Kevin Brunetti
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Le stelle della Germania: Lahm e Özil per il sogno Mondiale

In una nazionale ricca di stelle i tedeschi si affidano agli assist di Özil e all'esperienza di Lahm per insidiare il dominio spagnolo degli ultimi anni.

Le stelle della Germania: Lahm e Özil per il sogno Mondiale
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Lahm e Özil in allenamento con la Germania

Lahm e Özil in allenamento con la Germania

Terza puntata della rubrica ”Le Stelle”, dopo Brasile e Spagna oggi parliamo dell’ennesima big di queto mondiale, la Germania. I giocatori chiave della nazionale tedesca sono ”Capitan” Philipp Lahm e Mesut Özil che sarà con tutta probabilità il centro delle geometrie offensive disegnate da Joachim Löw.

PHILIPP LAHM, IL CAPITANO – Senza alcun dubbio uno dei migliori terzini in circolazione, può giocare sia a destra che a sinistra in una difesa a quattro, nonostante Guardiola lo abbia spesso utilizzato come mediano questa stagione a Monaco fino ad’ora con Löw il suo ruolo è stato quello di terzino e con tutta probabilità è lì che lo vedremo in Brasile. Lahm nato a Monaco di Baviera l’11 Novembre 1983 entra a far parte del Bayern Monaco a soli 11 anni, percorre tutta la trafila giovanile fino ai 17 anni quando l’allora allenatore Herman Gerland lo aggrega in pianta stabile alla prima squadra. Chiuso da giocatori esperti quali Sagnol e Lizarazu viene girato in prestito allo Stoccarda dove colleziona un ottimo minutaggio esordendo anche in Champions League. La sua carriera è un crescendo continuo, nel 2005 torna a Monaco dove inizia a vincere, può vantare infatti un Palmarès di tutto rispetto con 5 Meisterschale (campionati tedeschi) e altrettante Coppe di Germania, oltre ovviamente alla Champions League conquistata sotto al guida di Jupp Heynckes. Il suo cammino con la nazionale tedesca però è leggermente inferiore, infatti non è mai andato oltre al terzo posto in un Campionato del Mondo, ma Brasile 2014 può essere la volta buona per rifarsi.

IL MAGO DI OZ – Ritenuto sacrificabile da Ancelotti dopo l’arrivo a Madrid di Bale, Özil è rapidissimo palla al piede, dotato di un ottimo dribbling e di una visione di gioco come pochi al mondo. Tedesco di origine turca, sul suo stile di gioco in un’intervista affermò: «La mia tecnica e il sentimento per il calcio provengono dal lato turco, invece, la mia disciplina, l’atteggiamento e il mettere la testa su cosa fare vengono dalla parte tedesca». Nato a Gelsenkirchen il 15 ottobre 1988, nel 2005 passa allo Schalke 04 dove debutta in Bundesliga e in Coppa di Lega l’anno successivo. Nel 2008 firma per il Werder Brema con il quale vince una Coppa e una Supercoppa di Germania, ma soprattutto si fa notare dai Galacticos. Nel 2010 in Real Madrid lo acquista per 15 milioni di euro e si guadagna subito il soprannome che gli è rimasto tutt’ora, cioè “El mago de Oz”, grazie alle sue magie con il pallone e alle iniziali del suo cognome. A Madrid vince Campionato, Coppa e Supercoppa di Spagna prima dell’arrivo di Gareth Bale per via del quale sarà ceduto all’Arsenal per circa 50 milioni di euro. Come Lahm anche lui al Mondiale non è mai andato oltre il terzo posto, Löw punterà quindi senz’altro su schemi e tecnica individuale, ma senza ombra di dubbio punterà ancor di più sulla sua voglia di riscatto.

Kevin Brunetti (@Kevinbrunetti)

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