Davide Luciani
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Parma, i ducali tornano isola felice e sognano l’Europa

Il Parma di Donadoni sogna il ritorno in Europa grazie ad una marcia record

Parma, i ducali tornano isola felice e sognano l’Europa
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Antonio Cassano, simbolo del Parma attuale

Antonio Cassano, simbolo del Parma attuale

Il Parma sogna il ritorno in Europa con nun passo record. La squadra di Donadoni ha inanellato 14 risultati utili (7 vittorie e 7 pareggi) con 23 gol fatti e 10 subiti e ora è al sesto posto in classifica. Se Napoli e Fiorentina, come pare molto probabile, accederanno all’Europa tramite il campionato, l’attuale sesto posto dei ducali vorrà dire ritorno in Europa a sette anni di distanza dall’ultima apparizione.

DA ISOLA FELICE AL CRACK  – Il Parma per tutti gli anni 90 e i primi anni 2000 è stato il simbolo del successo in provincia. Sotto la gestione Tanzi, la città ducale fu meta di campioni (Asprilia, Zola, Thuram, Veron, Buffon) e di successi: 3 coppe Italia, 2 Coppe Uefa, 1 Coppa delle Coppe, 1 Supercoppa Italiana e una Europea. Solo nel 2004 si scoprì che quei successi erano basati sulla truffa, che i conti della Parmalat (allora controllante del Parma) erano stati truccati e che si era di fronte ad un crack finanziario di proporzioni storiche.

LA DISCESA E LA RISALITA – Il Parma viene salvato grazie alla Legge Marzano e posto sotto amministrazione controllata. Nel gennaio 2007, dopo anni molte trattative  andate a vuote, Ghirardi ne acquista la proprietà. Nel 2007/2008 il Parma retrocede, ma risale subito la stagione successiva. Da qui inizia la fase di assestamento del club emiliano in serie A con salvezze sempre tranquille, grazie all’oculata gestione di Ghirardi e del Direttore Generale, Leonardi.

SPECIALISTA IN RINASCITE – Il Parma si specializza così nel rilanciare giocatori che attraversano periodi difficili. Giovinco, Biabiany, Marchionni, Gargano, Cassano sono solo alcuni esempi. La persona che però più rappresenta il simbolo della “cura Parma” è Donadoni. L’attuale tecnico degli emiliani, prima di approdare nella città ducale  era il re degli esoneri. Su 6 esperienze in panchina prima dei Parma (Lecco, Livorno in due periodi diversi, Genoa, Napoli e Cagliari) solo nella sua prima esperienza con gli amaranto (2002/2003) aveva disputato un campionato per intero. A questo andava aggiunto il fallimento con l’Italia Campione del Mondo agli Europei del 2008,  esperienza arrivata troppo presto per un tecnico con un curriculum all’epoca troppo scarno. A Parma Donadoni si nè rilanciato, trovando la dimensione ideale dove lavorare. Il tecnico di Cisano Bergamasco ha avuto il merito di dare una seconda vita calcistica a Marchionni, trasformandolo da ala a regista, di calmare i bollenti spiriti di Cassano e di gestire Amauri, capitalizzando al meglio i suoi pochi periodi di prolificità. Con lui, giocatori come Paletta e Parolo sono approdati in nazionale. Ora il tecnico prova a riportare il Parma in Europa per chiudere un cerchio iniziato nel 2001/2012, quando subentrò a Colomba e portò il Parma all’ ottavo posto. Poi, magari, la prossima stagione proverà un’esperienza in un grande club. Il Parma, intanto, si gode la sua favola e spera di svegliarsi a fine campionato, di nuovo in Europa, come ai tempi belli.

Davide Luciani

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