Modestino Picariello
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Vidal è l’X Factor

Milan-Juve ha dato preziosissime indicazioni sul futuro delle due squadre: scopriamole insieme

Vidal è l’X Factor
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Milan-Juve: Clarence Seedorf è ora alla più dura delle prove

Milan-Juve: Clarence Seedorf è ora alla più dura delle prove

Milan-Juve 0-2: in molti, oggi, avrebbero pronosticato la Juve corsara, ma nessuno l’avrebbe immaginata tanto in difficoltà. Il Milan esce a testa altissima e tra gli applausi; Conte, che stupido non è, con troppe domande dietro ad un trionfo solo apparentemente facile.

QUI JUVE – Con Llorente e Tevez, Conte ha risolto il problema attacco per i prossimi cinque anni: l’uno fa il lavoro sporco, è sempre presente e in area è letale, l’altro catalizza il gioco della squadra come pochi altri al mondo e fa sempre la scelta giusta. Poi, quando segna gol così… Peccato che qui finiscano le buone notizie perché ancora una volta la Juve soffre maledettamente le squadre più motivate di lei . Non solo, ma il reparto più importante, il centrocampo, si scopre senza logica non appena manca Vidal. I confronti sono stati impietosi: De Jong ha brutalizzato Pogba che ha fatto sua peggior partita juventina, Caceres veniva costantemente saltato, Pirlo, senza protezioni, è rimasto spesso avulso dal gioco, debole e nervoso, (il suo fallo era da espulsione) e non tornava mai a coprire. Risultato? Per oltre un tempo la difesa bianconera è restata in apnea, giocando uno contro uno con avversari che facevano del dribbling la loro arma vincente e finora in serie A nessuno aveva passato tanto tempo nell’area della Juve. E’ andata bene che i tiri migliori siano capitati a Poli e Robinho, ma certi atteggiamenti in Europa si pagano cari. Da prendere nota per la prossima Champions, e in fretta.

QUI MILAN – Premessa: anche al Milan mancavano i suoi migliori calciatori (Balotelli e De Sciglio). Ma Seedorf ha preso una squadra che giocava da Cagliari (difesa, contropiede e interdizione) e l’ha fatta rigiocare da Milan (possesso palla, azioni manovrate, tocchi di classe) . Taarabt è una forza della natura e, incredibile a dirsi, Montolivo ha dominato il centrocampo. Avete capito bene, Montolivo! Kakà dura ancora solo per un’ora, ma la palla con lui è in cassaforte, con Rami si è trovato uno che comanda il reparto. Ma perdere dopo una prestazione così costringe a guardare in faccia la realtà e a darsi risposte spietate. Al Milan manca un portiere affidabile, un terzino (escluso De Sciglio) che sappia crossare ed un vice Balotelli. L’azione dell’1-0 è un’istantanea perfetta: dopo l’errore di Rami, Abbiati fa tutto quello che non deve fare un portiere: resta a metà strada, facendosi anticipare da Marchisio, si appoggia sul palo quando Llorente è troppo a lato per tirare e si butta in ritardissimo sul cross. Ma soprattutto, non comunica coi difensori. Quando Marchisio ha la palla, ci sono quattro giocatori della Juve (lui, Lichtsteiner, Tevez e Llorente) che sanno tutti cosa fare e otto calciatori del Milan che non hanno alcun punto di riferimento. Il risultato è fin troppo noto. Poi il Milan vive un’incoerenza: Seedorf cerca un gioco arioso che si esprima sulle fasce, ma i piedi migliori (Kakà, Taarabt, Balotelli) sono tutti al centro. Urge un acquisto in quella zona, da troppo tempo carente.

PROIETTATI ALL’EUROPA – Inoltre Seedorf si dimostra ancora poco lucido nei cambi ma anche sfortunato. Contro l’Atletico si fa male De Sciglio, entra Abate che sbaglia il tempo sul calcio d’angolo decisivo. Contro la Juve esce Poli , entra Saponara che si dimentica di chiudere su Tevez nell’azione del 2-0. Ma aveva senso togliere Montolivo per uno spento Honda? O scegliere proprio Saponara per sostituire Poli infortunato? Insomma, pecca ancora un po’ nella lettura della partita, e la Juve non perdona niente. Incredibilmente però, una prestazione del genere fa ben sperare per il ritorno a Madrid. Il Milan ha retto 90 minuti e ha messo sotto la corazzata del campionato, inoltre l’Atletico ha avuto un derby giocato a mille e potrebbe pagare la stanchezza. Ma sarà decisivo l’aspetto motivazionale: il Milan ha giocato due splendide partite in poco tempo raccogliendo zero punti. Se Seedorf saprà domare il senso di frustrazione e negatività per risultati non all’altezza delle prestazioni avrà superato lo scoglio più duro. Il Milan sta tornando a giocare bene. Ora serve crederci, e nessuna impresa sarà più impossibile.

Modestino Picariello

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