Enrico Steidler
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#Fiorentinastaiserena: “Noi non siamo sporchi italiani”

Della Valle attacca Braschi e la curva grida al complotto...

#Fiorentinastaiserena: “Noi non siamo sporchi italiani”
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I giorni passano, le polemiche no. Come da copione, e nel solco delle più consolidate tradizioni del Belpaese, il patron dei viola Andrea Della Valle approfitta del dopo partita di Europa League per tornare a bomba su Parma-Fiorentina 2-2 dello scorso Monday Night e sulla mega-squalifica rifilata a Borja Valero, reo di aver afferrato per la maglia (sia pure per una frazione di secondo) l’arbitro Gervasoni. Nel mirino di mister Tod’s c’è, questa volta, il designatore Stefano Braschi, che il giorno dopo i fatti del Tardini aveva elogiato l’operato dell’arbitro (“La prestazione di Gervasoni in Parma-Fiorentina è stata tecnicamente molto buona e positiva, ha applicato le regole con persone che non sembravano propense al rispetto di esse”) e censurato lo sfogo di Montella (“Non credo sia il caso di rispondere, non ho alcuna intenzione di entrare in quelle che possono essere solo polemiche da bar. Per me e gli arbitri le squadre son tutte uguali, non abbiamo preconcetti e il rancore è un errore che non possiamo permetterci”) prima di lasciarsi andare a considerazioni francamente un po’ avventurose (“Purtroppo gli arbitri sono sempre nell’occhio del ciclone, ma se andiamo a vedere, in 250 partite fin qui giocate, di errori veramente clamorosi ce ne saranno stati non più di cinque e le decisioni sbagliate degli assistenti sono appena il 2 per cento. Questo gruppo sta disputando un campionato molto buono”).

I tifosi viola solidarizzano con Borja Valero

I tifosi viola solidarizzano con Borja Valero

CI DOVETE RISPETTARE – “La rabbia per quanto accaduto in Parma-Fiorentina di lunedì scorso è passata soltanto il giorno successivo” – esordisce Della Valle nella speranza, malriposta, di essere creduto – “ma sono rimasto amareggiato dal designatore e dalle sue dichiarazioni, battute che nel suo ruolo dovrebbe evitare. Ha parlato di ‘bar dello sport‘ e non è vero perché noi non lo facciamo. Al designatore consiglierei di stare un po’ più attento. Le 4 giornate di squalifica a Borja Valero? Inspiegabili, ci sarà anche lui a Roma a difendersi. Meritiamo più rispetto” – conclude il presidente dei gigliati, che in quanto a pianginite si gioca l’oro con Mazzarri “solo questo vogliono Firenze e la famiglia Della Valle”. Insomma, la soddisfazione per il passaggio agli ottavi di finale di Europa League, dove i viola se la vedranno con la Juventus (“Sarà una bellissima partita, uno spot per il calcio italiano”), non basta ad addolcire l’amarezza di Della Valle né, tanto meno, a placare l’ira funesta di un ambiente – vedi curva Fiesole e dintorni – cui non mancano di certo le ragioni per storcere il naso.

Borja Valero afferra Gervasoni per la maglia

Borja Valero afferra Gervasoni per la maglia

DURA LEX – Al di là di ogni considerazione sulle parole del designatore Stefano Braschi, sulle sue simpatie bianconere e sul suo passato non sempre cristallino (“nel 2003 venne sospeso dall’AIA per diciotto mesi per aver sottoscritto un contratto in qualità di dirigente con la società Siena senza aver ricevuto nessuna autorizzazione informa Wikipedia), e al netto di ogni valutazione sull’arbitraggio di Gervasoni, una cosa pare chiara, anzi chiarissima: le mani addosso all’arbitro non si mettono mai, mai e poi mai. Punto. Si capisce perfettamente, guardando le immagini, che non c’è alcuna aggressività nel gesto – fugacissimo – di Borja Valero, e che il suo è solo e unicamente il tentativo di richiamare l’attenzione del direttore di gara. E tuttavia il gesto c’è, e va quindi sanzionato con la necessaria severità. Ci manca solo, in questo calcio così degradato e poco serio, che si affermi il principio dell’entità del contatto e della volontarietà di nuocere a riguardo di simili episodi, e poi possiamo chiudere baracca e burattini per manifesta incapacità di gestire l’una e gli altri.

COME UN SOL UOMO – E così, mentre la curva Fiesole intona un coro che vorrebbe essere provocatorio ma è solo penoso (“Noi non siamo sporchi italiani”), e i tifosi viola manifestano la loro solidarietà a Borja Valero assumendone le sembianze (l’idea delle foto è un gentile prestito dei giocatori del Reading), i tassisti di Firenze accompagnano Della Valle sul sentiero di guerra e si dicono “pronti a sospendere le corse” – scrive La Nazione – per il centro tecnico di Coverciano, dove si svolgono anche i raduni arbitrali. L’iniziativa, viene spiegato, ha il senso della ‘provocazione’, ma vede come obiettivo la ‘casa della Federazione’ sulle colline di Firenze”.

Ok, loro non saranno sporchi italiani, verrebbe da dire, ma di sicuro questa è la solita Italia. Firenze capitale.

Enrico Steidler

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