Orazio Rotunno

Ibra + Thiago = 150 milioni! Ma per Galliani restano al 99,9 %

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Tra cartellino e risparmio stipendio, a tanto ammonterebbe la cifra guadagnata e da reinvestire. Scopriamo per chi, e se ne varrebbe la pena

MILANO, 6 MAGGIO – Una cifra da capogiro, capace di tentare anche il primo dei tifosi rossoneri: 80 mln di euro per la vendita di Thiago Silva e Ibrahimovic, un contratto in scadenza nel 2015 per il brasiliano ad 8 mln di euro lordi l’anno, ancora due anni per lo svedese a 20 mln lordi a stagione, fate un pò voi i conti. Le tentazioni di Galliani si basano su questi numeri pazzeschi, che se trovano resistenza in Thiagone, possono far vacillare per un 31enne strapagato, che verrebbe venduto a cifre record per la sua età. Analizziamo perchè sarebbe giusto venderli e con chi sostituirli, e perchè sarebbe un errore privarsene, qualsiasi siano le cifre.

DECISIVI, UNICI, INSOSTITUIBILI – ” Tenetevi il miliardo “, titolava un libro di Cristiano Lucarelli all’epoca del passaggio dal Torino alla sua Livorno, per cui rinunciò ad appunto un miliardo delle vecchie lire a stagione in più, rispetto a quanto offerto dalla società toscana. Moltiplicate per 300 quella cifra, e avrete come risultato due fuoriclasse: Zlatan Ibrahimovic e Thiago Silva. Il primo è ancora il giocatore insieme a Messi e C.Ronaldo ad influenzare maggiormente i risultati della propria squadra, per lo meno in campo nazionale. Nessuno fa la differenza come lui, capace di vincere da solo un campionato, 8 degli ultimi 9. Spacca le difese, fa reparto da solo, completo tecnicamente e fisicamente: non esiste al mondo un giocatore in grado di sostituirlo nella sua genialità, e che minimamente li assomigli. Mantenerlo costa, ma nel 90% dei casi ti ritrovi con lo scudetto sul petto a fine anno. Il brasiliano è universalmente, da colleghi e tifosi avversari, riconosciuto quale il difensore più forte al mondo. Capace di coniugare come nessuno qualità tecniche da centrocampista a quelle tipiche del difensore più arcigno. Insuperabile, veloce e forte fisicamente, abile coi piedi nel dare inizio alla manovra, forte di testa e con un gran tiro. Leader di una difesa che ora senza Nesta ha bisogno di lui più che mai per non perdere la bussola e costruire un nuovo ciclo vincente partendo dal n.1 dei n.1 del reparto arretrato: è ancora molto giovane, almeno 10 anni di carriera ad alti livelli davanti a sè ed un amore per il Milan e i suoi tifosi che li consentono di rifiutare le sirene estere. Thiago + Ibra = successi. Lusingati dell’interesse, ma no grazie.

150 MILIONI, PER RISORGERE DALLE CENERI – Il difensore più forte al mondo sì, ma pur sempre un difensore. 40 mln di euro più uno fra Afellay, Keita e Thiago Alcantara, ma scherziamo?! Facciamolo subito, e ricostruiamo mezza squadra. Ecco la seconda linea di pensiero, meno praticata, dal mondo rossonero. Una cifra mai spesa prima per un difensore, un motivo ci sarà, ma che merita una riflessione prima di essere rimandata al mittente. Una vendita dalla quale comprare due ottimi difensori, e riequilibrare in buona parte la partenza di un fuoriclasse. Benatia, Acerbi, Silvestre ed Astori i nomi più gettonati. Mettere al centro del reparto arretrato due fra questi garantirebbe senza dubbio affidabilità e solidità: giovani, ancora di prospettive, affamati di successi e forti, soprattutto. A tutto ciò andrebbe ad aggiungersi una contropartita tecnica, che dove peschi al Barcellona, ti torna un giocatore di sicuro valore ed affidamento, in particolar modo in un reparto mediano che urge rimpolpare dopo i recenti e numerosi addii. In più un alleggerimento dell’oneroso stipendo di Thiago Silva che verrebbe recuperato su giocatori da reputazione inferiore ma comunque affidabili. ” Io, Ibra “, è il titolo del testo autobiografico di Zlatan: ebbene quell’Io, vale 20 milioni l’anno alla società di via turati. I 34 mln di euro più 6 di bonus offerti dal Psg farebbero sfiorare gli 80 mln di guadagno al Milan con la sua vendita, comprendendo cartellino e risparmio sull’ingaggio. Una cifra pazzesca per un 31enne, fuori ogni logica di mercato, rifiutarla sarebbe incosciente, fosse reale. Vendere Ibra per motivi evidentemente economici, anagrafici, per un rapporto con Allegri non idilliaco e perchè la sua presenza rischia di oscurare e rovinare la carriera di un importante investimento dei rossoneri, Alexandre Pato, classe 89′ e fuoriclasse mai esploso del tutto. La presenza di Ibra lo schiaccia, e la sua partenza potrebbe rilanciarlo: il Milan avrebbe già in casa il suo sostituto in grado di fare la differenza, e scusate se è poco. Oltre il risparmio considerevole sul monte stipendi, il Milan avrebbe ingente denaro fresco con cui operare, non solo in attacco: dalle realtà di Kolarov, de Jong, e Witsel, ai sogni Jordi Alba, Sahin e Balotelli o Tevez. Vendere sì, vendere no: questo è il problema. Un gran, bel problema.

 

Orazio Rotunno

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