Enza Maugeri
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Grillo senza freni: la scomunica arriva anche per Pizzarotti

Grillo scomunica Pizzarotti via tweet: il pretesto è una mancata autorizzazione, ma è bastata una goccia a far traboccare un vaso di veleni

Grillo senza freni: la scomunica arriva anche per Pizzarotti
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Grillo continua le sue scomuniche, mettendo a rischio il movimento

Grillo continua le sue scomuniche, mettendo a rischio il movimento

Nuova scomunica all’interno del M5S, a farne le spese questa volta è Federico Pizzarotti, sindaco di Parma. La scomunica di Beppe Grillo arriva via tweet “L’incontro con i sindaci ed i candidati sindaci M5S organizzato da Pizzarotti a marzo non è stato in alcun modo concordato con lo staff, né con me”, riferendosi  al post di Pizzarotti pubblicato su Facebook che annunciava per il 15 marzo un incontro tra tutti i candidati alle prossime amministrative delle liste grilline. Immediata la replica del primo cittadino “L’incontro dei candidati e sindaci M5S a Parma è stato organizzato come quello dello scorso anno. Se fare rete non va bene fate voi”.

STORIA DI UN DISSENSO – Certamente, non è stata quest’iniziativa a scatenare l’ira di Grillo, bensì il dissenso pubblico espresso da Pizzarotti circa le espulsioni dei 4 senatori 5stelle della settimana scorsa, poiché non ne comprendeva le ragioni. Lo scontro tra Grillo e Pizzarotti ha radici più profonde. Risale alla difficile questione dell’inceneritore di Parma, grande battuta di arresto per Grillo, che in campagna elettorale aveva propugnato la volontà di bloccare l’accensione dell’impianto. Una sconfitta imperdonabile per il comico genovese. Chi non si stupisce di questo strappo è l’ex espulso M5S Giovanni Favia “Pizzarotti è nella black list di Beppe Grillo da tempo- sostiene il consigliere comunale in Emilia- ancora non lo hanno espulso solo perché hanno paura che a toccarlo esploda la scissione del Movimento”.

CRONOLOGIA DELLE ESPULSIONI – Storia del M5S costellata di scontri, dimissioni, sanzioni ed epurazioni Marzo 2012 Valentino Tavolazzi fu il primo espulso delle rete. Consigliere comunale di Ferrara, colpevole di aver pianificato un convegno a Rimini per discutere  dell’organizzazione del Movimento.  Dicembre 2012 Giovanni Favia, venne espulso dopo il fuori onda al programma Piazzapulita, in cui denunciava problemi di democrazia all’interno dei 5stelle. Numerose “epurazioni” seguirono in tutta Italia.

Le colpe? La partecipazione a trasmissioni televisive, l’utilizzo improprio del simbolo e soprattutto esprimere dissenso rispetto alla linea ufficiale del movimento, denunciando una mancanza di democrazia nel gruppo penta stellato. Una decina i consiglieri comunali e regionali espulsi dal M5S solo in Emilia Romagna. Oltre a Tavolazzi e Favia, ricordiamo Michele Onofri, Federica Salsi, Raffaella Prini, Raffaele De Sandro Salvati, Vittorio Ballestrazzi, Sandra Poppi e Filippo Buriani, cacciato per aver superato il limite di due mandati (uno dei requisiti principali per un candidato a cinque stelle).  Altri casi di espulsioni quelli di Marco Giustizi a Roma e Fabrizio Biolè in Piemonte espulso nel novembre 2012. Antonio Venturino in Sicilia, vicepresidente dell’Assemblea regionale siciliana, colpevole nel maggio 2013 di non aver rimborsato parte dell’indennità e di aver criticato la scelta del M5s di non dialogare col Pd. Fu espulso da Grillo con un tweet: “Ha violato le regole del Movimento”. Per finire Daniele Berti, consigliere  comunale di Legnano, che ha lasciato i 5stelle dopo l’espulsione dei 4 senatori dissidenti della settimana scorsa per approdare al gruppo misto. Intanto, Beppe Grillo viene condannato a 4 mesi per la violazione dei sigilli di un presidio No Tav in Val di Susa. Un periodo non facile per il M5S, che vede aumentare il divario tra il suo leader, i suoi rappresentanti e i cittadini che in loro avevano riposto fiducia e che sempre più non si riconoscono in quegli ideali tanto decantati in campagna elettorale. Il paese è in agonia, sono tanti i problemi da affrontare e da risolvere, “tutto il resto è noia”.

Enza Maugeri

 

 

 

 

 

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