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Il verdetto del web: dissidenti M5S espulsi

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i 4 senatori dissidenti espulsi dal M5S

Il web ha deciso. Alle ore 19 di ieri con 29.883 voti a favore e 13.483 contro è stata decretata l’espulsione dei quattro senatori dissidenti: Luis Alberto Orellana, Fabrizio Bocchino, Francesco Campanella e Lorenzo Battista.

PARLA CAMPANELLA – Alla votazione hanno partecipato 43.368 iscritti certificati al M5S. Ma espulsi perché? “Sostanzialmente il motivo per cui ci hanno espulso è il fatto di aver criticato Grillo – dice Campanella – l’atteggiamento padronale del duo Grillo-Casaleggio rispetto ai gruppi parlamentari. Ci stiamo ancora chiedendo perché siamo stati ufficialmente cacciati dal M5S. Ciò che con tutta evidenza li ha spinti a farci uscire è stata la sottoscrizione di quel comunicato in cui dicevamo che Grillo aveva sprecato l’occasione del colloquio con Renzi, perché non lo aveva indotto a dire che cosa voleva fare”.

PIZZAROTTI PENSIERO – Amaro in bocca per il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, esponente del Movimento 5 Stelle,  che scrive su Facebook in merito all’espulsione dei quattro senatori dal Movimento. “Io dico con estrema buona fede ai nostri deputati e senatori: dateci elementi sulle colpe dei quattro senatori espulsi; convincetemi su quest’azione così forte e che non concede appello, perché io non l’ho capita…E’ stata citata la sfiducia dei territori – osserva Pizzarotti – ma senza documentare quali sono state le modalità delle deliberazioni, le motivazioni e i votanti. Per il resto mi guida un unico pensiero: sono convinto che il confronto sia molto più funzionale dello scontro.”

TACCONI PROTESTA – Alessio Tacconi oggi lascia il gruppo M5S e passa al Misto per protesta contro le espulsioni di ieri e chiede una pubblica smentita a Luigi Di Maio, il quale ieri su Facebook aveva dichiarato che la sua decisione di lasciare i 5stelle fosse in realtà dovuta al fatto, che il capo gruppo D’Incà gli avesse chiesto conto di 7mila euro non rendicontati né restituiti.  Tacconi risponde accusando il Movimento di aver azionato “la macchina del fango contro chi esprime opinioni sgradite”. Anche il deputato Ivan Catalano lascia il gruppo M5S alla Camera.

LA CRITICA DEI SENATORI – Molti senatori, inoltre, criticano il modo in cui è stata decisa l’espulsione dei dissidenti, perché è stata fatta una votazione unica e non 4 differenziate e polemizzano sul voto online. Lo stesso Tacconi denuncia: “Il sistema di voto è in mano alla Casaleggio Associati e ci dobbiamo fidare. Se fosse affidato a terzi sarebbe più trasparente, non lasciando spazio a dubbi”. Stamani al programma Agorà su Raitre, Campanella alza il tiro: “Non c’è più il sogno di un movimento di pari, perché ormai è diventato chiarissimo chi comanda e chi in qualche modo “obbedisce”, senza, con questa definizione, voler fare un torto ai miei colleghi rimasti nel movimento.”

La spaccatura all’interno del movimento è sempre più evidente e destinata ad allargarsi. Oggi sono state formalizzate al presidente del Senato anche le dimissioni dei senatori 5 stelle Luis Alberto Orellana, Alessandra Bencini, Laura Bignami e Monica Casaletto. Insieme a quelle di Maurizio Romani e Maria Mussini, sono in totale 6 le lettere di dimissioni arrivate sul tavolo del presidente Grasso.

Enza Maugeri

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