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Puyol ai saluti: lascerà a fine stagione

Il capitano del Barça costretto al ritiro a causa dei continui problemi fisici, ecco l’addio di una delle ultime bandiere del calcio europeo

Puyol ai saluti: lascerà a fine stagione
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Puyol, capitano Barcellona

Puyol ha annunciato che al termine della stagione lascerà il Barça

A fine stagione, Charles Puyol, storico capitano del Barcellona, lascerà il calcio giocato a causa della moltitudine di infortuni che, dallo scorso anno, non gli danno praticamente tregua. Un addio inaspettato e per certi versi prematuro, ma forse la decisone migliore per uno che, abituato a non rifiatare mai, ha disputato appena 5 partite nell’ultima stagione e mezza. Una situazione frustrante, soprattutto per un guerriero come Puyol, che ponendo fine anticipatamente alla sua carriera  rinuncerà anche agli ultimi due anni di contratto con i blaugrana.

UNA VITA IN AZULGRANA– A 17 anni il Barcellona decide di puntare su di lui, che aveva iniziato da portiere, poi spostato in attacco nel Pobla de Segur, squadra del suo paese natale. Nella “Cantera” all’inizio si fa valere come mediano, un ruolo che ne esalta l’indole del combattente, fino a quando, nel 1997 comincia a giocare nel Barça B di Jose Mourinho nella posizione di terzino destro, un ruolo che ne farà le iniziali fortune. Nel 1999 il grande salto: esordio con il Barcellona A sul campo del Valladolid e l’avvio di una carriera a dir poco sfolgorante. Anche Van Gaal lo vede terzino destro e nel 2002, infatti, viene premiato come migliore laterale difensivo della Liga. Poi, con Rijkard, la definitiva metamorfosi: lo spostamento al centro della difesa, un ruolo che ne esalta le maggiori qualità, cioè senso dell’anticipo, abilità negli stacchi aerei e aggressività in marcatura. La sua leadership aumenta ancor di più nel 2003-04, quando diventa capitano della squadra: per Charles, catalano doc, è l’assoluta consacrazione. L’anno dopo spingerà al cielo il suo primo trofeo con la maglia di una vita: la Liga, nel 2005-06 arriva anche la gioia della Champions, la prima delle tre vinte in carriera. Ma solo due sollevate al cielo, perchè Puyol, grande uomo ancor prima che calciatore, nel 2010-11 cede la fascia di capitano ad Abidal ( appena guarito da un cancro al fegato) e con essa l’onore di alzare al cielo la 5 Coppa dei campioni nella storia del Barça. Per lui con il Barcellona 392 presenze, 12 reti e 21 trofei, festeggiati tutti da capitano.

SIMBOLO NAZIONALE – Ma Puyol è stato anche uno dei protagonisti del ciclo d’oro della nazionale spagnola, con la quale esordisce nel 2000, nell’amichevole persa contro l’Olanda. Vicecapitano della “Roja” dietro Raul prima e Casillas poi, vincerà L’europeo di Austria e Svizzera nel 2008 e il mondiale sudafricano del 2010 (siglando anche la rete decisiva nella semifinale contro la Germania vinta per 1-0). In nazionale maggiore ha complessivamente collezionato 100 presenze e tre reti.

ADDIO A UNA BANDIERA – Con l’addio di Puyol il mondo del calcio saluta anche una delle ultime bandiere del calcio europeo, un vero simbolo del Barcellona, così come i vari Totti alla Roma, Gerrard al Liverpool, Giggs al Manchester, Terry al Chelsea, Zanetti all’Inter e Lamh al Bayern, sono la vera essenza del proprio club. Ultimi baluardi di un calcio che sta scomparendo, lontano dai soli interessi e ancora legato all’amore per la maglia, salutano uno delle più grandi leggende che questo sport abbia mai conosciuto. Addio Charles, ora ti aspettiamo in panchina!

Calogero Destro

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