Daniel Degli Esposti
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Allen Iverson: a Phila il numero 3 sarà sempre “The Answer”

Nella serata di domenica, i Philadelphia 76ers hanno ritirato la maglia numero 3 di Allen Iverson: l'omaggio di SportCafe24 a uno dei talenti più incredibili degli ultimi anni.

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I Sixers hanno ritirato la magila numero 3 per omaggiare Allen Iverson, uno dei più grandi e discussi talenti degli ultimi vent’anni. Nostalgia di un genio.

Wells Fargo Center, Philadelphia, 2 marzo 2014. I tifosi dei Sixers fremono, non riescono a staccare gli occhi dal parquet; non pensano a una delle stagioni più disastrose della loro storia e non guardano agli inquieti scenari del futuro della loro franchigia: sono attratti magneticamente da una piccola sagoma che si muove sotto i riflettori. Leggono nella sua leggerezza i segni della regalità cestistica e i ricordi di un passato magico; la sua apparizione li conforta, assomiglia alla risposta empatica che risolve i problemi e dà forza alla Città dell’Amore Fraterno. Già, quello scricciolo che luccica emozioni sul parquet è The Answer, l’uomo che, per poco più di dieci anni, ha tenuto in mano “ambo le chiavi del cor” di Larry Brown e di tutti i tifosi dei Sixers: mister Allen Ezail Iverson. La proprietà lo ha invitato perché la sua maglia numero 3 meritava di essere appesa al soffitto del Wells Fargo Center e di essere consegnata alla leggenda della palla a spicchi; per una notte, il pubblico di Philadelphia ha apprezzato le scelte memorialistiche del suo Front Office.

Allen Iverson, leggenda dei Philadelphia 76ers.

Allen Iverson, leggenda dei Philadelphia 76ers.

ALLEN IVERSON: UN PREDESTINATO. Allen Iverson è un figlio del profondo Sud degli Stati Uniti; nasce a Hampton, in Virginia, il 7 giugno 1975 e, come molti altri afroamericani di quel caldo fazzoletto d’Oltreoceano, non ha il privilegio di conoscere suo padre. Cresce con la giovane mamma e, fin da bambino, scopre di avere un talento incredibile per qualsiasi forma di creatività espressiva. Lo sport? Nei suoi anni liceali, Allen Iverson risulta stabilmente un All American nel football, ma il basket lo diverte troppo: quando si trasferisce a Georgetown, diventa presto il miglior ruba-palloni e uno dei primi cinque realizzatori dell’intera NCAA. I Philadelphia 76ers notano il suo talento e spendono per lui la prima scelta assoluta del Draft del 1996. Problemi all’esordio? Rookie wall? Sciocchezze! Allen Iverson ubriaca la Lega con le sue giocate pazzesche: fatica ad arrivare ai 183 cm, ma sfida tutti i lunghi della NBA nel pitturato e arriva sistematicamente al ferro. Nessuno capisce come sia possibile, ma è sempre più veloce, più pronto, più cattivo e più affamato del suo avversario diretto; quando Larry Brown, il Coach del Play The Right Way, gli affida le chiavi del back-court, la leggenda di The Answer è ormai pronta a imprimersi sulla Lega.

2001: IMPOSSIBLE IS NOTHING? Il 2001 è l’anno di grazia di Allen Iverson e dei Sixers: il numero 3 domina l’All Star Game e conduce la sua squadra fino alle NBA Finals con un’autorità incredibile. Segna in tutti i modi, nessuno sa come fermarlo; è il padrone del back-court d’Oltreoceano e non ha paura neanche di Shaq&Kobe. Nella prima partita della serie finale, stampa 48 punti in faccia ai Lakers e strappa una vittoria incredibile; anche se la dinastia gialloviola è troppo forte per i suoi 76ers e porta a casa il titolo con un secco 4-1, Allen Iverson si è guadagnato un posto nella leggenda dei Playoffs NBA e il diritto di sfidare i giocatori più forti del mondo. Non immagina nemmeno che la sorte e la storia stanno per voltargli la schiena proprio sul più bello.

LA DISCESA. Nelle stagioni successive, Allen Iverson domina la classifica dei realizzatori, ma non riesce più ad arrivare vicino alle Finals. Larry Brown se ne va a Detroit e i suoi Sixers si sfarinano lentamente; all’inizio del 2007, la dirigenza di Philadelphia lo manda a Denver perché ha capito che i suoi giorni migliori sono ormai lontani. Con le maglie di Nuggets, Pistons e Grizzlies, la più elettrica small guard degli anni Duemila si spegne lentamente in una mediocrità che non gli appartiene e che rifiuta. All’improvviso, nel 2010 torna a Philadelphia e riaccende la città per 25 partite, poi decide di trasferirsi in Europa: indossa per sette volte la canotta del Besiktas, ma l’aria del Bosforo non fa per lui. È nato per dominare e per essere The Answer, non per adattarsi a un esilio dorato; si ritira, ma sa di aver lasciato un segno indelebile nella storia dei 76ers e nel cuore dei tifosi di Philadelphia. Solo per questo, nella serata di domenica, il Wells Fargo Center era vestito a festa: thank you, Allen Iverson!

Daniel Degli Esposti

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