Matteo Masum
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Cgil, rottura tra Landini e Camusso. E ora?

Il segretario generale promuove una consultazione farsa sugli accordi. Il segretario della Fiom non ci sta.

Cgil, rottura tra Landini e Camusso. E ora?
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La Camusso e Landini: prove di scissione in Cgil

La Camusso e Landini: prove di scissione in Cgil

Ed alla fine, all’interno della dirigenza Cgil, è scoppiata la miccia. Quali saranno le conseguenze di questa esplosione, al momento, non è dato sapere. Ma tra la Camusso e Landini, ormai, la resa dei conti sembra inevitabile.

ACCORDO SULLA RAPPRESENTANZA – Già l’accordo sulla Rappresentanza del 31 maggio 2013, ratificato il 10 gennaio 2014, palesava con tutta evidenza la direzione antidemocratica, ed incostituzionale lungo la quale la linea camussiana stava conducendo la Cgil. Landini ci ha impiegato un po’ più del dovuto per comprendere la gravità della situazione, ma forse ora ci è arrivato. La Camusso, più furba del suo avversario, ha anticipato il pericolo, facendo saltare il banco prima che il segretario della Fiom mostrasse le sue carte. Fuor di metafora, la maggioranza della Cgil ha deciso di tenere una consultazione farsa sugli accordi, in cui i lavoratori saranno chiamati a votare non sull’accordo stesso, ma sulla bontà della linea espressa dal segretario generale. In sostanza, si tratterà di un referendum sulla leadership della Camusso. Un perfetto esempio di democrazia plebiscitaria, insomma.

CONSEGUENZE POLITICHE – Adesso si tratta di capire a cosa porterà questa rottura sul piano politico. La Camusso e la maggioranza della Cgil non ha mai nascosto la sua più totale subordinazione al PD, che si è tradotta, negli anni, in una linea opportunista, revisionista e rinunciataria. Ma ora, con la leadership dell’ultra-liberista Renzi, anche l’ultimo bluff del “governo amico” con gli esponenti socialdemocratici del Partito Democratico è stato svelato. Tuttavia, stante l’unione di intenti con le altre due sigle del sindacato confederale, da sempre più vicine ai padroni che ai lavoratori, non sembra che la Camusso abbia intenzione di mutare strategia. La palla passa quindi a Landini, che, nell’ultimo periodo, ha palesato delle aperture verso Renzi. Il sospetto, forte, è che il segretario della Fiom cerchi nel neo premier una sponda per scalzare la Camusso da segretario generale. E’ lecito, al contempo, augurarsi che Landini operi la tanto agognata svolta a sinistra, guidando la Fiom verso le posizioni alternative, che nel congresso verranno sostenute dal Documento 2 di Giorgio Cremaschi.

IPOTESI DI FUTURO – Che questa Cgil non c’entri più nulla con quella di Di Vittorio è una verità che sanno anche i muri. Ma dalla stipula degli accordi sulla rappresentanza, la Camusso ha reso la più antica sigla sindacale esistente alla stregua di Cisl e Uil. Tanti iscritti, ma anche dirigenti di rilievo, hanno abbandonato la Cgil per andare nel sindacato di base Usb. Inoltre, l’ala oltranzista del Documento 2 ha da tempo dichiarato guerra al segretario generale. Landini e la dirigenza della Fiom devono decidere da che parte stare. La lotta non può e non deve limitarsi a qualche emendamento al documento di maggioranza, il quale non fa altro che ribadire la strategia attendista e rinunciataria degli ultimi anni. Gli iscritti alla Cgil e tutto il mondo del lavoro dipendente attende con ansia. Il tempo sta per scadere.

Matteo Masum

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