Orazio Rotunno
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Milan, Diavolo di un Allegri: Balotelli, Galliani, Seedorf sconfessati

I problemi del Milan erano noti, ma si è scelto di risolvere quelli sbagliati. Fallimento nel mercato, disastrose le scelte tecniche

Milan, Diavolo di un Allegri: Balotelli, Galliani, Seedorf sconfessati
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Massimiliano Allegri, ex allenatore del Milan

Massimiliano Allegri, ex allenatore del Milan

Il Milan esce dagli ottavi di finale della Champions League, ma forse non vi ha mai partecipato davvero. In un girone mediocre passa con appena 8 punti, grazie al memorabile rigore al 94′ assegnato all’Amsterdam Arena per sceneggiata di Balotelli, in quel fondamentale sicuramente un fenomeno. Nel frattempo, c’era chi andava a casa con 14 punti e battendo Arsenal, Marsiglia e Borussia Dortmund. Agli ottavi 5 gol subiti ed uno solo fatto su deviazione: umiliati al Vicente Calderon, traditi dalle proprie scelte tecniche e di mercato. Forse, non era Massimiliano Allegri il problema, ma l’unica soluzione per salvare il salvabile.

ASSURDITA’DI ESSIEN, CAPOLAVORO HONDA: GALLIANI COME BRANCA –  L’emblema della totale confusione del Milan in sede di mercato è tutta nella scelta di Micheal Essien, un affare a costo zero tale solo per chi non ne conosceva la storia. Un pupillo di Mourinho nei gloriosi anni al Chelsea, tale da portarlo a Madrid e schierarlo a tutti i costi, anche da terzino ed in partite importanti come una semifinale di Champions League. Poi di nuovo l’incontro a Londra, ma Essien diventa incredibilmente sacrificabile e per di più low cost. Un motivo doveva esserci, se lo Special lasciava andare a cuor legger un suo fidato mastino, lo si è capito ieri una volta di più coi due disimpegni sciagurati che hanno dato il là alle prime reti dell’Atletico. Per tutto dicembre-gennaio Galliani ribadiva la necessità di un centrocampista per sopperire alle assenze di Muntari e Montolivo per squalifica: alla fine si è preso un doppione di De Jong anzichè un regista, Lodi ad esempio, magari non esperto ma più funzionale alle necessità rossonere. Le difficoltà ad ogni inizio azione del Milan, ieri, sono state evidenti oltre che letali: anche perché, un altro acquisto di qualità in Champions non ci poteva giocare. Trattasi di Honda, autentico flop stando alle prestazioni di questo mese e mezzo ma che in coppa ci aveva già giocato con la maglia del Cska Mosca. Il Milan lo sapeva, così come era a conoscenza dell’abbondanza nel reparto offensivo, l’unico settore dove questo povero Milan sembra essere all’altezza. Da non dimenticare, in ultima analisi, che se Rami non fosse finito fuori rosa col Valencia, non sarebbe lì a tenere a galla la pessima difesa rossonera.

Nel frattempo, forse Lui non gongola, ma qualche tifosi probabilmente si all’idea di aver avuto ragione: non era Allegri il problema, anzi, era l’unico modo per avere una possibilità. Simeone ha giocato più all’italiana che mai, cosa che il tecnico toscano fece con successo parziale al cospetto del Barça, lo scorso anno battendolo in casa e in questa stagione strappando un prezioso 1-1. Forse, col senno di poi, un Milan più compatto, solido ed equilibrato avrebbe raccolto di più di quello a tratti spettacolare ma sfilacciato di Seedorf. E Balotelli, che con l’olandese doveva esplodere, sembra più isolato che mai…

Orazio Rotunno

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