Orazio Rotunno
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Milan, affare da 1 miliardo di euro: basta etichette, serve la svolta

Si rincorrono le voci di un Milan in vendita: il Cavaliere smentisce, ma forse sarebbe il caso di sedersi al ricco tavolo delle trattative

Milan, affare da 1 miliardo di euro: basta etichette, serve la svolta
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Silvio Berlusconi con Clarence Seedorf

Silvio Berlusconi con Clarence Seedorf

Il club più titolato al mondo“, come tutti gli slogan prima o poi passa di moda. E rischia di diventare un vanto ridicolo in tempi di magra, quelli che soprattutto in ambito europeo il Milan attraversa da oltre mezzo lustro. Ora che nemmeno quell’etichetta ha senso di esistere, visto il record appena raggiunto dall’Al Ahly, Berlusconi e l’intero asset societario farebbe bene a tendere l’orecchio e l’occhio all’altra sponda del Naviglio: vendere per ricostruire e tornare grandi. Le ultime campagne acquisti non sembrano aver questa pretesa, per un club come quello rossonero un “vivacchiare” che danneggia e non poco un’immagine da top club.

VIA L’ORGOGLIO, BERLUSCONI COME MORATTI: LA SCELTA GIUSTA? – Forbes ha valutato il Milan come un’azienda da 945 milioni di euro, una macchina da soldi. Pochi, però, i tifosi dei rossoneri ne hanno visti investire nel mercato, anzi: tanti sono stati incassati dalle vendite ancora “fresche” per i cuori della gente di Thiago Silva ed Ibrahimovic. Una società come il Milan i campioni li copra, non li vende: negli ultimi anni non si che assistito invece ad un mercato al ribasso, affari low cost ed una serie di arrivi a parametro zero. E per un anno di contratto in più negato, il doloroso addio ad Andrea Pirlo. Lo scudetto del 2011 resta l’unico titolo importante degli ultimi 6 anni, pochissima roba per una squadra sul tetto del mondo per blasone e titoli europei. Ora la nuova carta giocata risponde al nome di Clarence Seedorf, ma un cuoco poco può fare se gli ingredienti scarseggiano. In questi giorni si è nuovamente parlato di una cessione dell’ A.C. Milan destinazione Emirati, Berlusconi ha prontamente smentito ma forse una chiacchierata meriterebbe un po’ del prezioso tempo a disposizione del Cavaliere. Occorre chiarire ai tifosi che Milan potrà essere con lui, con quale budget e progetti futuri, se sarà all’altezza del glorioso passato ma soprattutto se vi è l’intenzione di rimettere pesantemente mano al portafoglio, condizione imprescindibile per rivaleggiare con Juve, Napoli, Roma e la nuova Inter in campionato, oltre che con il resto d’Europa in Champions. Competizione che per la prima volta dopo anni il Milan non giocherà, col serio rischio di non disputare nemmeno l’Europa League: un ridimensionamento letale per le casse e l’immagine dei diavoli rossoneri. E se persino Moratti ha abdicato, un pensiero sarebbe lecito farselo anche in Via Turati, per il bene del Milan e dei milanisti.

L’orgoglio con il quale la società rossonera sbandiera i successi passati  fra slogan ed etichette è direttamente proporzionale all’insoddisfazione che serpeggia fra i tifosi, consapevoli che replicare le ultime campagne acquisti a budget ridotto non può bastare per colmare il gap notevole fra le prime in Italia ed in Europa. E all’orizzonte, un altro Kakà che faccia da specchietto per le allodole, sinceramente non si vede… 

Orazio Rotunno

 

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