Enrico Steidler
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Newcastle, Alan Pardew come Zidane: costa cara la testata al giocatore dell’Hull

“Chiedo scusa a lui e a tutti. Accetterò le sanzioni che verranno adottate nei miei confronti”

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Capita a tutti di perdere la testa, soprattutto a chi l’ha sempre avuta un po’ “calda”. Questo è il caso, ad esempio, di Alan Pardew, il tecnico del Newcastle ottavo in Premier League molto noto – al di là della Manica – per la sua bravura ma anche per il carattere scontroso e i suoi furiosi battibecchi con Wenger, Benitez e Manuel Pellegrini (solo per citarne alcuni). Ieri pomeriggio, però, i bollenti spiriti hanno giocato un brutto scherzo al manager delle Magpies, che si è reso protagonista di un episodio definito “senza precedenti” dal presidente della Football Association Greg Dyke.

La testata di Alan Pardew a David Meyler

La testata di Alan Pardew a David Meyler

SULLE ORME DI ZIZOU – Corre il 71’ minuto del match fra le “tigri” dell’Hull e i bianconeri del Newcastle: il risultato sorride agli ospiti (3-1, 4-1 il finale) ma il clima del KC Stadium è infuocato e i padroni di casa lottano col coltello fra i denti. Succede così che un banale fallo laterale sia più che sufficiente a innescare un litigio fra Pardew e il centrocampista dell’Hull e della nazionale irlandese David Meyler, che dopo aver bruscamente spintonato il tecnico per recuperare il più in fretta possibile il pallone si sofferma davanti a quest’ultimo con aria di sfida giusto il tempo per prendersi una testata (molto leggera, a dire il vero) in pieno volto. L’arbitro Kevin Friend espelle Pardew e ammonisce (sbagliando, perché lo spintone di Meyler è da roja directa) il giocatore mentre lo stadio diventa una bolgia di fischi e imprecazioni.

CALA LA MANNAIA DEL CLUB“Il Newcastle United Fc” – si legge sul sito ufficiale della società del Tyne and Wear – “manifesta grande contrarietà per il comportamento tenuto questo pomeriggio dal suo allenatore Alan Pardew. La sua condotta è inaccettabile e non è quella che pretendiamo dal manager del Newcastle United. Dispiace che questo episodio abbia distolto l’attenzione dalla fantastica prestazione della squadra, che resta all’ottavo posto in classifica della Barclays Premier League grazie all’ottimo risultato conquistato in trasferta. Purtroppo domani i titoli dei giornali non saranno incentrati sul risultato e gli sforzi dei giocatori ma sulle azioni del nostro manager. Alan – prosegue la nota del club bianconero – ha chiesto scusa al giocatore, all’Hull City Football Club, ai suoi tifosi e anche a quelli del Newcastle United. Questa sera abbiamo parlato con Alan (che siede sulla panchina delle Magpies dal 2010, ndr), il quale è profondamente rammaricato per le sue azioni. Alan ha accettato un richiamo formale dal club in relazione al suo comportamento di oggi e anche una multa di 100.000 sterline.

MEGA-SQUALIFICA IN VISTA“E’ stata solo la foga del momento” – si giustifica Pardew – “e ovviamente è una cosa di cui sono molto pentito. Non volevo essere aggressivo, ho solo mosso la testa in avanti e niente più. Lui era proprio davanti a me e volevo solo allontanarlo. Chiedo scusa a lui e a tutti. Accetterò le sanzioni che verranno adottate nei miei confronti. In passato il mio comportamento non è stato causa di grosse multe e squalifiche, ma questa volta probabilmente lo sarà.” Già, anzi, quasi sicuramente. L’Inghilterra, infatti, non è l’Italia, e lì chi sbaglia paga, e paga di brutto. Ricordate Luis Suarez e le 10 giornate di squalifica che si beccò nell’aprile dello scorso anno per il morso rifilato a Ivanovic durante il match fra Liverpool e Chelsea? E le 8 che gli vennero appioppate per gli insulti razzisti rivolti a Patrice Evra? I sudditi di Sua Maestà hanno sempre voglia di scherzare (si vede chiaramente l’impronta di dieci denti, ergo dieci giornate, dissero commentando la squalifica per il morso), ma non altrettanto chi li rappresenta: Alan Pardew lo sa, e già si prepara a ricevere una batosta esemplare.

Delio Rossi

Delio Rossi

NOI E LORO – C’è spazio, in fondo, per una piccola postilla. Italiani e inglesi non sono divisi solo dal mare, purtroppo, ma anche dalla serietà, qualità che da loro si ritrova un po’ ovunque e che da noi, al contrario, è presente solo in tracce. In attesa di conoscere l’entità della squalifica che la federazione d’Oltremanica rifilerà al tecnico del Newcastle per il suo gesto sconsiderato (ma certamente non “doloroso”), il nostro pensiero vola a Delio Rossi e lo rivediamo come se fosse oggi mentre si lancia repentinamente sul proprio calciatore, afferrandolo con il braccio sinistro e colpendolo ripetutamente con il braccio destro al volto, fintantoché alcuni collaboratori riescono, sia pure a fatica, ad allontanarlo dallo Ljajic (dal Comunicato Ufficiale N. 230 del 3 maggio 2012 nel quale il Giudice Sportivo Gianpaolo Tosel motiva la squalifica inflitta all’allora tecnico della Fiorentina). Ora, quale fu il castigo che le istituzioni del Belpaese riservarono a Rossi? Tre mesi di squalifica; ripeto: tre mesi di squalifica, forse perché – verrebbe da pensare – si vedevano i segni di tre soli cazzotti.

E cosa disse – a distanza di alcuni mesi dall’episodio – il prode tecnico di Rimini per giustificarsi? Siccome è successo davanti a tutti, secondo me è stato un gesto più eclatante che non di sostanza, per me la storia era finita un minuto dopo. Vedo che ha avuto questa rilevanza, e mi rendo anche conto e di questo ho chiesto anche scusa perché è successo davanti alle telecamere, ma disguidi o situazioni del genere succedono sempre nell’ambito dei professionisti e magari succede all’interno degli spogliatoi, però onestamente lo trovo falso questo fatto qui, cioè…se succede all’interno degli spogliatoi che non lo vedono gli altri ha una rilevanza e invece succede davanti agli altri ne ha un’altra, e quindi…cioè, non facciamo i moralisti!

Rileggetevi, ora, le scuse di Pardew…No, a dividerci non c’è solo il mare.

Enrico Steidler

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