Luca Porfido
No Comments

Honda: da messia a punto interrogativo

Il trequartista nipponico, autore di una grande gara con la nazionale del Giappone, rappresenta invece un'incognita in casa Milan. Qual è il vero Honda?

Honda: da messia a punto interrogativo
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

Keisuke Honda, fresco numero 10 milanista, arrivato durante il mercato di gennaio ma fortemente voluto già a luglio, non sta attraversando un grande periodo con la maglia rossonera.

SOLO MARKETING O COLPA DI SEEDORF? – Dopo la prima apparizione durante la partita col Sassuolo, persa dal Milan per 4 a 3, va a segno contro lo Spezia in Coppa Italia, mostrando la sua qualità in più occasioni. Dopo l’arrivo di Seedorf, e con la conseguente decisione di giocare con il 4-2-3-1, Honda ha cominciato una parabola discendente che lo ha portato ad essere già sul banco degli imputati, con la classificazione di “bidone” utile solo a livello di marketing. Ad avvalorare questa tesi sono stati i problemi del centrocampo e della difesa, che hanno portato i tifosi, e anche alcuni addetti ai lavori, a credere che l’acquisto del giapponese abbia in realtà tolto spazio ad eventuale rinforzo da metà campo in giù.

DOTTOR JEKILL O MISTER HYDE? – Nell’ultima amichevole del Giappone, contro la Nuova Zelanda, vinta dai nipponici per 4 a 2, Honda ha sfoderato una prestazione da vero numero 10: Oltre al gol su punizione per il momentaneo 3 a 0, ha servito, con un bellissimo assist di tacco, il gol del 4 a 0 a Okazaki, garantendo la vittoria alla squadra di Zaccheroni. Qual è allora la vera faccia del trequartista rossonero?

Honda Milan

Keisuke Honda, grande acquisto o solo marketing?

La verità è che, giocando fuori ruolo, Honda non riesce ad esprimere al massimo il suo potenziale, sia perché non ha la gamba ed i movimenti da esterno, sia perché da posizione defilata non riesce a sfruttare la sua capacità di impostare l’azione, essendo dotato di buona visione di gioco e di grande capacità nell’assist. D’altra parte in quel ruolo hanno fatto fatica sia Kakà che i vari Birsa e Saponara, per non parlare delle disastrose prestazioni di Robinho. Se ora, con l’utilizzo di Poli, si è trovata quasi la quadratura del cerchio, il posto da trequartista centrale resta l’unica alternativa per il giapponese, dato che Taarabt è diventato subito un titolare inamovibile.

La sensazione è che lo stesso Seedorf dovrebbe provare ad utilizzare il nipponico nel suo ruolo congeniale, dove Kakà ha dimostrato di non poter reggere per troppe partite. Una staffetta con il brasiliano rappresenterebbe l’unico modo per sfruttare al massimo le capacità da regista avanzato di Honda, e dimostrare di non aver speso male i soldi per una mera operazione di marketing.

Luca Porfido

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *