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Beckenbauer critica: “questo Bayern annoia”, è davvero così?

Beckenbauer critica il gioco di Guardiola, che replica a sua volta con pacatezza, sostenendo ancora la sua idea di calcio. Ma il "Kaiser" ha ragione?

Beckenbauer critica: “questo Bayern annoia”, è davvero così?
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GuardiolaQuando parla il Kaiser la prima regola è ascoltare, la seconda è considerare, la terza rispondere ed infine, come quarta ipotetica, applicare secondo il suo volere. E se il Kaiser, il Presidente onorario, Franz Beckenbauer, concede alla stampa tali opinioni, è dura non tener conto del suo peso mediatico. “Se continueremo a giocare così, alla fine diventeremo come il Barcellona, la gente si annoierà e nessuno verrà più a vederci: parole premonitrici quelle di Beckenbauer? Perché una squadra che ha raggiunto una concezione di perfezione tale da conquistare un campionato in pochi mesi e punta con furore al bis in Europa dovrebbe annoiare i propri tifosi? La risposta si ricava subito dopo, dalla sua sincera opinione: “Io ho una concezione diversa del calcio, prima o poi arriveremo a vedere i giocatori di Guardiola passarsi il pallone sulla linea di porta. Per me il calcio è altro.

LA RISPOSTA DI PEP – Con la sua solita leggerezza, Guardiola replica al “Kaiser” Beckenbauer con le testuali parole: Ho un modo diverso di vedere le cose. Se ho di fronte una difesa chiusa cerco di scardinarla coinvolgendo le seconde linee, e’ una tattica che funziona. Sono d’accordo con quanto fatto dai ragazzi in campo al 100%”. Pep non è per la prima volta soggetto a critiche da parte del Presidente onorario del Bayern: a febbraio, infatti, osservò con malizia la posizione di Mario Gotze, che giudicava troppo arretrata.

IL KAISER HA RAGIONE? – Sicuramente, dunque, l’idea di bel calcio di Franz Beckenbauer non si ritrova sicuramente in quella dell’allenatore spagnolo, ma non è detto che abbia ragione o meno. Quante volte vedendo il tipico gioco di Guardiola ci siamo realmente annoiati? Non si tratta di “melanina” a centrocampo, né tantomeno di mancanza qualitativa, per cui è necessario puntare sull’eccellenza tattica. Il “tiki taka”, se il gioco della squadra bavarese si può chiamar così, è espressione di completezza, di intelligenza tattica, di esorbitanza tecnica, di esuberanza qualitativa; quella ricerca di perfezione che un “classicista” potrebbe rimandare alla mentalità greca della kalokagathia: “bello e buono”, come il gioco sempre vincente di Pep Guardiola.

Alessandro Triolo

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