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Cagliari: non si vive di solo contropiede

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Undici guerrieri, battaglieri su ogni pallone e pericolosi in contropiede: la ricetta di squadra proposta da Diego Lopez per il suo Cagliari sembrerebbe all’apparenza vincente, ma la realtà è un’altra.

Diego Lopez, allenatore del Cagliari

Diego Lopez, allenatore del Cagliari

DI SETTE IN SETTE – Il percorso dei sardi verso la salvezza si è notevolmente complicato nelle ultime sette giornate: dopo la sfida pareggiata con il Chievo, ultimo risultato utile di sette consecutivi, i rossoblu hanno raccolto solo quattro punti sui ventuno disponibili, frutto di una vittoria, un pareggio e ben cinque sconfitte. Il calendario non è stato tra i più agevoli, visto che il Cagliari ha affrontato, tra le altre, la Juventus, il Milan, la Fiorentina e l’Inter, ma il ruolino di marcia intrapreso è da zona retrocessione. Attualmente i sardi occupano la quindicesima posizione e hanno solo cinque punti di vantaggio sul Livorno terzultimo. Numeri allarmanti, che non fanno dormire sonni tranquilli ai tifosi.

LA PAURA DELLA PRIMA MOSSA – Le cause che motivano il calo sono tante: alcune sono sotto gli occhi di tutti (l’instabilità societaria e della posizione di Lopez, la questione stadio e la cessione di Nainggolan, grande protagonista nella prima parte di stagione), mentre altre sono da ricondurre ad una chiave più strettamente tattica. Il Cagliari è una squadra che preferisce aspettare l’avversario, piuttosto che aggredirlo, e si affida principalmente al contropiede. Questa soluzione è risultata vincente contro le big del campionato (i pareggi con Roma,Napoli, Inter ed i quattro punti raccolti nel doppio confronto con la Fiorentina lo testimoniano), ma penalizzante contro le squadre di bassa classifica (la disastrosa prestazione con il Livorno lo dimostra). Ne consegue un Cagliari rinunciatario ed a tratti catenacciaro, incapace di imporre il proprio gioco e proporre trame offensive pericolose. 

MERCATO INADEGUATO – La questione non è solo tattica, ma anche tecnica: le ultime uscite hanno messo in luce le pecche dell’ultimo mercato di riparazione: la priorità sarebbe dovuta essere l’acquisto di una prima punta, ed invece in attacco non è arrivato nessuno. A centrocampo si sarebbe dovuto sostituire Nainggolan con un mediano dalle caratteristiche simili, ed invece è stato inserito l’uruguaiano Vecino, discreto nella fase di costruzione, ma disastroso in copertura. All’ex Fiorentina si sono aggiunti Adryan, Bastrini e Silvestri, elementi che hanno fin qui stentato nel mostrare di essere all’altezza della causa. Discorso a parte merita Tabanelli, acquistato e ceduto dopo pochi giorni, salvo poi tornare in Sardegna per caso, visto il mancato tesseramento da parte del Leeds. Tornerà utile, ma non potrà certo ricoprire il ruolo di salvatore della patria.

UNA STAGIONE IN CONTROPIEDE – Lopez dovrà fare i conti fino a fine stagione con questi problemi e traghettare la squadra verso una salvezza non scontata: i tifosi si augurano che non lo faccia in contropiede, come ha fin qui fatto.

Antonio Casu

@antoniocasu_

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