Orazio Rotunno
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Federer, Re si nasce: il ritorno del campione a Dubai, un 2014 da n.1?

E' tornato Re a Dubai, battendo Djokovic in semifinale e Berdych in finale. Ma soprattutto, sconfiggendo quei problemi fisici che nel 2013 tanto lo avevano buttato giù, sino a far temere il suo ritiro

Federer, Re si nasce: il ritorno del campione a Dubai, un 2014 da n.1?
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Tanti lo avevano dato per finito, prossimo al ritiro e non più in grado di battere i primissimi al mondo. Ad agosto il punto più basso, con la prova fallimentare della nuova racchetta e la sconfitta ad Amburgo, dopo l’uscita al secondo turno di Wimbledon. Ma Roger si dimostra un campione anche dal profilo umano, senza ricercare scuse che sarebbero più che giustificate visti gli scarsi risultati, da trovare principalmente in malanni alla schiena cronici. E che si trattasse solo di un declino temporaneo, causa guai fisici e non definitivo, sta a dimostrarlo questo fantastico inizio di stagione.

LO SCEICCO DEL TENNIS RISORGE NEGLI EMIRATI – Già da novembre si assiste ad un Roger diverso, più pimpante e sciolto nei movimenti: l’ottimo torneo di Parigi-Bercy e le prestazioni agli Atp Tour Finals di dicembre sono lì a dimostrarlo. Ma aveva comunque perso, non bastavano dunque delle buone prestazioni per far ricredere i più scettici. Dopo tutto, si trattava del 17 volte vincitore di un torneo del Grande Slam, la parola “accontentarsi” non può avere nulla a che fare con lui. Ecco dunque il 2014, la finale persa a Brisbane con l’idolo di casa Hewitt ma soprattutto la semifinale agli Australian Open, persa con Rafa Nadal ma raggiunta dopo aver eliminato Tsonga e Murray. Passa poco più di un mese, arriva l’Atp 500 di Dubai: Roger Federer sfida in semifinale Novak Djokovic, lo batte. La finale è con Berdych, sconfitto anche lui: ma è un dato a far da comune denominatore tra i due match e che meglio rappresenta la rinascita dello svizzero. Entrambi i match sono stati vinti in rimonta, dopo aver perso il primo set, segno emblematico di una tenuta fisica oltre che mentale ritrovata. Non può sfuggire, o tacciarla come semplice coincidenza, l’arrivo di Edberg quale nuovo coach di Federer da inizio anno. Il re del serve & volley ha portato nuovi stimoli al campione elvetico, oltre ad una capacità rinnovata e migliorata di chiudere il punto in 2-3 colpi, ottimizzando il gioco a rete e servizio di Federer, da sempre ottimi ma mai definitivamente esplorati.

I 33 anni si avvicinano, soprattutto per i tornei 3 su 5 sarà fondamentale abbreviare quanto più possibile gli scambi da fondo: se i problemi alla schiena non lo tormenteranno, stiamo sicuri che Roger Federer proseguirà sulla farsa riga tracciata in questo 2014. E chissà che rivederlo n.1 o Re di Wimbledon non sia poi un sogno così remoto per tutti gli appassionati di tennis.

Orazio Rotunno

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