Luca Porfido
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Luca Toni ai mondiali? Forse meglio di no

Freschezza, velocità e voglia di imporsi: Doti fondamentali per chi vuole affrontare il mondiale in Brasile. Ecco perchè sarebbe meglio rinunciare a Toni

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Si avvicinano sempre di più i Mondiali e già cominciano i primi dibattiti sulle possibili convocazioni. Mentre alcuni sono sicuri della chiamata di Prandelli (vedi Buffon, Pirlo), un altro “vecchietto”, reduce anche lui dal vittorioso Mondiale del 2006, sta tentando di conquistarsi un posto fra gli Azzurri per il Brasile: Stiamo parlando di Luca Toni. E’ vero, quest’anno l’ex attaccante di Palermo, Fiorentina, Bayern, Roma, Genoa e Juventus ha realizzato fin ora la bellezza di 13 reti, collezionando anche 10 assist e arrivando a 122 reti in Serie A, alla pari con Ibrahimovic e a -1 da Vialli e Trezeguet. Numeri pazzeschi per l’attaccante che a maggio compirà 37 anni.

37 ANNI, MAGARI NON SENTIRLI – Peccato però che il Mondiale è una competizione totalmente diversa dal campionato (tant’è che nel 2006 lo stesso Toni segnò solo 2 reti dopo l’exploit con la Fiorentina).
Innanzitutto il clima in Brasile non sarà facile da sopportare (infatti la Fifa ha stabilito 2 pause da 2 minuti per ogni match), e le partite ravvicinate tipiche della competizione non favoriscono di sicuro il riposo. Quindi freschezza e qualità sono le 2 doti imprescindibili per disputare un mondiale ad alti livelli. E lo stesso Toni si è posto la domanda “Tre gare in una settimana a 37 anni? È ovvio che se il mister me lo chiede, io dico che voglio giocare. Sono felice di aver fatto bene e di aver segnato”.

Luca Toni

Toni sogna un posto ai Mondiali

COLPA DELLA SERIA A – Secondo la Serie A, e il campionato del Verona, non possono essere utilizzati come metro di giudizio: Sempre per un discorso atletico è banale sottolineare la superiorità fisica, di velocità e intensità che hanno gli altri campionati europei. Inoltre giocare in un club senza grandi ambizioni, e che quindi può permettersi di disputare un campionato senza l’obbligo di raggiungere determinati obiettivi, permette di giocare senza pressioni che sono invece il pane quotidiano per un giocatore della Nazionale Italiana.

COMPETIZIONE – Per ultimo si potrebbe citare il tema delle alternative: Con Balotelli, Rossi e Cerci sicuri, o quasi, della convocazione, mancherebbe una punta di peso all’attacco di Prandelli. Perché allora non Gilardino, o Pazzini? Oppure puntare su qualche giovane, come Immobile o Berardi? Per non parlare della possibilità Destro o anche Di Natale. Gente che magari potrebbe anche contare sulla voglia di mettersi in mostra e fare bene.
Non ce ne voglia Toni, che rappresenta un pezzo di storia del calcio nostrano, ma se c’è la possibilità, non sarebbe forse l’ora di dare spazio ai giovani?

Luca Porfido

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