Massimiliano Riverso

Juventus, in finale nel segno di Alex

Juventus, in finale nel segno di Alex
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Ieri sera, allo Juventus Stadium, è andata in scena la prima semifinale di ritorno di Coppa Italia. Di fronte, in una partita dagli alti contenuti tecnici, Juventus e Milan, le migliori squadre che propone a oggi il nostro calcio. E’ finita 2-2 dopo i tempi supplementari, risultato che qualifica alla finale la squadra di Conte, alla luce dell’ 1-2 conquistato al Meazza l’8 febbraio.

E’ stata la partita di Alex Del Piero che ha riservato la perla più preziosa della sua ultima stagione in bianconero per quella che il suo tecnico aveva definito “la partita dell’anno”. Un suo gol, il temporaneo 1-0,  ha contribuito a riportare la Juventus a giocarsi una gara valida per un trofeo. L’ultima volta era successo nel 2004 quando la squadra bianconera cedette alla Lazio nell’ultimo atto della Coppa Italia. L’unico superstite di quella sfida,  tra le fila bianconere, è proprio Del Piero, in quanto Buffon si accomodò in panchina lasciando spazio al suo vice di allora, Chimenti.

Questa stagione sarà l’ultima di Del Piero con la maglia bianconera e allora era giusto, per chiudere il cerchio, che fosse Pinturicchio a guidare la squadra alla caccia del primo trofeo del dopo calciopoli. La società torinese, infatti, non aggiunge trofei alla sua bacheca dalla Supercoppa Italiana 2003.

Per Del Piero la finale del 20 maggio sarà una gara carica di suggestioni. Potrà chiudere la sua lunghissima carriera in bianconero allo Stadio Olimpico, teatro di quella finale di Champions League che nel 1996 laureò la “sua” Juventus campione d’Europa. L’addio di Alex ai suoi tifosi avverrà così su di un palcoscenico consono al suo immenso talento in un appuntamento di quelli da bollino rosso sul calendario.

Esempio per i più giovani, nonostante le 37 primavere mostra ancora un entusiasmo che ne fa un eterno ragazzo. Il capitano Juventino è uno di quei pochissimi campioni capaci di unire tutti gli amanti dello “sport più bello del mondo”, i quali gli riconoscono doti da straordinario fuoriclasse oltre che una signorilità e una sportività che sembrano non appartenere più a questo calcio. L’augurio è che la sua carriera possa trovare altrove una nuova primavera, ma adesso c’è da chiudere il cerchio.

Luca Perino Vaiga

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