Orazio Rotunno
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Cassano, un genio senza Mondiale: Prandelli, sarebbe etico convocarlo

L'incomprensibile ostruzionismo di Prandelli risulta ancor più immotivato date le numerose defezioni in attacco e l'inesperienza dei convocati nel reparto offensivo

Cassano, un genio senza Mondiale: Prandelli, sarebbe etico convocarlo
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Antonio Cassano, simbolo del Parma attuale

Antonio Cassano, simbolo del Parma attuale

Antonio Cassano, il più grande talento del nuovo millennio italiano, fra i più dotati degli ultimi venti con Totti e Del Piero. Discusso, odiato, amato, ma oggettivamente in grado di entusiasmare le folle e risolvere da solo una partita. Caratteristica, quest’ultima, imprescindibile in un gruppo che deve affrontare una manifestazione così corta e con sottilissimo margine di errore come i Mondiali. Anche perchè, un Cassano senza mai un Mondiale in carriera, sarebbe un insulto alla povertà di talento che affligge il nostro Paese calcistico.

FANTANTONIO, FANTACONVOCATO: CT RIPENSACI – Il motivo per cui Prandelli abbia deciso di non chiamare più il ragazzo di Bari Vecchia non è mai stato spiegato sino in fondo: già dallo scorso anno, quando partì con 5 gol e 4 assist nei primi due mesi all‘Inter, il Ct non lo portò mai in Nazionale. Cassano tornato grande in una grande, come non accadeva dai tempi di Roma: eppure non bastò, da quel momento fu chiaro anche per il n.99 ducale che sarebbe stato arduo il ritorno in azzurro. Ma perchè? Motivi tecnici? se di ciò si tratta, allora tutta la stima per Prandelli meriterebbe una seconda valutazione. Non esiste ad oggi in Italia un giocatore nel reparto offensivo migliore di Cassano, Totti a parte, capace di inventare un gol o soprattutto un assist decisivo in grado di scardinare le difese più chiuse e sbloccare i match più intricati. Uno al quale sono sufficienti 5 minuti per lasciare il segno, un arco di tempo che in una kermesse come i Mondiali può valere un’infinità. 9 gol (nessuno su rigore) e 5 assist in 22 partite, 20 da titolare: questi i numeri straordinari di Fantantonio con la maglia del Parma, che sta trascinando sino alla zona-Europa. Motivi disciplinari? Fuori strada, decisamente: impeccabile nel suo anno parmense (eccezion fatta per quell’attimo di debolezza a dicembre, alle voci di un ritorno alla Samp). Anzi, proprio quell’episodio ha confermato la maturità raggiunta dal ragazzo, che si è rimesso a disposizione di Donadoni, superato i fischi del Tardini e ha ripreso a segnare e fornire assist con grande professionalità. Così come inappuntabile era stato il suo breve percorso neroazzurro, forse l’unica società da cui è andato via senza rancore e conservando un ottimo rapporto con i tifosi (come dimostrato al suo ritorno a San Siro), con giocatori (presente all’annuale gala della fondazione Pupi di Zanetti) e Presidente-Dirgenza, per i quali ha rivolto belle parole. Giocare i Mondiali con chi non ha mai disputato una partita in Europa, vedi Cerci e Immobile, o il discontinuo ed altrettanto privo di esperienza internazionale quale Osvaldo, forse non è il miglior modo per presentarsi ai Campionati del Mondo. 

In Nazionale mai una “cassanata” ed un rapporto meraviglioso con Balotelli: una coppia capace di portarci in Finale agli Europei 2012 e che soprattutto con un Giuseppe Rossi in bilico, avrebbe potuto fare la differenza anche in Brasile. Ma Prandelli dice no, come Trapattoni con Baggio nel 2002 e Donadoni con Del Piero nel 2008. Poi Lippi, ancora con Cassano nel 2010: il passato non conta, ma forse qualcosa insegna. 

Orazio Rotunno

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