra di nuovo succube del potere femminile. Adamo, infatti, ha il viso scavato e sofferente, mentre Eva sembra quasi una bambola truccata che si disinteressa del compagno e del suo sentire, che invece di toccare le mani dell’uomo accarezza i suoi riccioli biondi. Visitando la mostra, una delle opere che colpisce maggiormente è il Fregio di Beethoven a cui viene dedicata un’intera sala. Lunga oltre 3 metri, l’opera è la copia originale di quella esposta a Vienna nel 1902 per una mostra della Secessione.

OLTRE I DIPINTI – Nella mostra si potranno visionare anche numerose lettere private e cartoline, diverse indirizzate alla compagna Emile Floge. Al movimento artistico della Secessione Viennese è dedicata anche una sezione del percorso, tra gli artisti rappresentati: Max Klinger, Wilhelm List e Ferdinand Andri.

Enza Maugeri

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