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Cinema

Il regista Jonathan Demme compie 70 anni

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Il nostro più recente intervento segnalava il compleanno di un autore. Alan Parker e i suoi 70 anni. Anche questo intervento se ne occupa. Di nuovo un settantenne. Di nuovo un appassionato di musica ed eclettico artista.

SCOPRIAMOLO – Jonathan Demme nasce e cresce a New York ed esordisce relativamente tardi. Dopo delusioni e tentennamenti, ottiene di lavorare con Roy Scheider, volto celebre dell’epoca. Questa volta l’accoglienza è delle migliori. Lo stesso accade coi seguenti “Swing Shift”(1984), con la coppia d’oro Goldie Hawn e Kurt Russell, e “Qualcosa di travolgente”(1986) con la diva Melanie Griffith e un Jeff Daniels ancora fresco di prova alleniana. Il film porta a casa un riconoscimento per la sceneggiatura e tre candidature al Golden Globe. Ecco allora “Una vedova allegra.. ma non troppo”(1988), straordinariamente interpretato da Michelle Pfeiffer. Lei, e non Jodie Foster, avrebbe dovuto fare “Il silenzio degli innocenti”(1991), ma le vie del Cinema sono infinite. Inoltre, arriva l’Oscar, anzi cinque Oscar, e non solo. Gli anni Novanta sono quelli che dimostrano l’effettivo eclettismo del regista americano e la sua voglia – forse l’urgenza – di rinnovarsi nei generi e nelle modalità. La scelta, quindi, di realizzare “Philadelphia”(1993). E, contemporaneamente, il videoclip ormai leggendario per “Streets of Philadelphia” di Bruce Springsteen.

L’ultimo progetto di finzione risale al 2008 ma l’opera più interessante degli ultimi tempi è senza dubbio “The Manchurian Candidate”(2004), nuovamente alle prese con un cast di rispetto. Il presente di Demme si lega, invece, all’esperienza documentaristica: “Enzo Avitabile Music Life”(2012) è passato persino a Venezia. Nella speranza di rivedere presto il suo nome sul grande schermo, rinnoviamo i nostri auguri.

Alessandro Amato

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