Orazio Rotunno
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Italia, la superficialità dei signor nessuno: pessima figura in Spagna

Atteggiamento rinunciatario, linea di difesa ai piedi di Buffon, centrocampo senza personalità ed attacco senza curriculum. Così non si va da nessuna parte

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Cesare Prandelli, il c.t della nazionale accusa il calcio italiano

Cesare Prandelli, il c.t della nazionale accusa il calcio italiano

Si può vincere, pareggiare e perdere, ma provandoci. Ieri, come tante volte nella sua storia, gli azzurri non sono scesi in campo: non col coltello fra i denti, sebbene di amichevole si trattasse, nemmeno al cospetto dei Campioni del Mondo e d’Europa. Eppure, scorrendo i nomi e curriculum dei titolari, avevano come motivi di vanto qualche partita al “Mapei Stadium” ed un giro di campo “Massimino“. E se Prandelli schiera in campo una squadra come fosse il San Marino, la figuraccia è dietro l’angolo.

5-4-1, COSI’SI PERDONO I MONDIALI…E LA FACCIA – Esaltato per il bel gioco, un calcio finalmente propositivo, l’idea del possesso palla come punto di partenza: ieri Prandelli ha sconfessato tutto questo in nome del più classico dei catenacci, senza nemmeno la volontà di andare a far male alla Spagna. per carità, al cospetto di una delle Nazionali più forti di tutti i tempi nessuno pretendeva di recitare il ruolo di protagonista, ma ad esclusione della finale di Euro 2012 quando arrivammo a dir poco “cotti” dalle fatiche supplementari con Inghilterra e Germania, avevamo visto ben’altra Italia. Ad Euro 2008, nel girone di Euro 2012 e soprattutto alla scorsa Confederations Cup. Attenti, compatti, ermetici, ma anche propositivi e vivaci, meritando rispetto e belle parole dagli invincibili della Roja. Ieri siamo tornati ad essere quell’Italietta sbeffeggiata sui giornali, ed a ragion veduta: tutti dietro la linea della palla, con quasi Buffon che sembrava libero aggiunto tanto era bassa la difesa, i nostri centrocampisti impauriti e che non azzardavano più di un tocco per far ripartire l’azione, con come prima idea quella di non perdere la palla più che di farla girare, ed infine con attaccanti che nel curriculum vantano al massimo un sedicesimo di finale in Europa League (per chi è fortunato). Eppure è bastato poco, nel primo tempo, per prendere un palo e sfiorare lo 0-1 con Osvaldo, col minimo sforzo risultare più pericolosi di tutto il tiki-taka spagnolo durato 45 minuti. Il Ct parlerà di condizione fisica scadente, l’impressione era quella di un gruppo di “primi calci” a cospetto di omoni grandi e grossi troppo forti anche solo per fare due o tre passaggi di fila (impresa mai riuscita nell’arco della gara).

La Spagna e non solo rappresentano ancora un punto di riferimento lontano per la Nazionale di Prandelli, lo si evince anche dal match-non match di ieri: ma a preoccupare è anche un altro dato. 1 sola vittoria, col San Marino, nelle ultime 13 amichevoli. In tante di queste sono scesi in campo esordienti, altri che dovevano guadagnarsi una maglia, o altri ancora che come un disco rotto decantano l’onore di vestire la maglia azzurra. Poi, in campo, la voglia di correre ed andare a vincere è quella di un lavoratore medio che torna tardi a casa e vorrebbe solo accasciarsi sul divano.

Ci vorrebbero più Paletta: sarà perché non è italiano….

Orazio Rotunno

 

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