Enrico Steidler
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Piccoli elettori crescono: la canzoncina per Renzi è un saluto “stonato”

“Alle tue idee e al tuo lavoro affidiamo il futuro” cantano i bambini di una scuola siciliana al premier…Insorge Grillo (“come il duce con i figli della lupa”), ma anche nel Pd c’è chi parla di “episodio sconcertante e offensivo”

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Siamo nella scuola “Raiti” di Siracusa, ma se scrivessimo “Ra Hi Tyang” e Sirakusong andrebbe bene lo stesso. Il neo-premier Matteo Renzi, in visita “pastorale” nella ridente città siciliana, fa tappa all’Istituto comprensivo “Salvatore Raiti (un giovane carabiniere siracusano vittima della mafia) e i bambini lo accolgono intonando l’inno di Mameli e una canzoncina che sa tanto di spot elettorale fuori luogo: “Facciamo un salto, battiam le mani, ti salutiamo tutti insieme, presidente Renzi. Muoviam la testa, facciamo festa, a braccia aperte ti diciamo ‘benvenuto al Raiti’ (…) Siamo felici e ti gridiamo: da oggi in poi, dovunque vai, tu non scordarti di noi, dei nostri sogni, delle speranze, che ti affidiamo con fiducia oggi a ritmo di blues. Le ragazze, i ragazzi, tutti insieme, alle tue idee e al tuo lavoro affidiamo il futuro”.

ALLINEATI E ADDESTRATI“Mi ricorda, in peggio e in grottesco, gli incontri di Mussolini con i figli della lupa commenta rabbiosamente Grillo dal balcone del suo blog, e il video della performance canora (eseguita al cospetto del Leader, del sindaco Giancarlo Garozzo, del sottosegretario alla Presidenza Graziano Delrio e dell’immancabile autorità religiosa, l’arcivescovo di Siracusa Salvatore Pappalardo) viene esposto alla riprovazione del popolo grillino con un titolo che più eloquente non si può: “I bambini accolgono Renzie allineati e addestrati”. “Io sto con la scuola, i tuoi con Forza nuova – replica Renzie al guru pentastellato – “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei!”. Il partito del premier reagisce con la consueta compattezza e infatti si spacca subito in due: “le continue aggressioni verbali lanciate dal M5s, dal blog di Grillo come dagli scranni del Parlamento, almeno risparmino i bambini” tuonano il “lealisti” Maria Chiara Gadda, Marco Di Maio e Marco Donati schierandosi al fianco del capo, ma sono in molti a storcere il naso, e la deputata Anna Ascani (fedele a Enrico Letta) è fra questi: “la canzone dei bambini per Renzi è una pagina indegna, un episodio sconcertante ed offensivo verso i bambini e le loro famiglie, verso la Costituzione e, suo malgrado, verso il presidente del Consiglio”. “Ma beviti una camomilla” le risponde seccamente il renziano Federico Gelli…

Kim Jong-un, leader della Corea del Nord

Kim Jong-un, leader della Corea del Nord

BENVENUTO A SIRAKUSONG – “Grillo? Ciascuno è liberissimo di pensarla come vuole. Forse però ha dimostrato di conoscere poco i bambini e la loro spontaneità – dichiara all’Ansa Angela Cucinotta, dirigente della scuola – “A tutti raccomando tranquillità e serenità” – prosegue la “prof” assegnando i compiti da fare a casa – “abbiamo operato al meglio. C’è una punta di amarezza, ma nulla di più. Probabilmente si sta ingigantendo tutto”. E no, cara Cucinotta. Forse l’episodio è un po’ ingigantito, e di sicuro la predica non proviene da un pulpito moralmente irreprensibile, ma come si fa a parlare di “spontaneità” dei bambini in una simile circostanza? Beppe Grillo ha tirato in ballo i figli della lupa, ma ad essere sinceri l’omaggio canoro offerto al presidente del Consiglio ricorda più da vicino le festose accoglienze tributate al Caro Leader dalle scolaresche della Corea del Nord, Paese in cui la spontaneità – è noto – viene stroncata fin dalla culla.

LA PROF MI HA DATO UNA NOTA – Ora, non c’è alcun bisogno di scomodare la pedagogia per cestinare a priori simili siparietti (basta il buon senso), e malgrado le apparenze (“Facciamo festa…siamo felici…a te e alle tue idee affidiamo il nostro futuro”…) non è neppure difficile credere alla buona fede di chi ha messo in scena tutto ciò al solo scopo di “fare colpo” sul Leader e il suo autorevole codazzo: qualche buona intenzione, infatti, si riesce a scorgere. Tuttavia l’errore c’è ed è evidente, e darsi un 10 in pagella (“abbiamo operato al meglio”) per questo – e pure bacchettando, come se non bastasse, i discoli che non comprendono e alzano la voce – pare francamente eccessivo.

La visita ad una scuola "yankee style"

La visita ad una scuola “yankee style”

C’E’ UN MODO NELLE COSE – Tutto il mondo è paese, e da che mondo è mondo gli uomini politici amano mostrarsi in compagnia dei bambini. Non c’è nessuna differenza, sotto questo aspetto, fra Renzie e Kim Jong-un, fra Obama e Ceausescu: “baby-kisser”, infatti, letteralmente “bacia-bambini”, è uno dei nomignoli più gettonati negli States per indicare i professionisti della politica, capaci di tutto, anche di prendere in braccio un pupo qualunque in mezzo alla folla e di dargli un bacio, pur di accrescere la loro popolarità e di dare una lustratina all’immagine. E anche in America, of course, il presidente non manca mai di farsi vedere in visita a qualche scuola. La differenza, però, è nel modo, e se a Washington salvano almeno le apparenze non si può dire lo stesso di Pyongyang e dintorni, dove la mano della “regia” si vede e si sente. Ricordate l’11 settembre e l’attacco alle Twin Towers? Quel giorno, e in quell’ora fatale, il presidente Bush si trovava in un’aula scolastica, seduto in silenzio ad ascoltare la lezione della maestra. Nessun codazzo, nessun porporato, nessun uomo in divisa e zero canzoncine. Solo scuola, scuola e lezione. Ecco: c’è un modo nelle cose

Enrico Steidler

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