Elisa Belotti
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A proposito dei Coen

Ethan, Joel e Roderick Jaynes: il cinema in famiglia

A proposito dei Coen
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DUE FRATELLI E LA PASSIONE PER LA NARRAZIONE A IMMAGINI: UN TRINOMIO CHE SI RIPETE – Nel 1862 e nel 1864 nascono in Francia due fratelli che entreranno nella storia come inventori della più prodigiosa, magica, eccezionale modalità di narrazione: il cinema. Quello che ci hanno regalato i fratelli Lumière, in quel 28 dicembre 1895 in un piccolo locale parigino, è stato molto più che una sequenza di fotografie capaci di darci l’impressione del movimento. I due fratelli francesi ci hanno venduto un biglietto per la magia, quella delle immagini che vivono davanti ai nostri occhi come la vita che guardiamo scorrere fuori dai finestrini. E scusate se è poco.

I fratelli Coen

I fratelli Coen

Nel 1954 e nel 1957 nascono nel Minnesota due fratelli che entreranno nella storia come prosecutori della magica narrazione per immagini. Eccoli qui, Joel David e Ethan Jesse Coen, due uomini di cinema che si potrebbero definire in mille modi e in nessuno, ma forse persino dirli pazzi, bizzarri stilisti di storie sarebbe riduttivo. Registi, sceneggiatori, produttori e persino montatori, ma di questo ultimo punto parleremo dopo. Ci vogliamo soffermare un po’ su questi due talentuosi fratelli, che ci hanno presentato l’ennesima prova della maestria con la quale ci confezionano storie strane e perfette (l’ultima è: A proposito di Davis, candidato a due premi Oscar, recensito su SportCafe24 dalla nostra Patrizia Culmone). Quante parole sono già state spese su capolavori del calibro di Fargo, Il grande Lebowski, Non è un paese per vecchi, Burn After Reading? Quante opinioni ambigue circa A serious man, geniale, ma forse con riferimenti un po’ alti da cogliere (parecchi quelli biblici, specialmente a Giobbe). Quanto ci siamo divertiti e rilassati nel gustarci Lady Killer? Non definiremo questi due talenti come autori, solo perché è una definizione che loro aborrano e noi aborriamo le definizioni, ma… come dice Lo straniero de Il grande Lebowski:« Prendila come viene!»

CHI DIAVOLO È RODERICK JAYNES? – Abbiamo detto che, talvolta, questi due squinternati dei Coen si dedicano anche al montaggio. Infatti, Roderick Jaynes è lo pseudonimo con il quale i due firmano il montaggio dei propri film. Questa scelta è emblematica. Noi non siamo a conoscenza delle motivazioni che hanno indotto i due a prendere la decisione di usare un nome fittizio, ma possiamo avanzare un’ipotesi che altro non vuole essere se non possibilità interpretativa. Il montaggio è il fulcro dell’atto filmico: ma qui stiamo esagerando. Che barba che noia, che noia che barba! In soldoni? Il montaggio è il momento nel quale viene presa visione e viene analizzato, sezionato, ricomposto il materiale girato dal regista. È il momento in cui si prendono tutte le immagini e le si compone nell’ordine che si vuol dare alla storia, scartando quello che non va. Insomma, è la storia nel suo farsi come ci si presenta. Come un puzzle. Esattamente così: ho degli squarci di immagine alla rinfusa, mi ci metto di impegno e faccio uscire il bel paesaggio che era stato pensato dal creatore del puzzle. È un momento importante, caspita! E questi due tizi assurdi che in tutto si firmano separati cosa fanno? Si inventano addirittura un nome unico che li racchiuda entrambi in quell’atto ludico e delicato della ricostituzione del puzzle. Non più Ethan e Joel, ma Roderick: un unico rocambolesco montatore che ricostruisce, con quattro mani che si fanno due, la storia che in due avevano creato. Come a ricordare che l’opera d’arte (il film in questo caso) va al di là di chi lo crea, e che c’è un Roderick Jaynes immaginato, che forse è un mago o forse solo un bravo artigiano, a regalarci quel fantastico spettacolo che è il cinema.

Elisa Belotti

 

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