Antonio Casu
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Vladimir Putin e lo spirito olimpico

La Russia, il Brasile, la Cina e le contraddizioni di una manifestazione che ha perso le sue radici

Vladimir Putin e lo spirito olimpico
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“Possano la gioia e i buoni intenti amichevoli regnare, così che la Torcia Olimpica possa perseguire la sua via attraverso le ere, aumentando le comprensioni amichevoli tra le nazioni, per il bene di una umanità sempre più entusiasta, più coraggiosa e più pura”. La frase citata è di Pierre de Coubertin, promotore nel 1896 dell’organizzazione delle prime Olimpiadi dell’era moderna. Parole che fanno riflettere, se si pensa a quello che sta succedendo in questi giorni in Ucraina.

Vladimir Putin

Vladimir Putin

LE CONTRADDIZIONI DELLA MANIFESTAZIONE OLIMPICA  – La Russia e l’invasione militare  in Crimea, storia dell’ultima settimana. Un oltraggio, inaccettabile ed in grado di mettere in discussioni gli assetti geopolitici mondiali, messo in atto da Vladimir Putin in perfetta contrapposizione alle leggi del diritto internazionale. Un atto violento e condannato dal mondo intero, compiuto dallo Stato che ha organizzato le recenti Olimpiadi invernali di Sochi e ospiterà da venerdì le Paralimpiadi. I giochi olimpici sono l’evento sportivo più importante del mondo, nati, secondo la volontà di de Coubertin, per avvicinare i popoli ed allontanare dalle menti di tutti l’idea della guerra. Un proposito che non ha sortito gli effetti desiderati.

LO SPIRITO OLIMPICO – Nell‘antica Grecia, in occasione delle Olimpiadi, si fermavano i conflitti. Gli accordi erano chiari e venivano rispettati. Lo spirito olimpico viveva in quest’aspetto. In età moderna invece i Giochi sono diventati spesso un covo di contraddizioni. Basti pensare alla manifestazione di Berlino ’36, giusto per citare un esempio, voluta fortemente da Adolf Hitler per mostrare al mondo l’onnipotenza del regime nazista. Con i dovuti paragoni, Putin, dominato da impulsi dittatoriali ed espansionistici, ha inseguito lo stesso obiettivo. Vedere il presidente russo tra i candidati alla vittoria del premio Nobel per la Pace fa scorrere un brivido sulla schiena a chiunque abbia un po’ di buonsenso. Gli interessi economici e politici vincono su tutto e prendono a pedate lo spirito olimpico e la bandiera a cinque cerchi. I messaggi di pace e fratellanza sono stati irrisi da un’invasione ingiustificabile. Ma questo non interessa a Putin e non interessa neanche a buona parte dei governi del mondo, che invieranno comunque a Sochi atleti e delegazioni politiche. Nonostante tutto.

LA RUSSIA NON È UN’ECCEZIONE – La Russia non è l’unico caso che fa riflettere su che senso abbiano le Olimpiadi oggi. La Cina, organizzatrice della manifestazione nel 2008, è un Paese in cui la violazione dei diritti umani è all’ordine del giorno, mentre in Brasile le persone vengono sfrattate dalle favelas, in modo da facilitare lo sviluppo degli impianti che ospiteranno i prossimi Mondiali di calcio e le Olimpiadi estive del 2016. Luci, balli e canti illumineranno l’America del Sud, ma gli invitati alla festa saranno pochi intimi. In un quadro del genere la Torcia olimpica si spegne, crea il vuoto attorno a sé e perde qualunque significato. In ogni caso però lo spettacolo continuerà ed il rumore della guerra e delle disparità sociali avrà solo un’eco lontano.

Antonio Casu

@antoniocasu_

 

 

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