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Ucraina, la quiete dopo la tempesta?

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La situazione in Ucraina resta in bilico
La situazione in Ucraina resta in bilico

La situazione in Ucraina resta in bilico

Dopo tre mesi di scontri durissimi, l’Ucraina sembra poter tornare in uno stato di semi-normalità. Alla fine, l’ha spuntata l’opposizione della destra liberista e nazionalista, la quale ha ottenuto dal premier Yanukovich la firma di un accordo che prevede riforma della Costituzione e voto anticipato.

FRAGILE COMPROMESSO- L’accordo tra il Partito delle Regioni del premier ed i principali partiti dell’opposizione Patria, Udar e Svoboda è frutto, tuttavia, di un fragile compromesso che rischia di saltare da un momento all’altro. I fascisti del gruppo Pravyi Sektor, i veri protagonisti delle aggressioni e delle violenze che hanno sconvolto l’Ucraina negli ultimi tre mesi, sono rimasti assolutamente delusi dall’accordo siglato, che, di fatto, rende non più giustificabili (semmai qualcuno avesse voluto giustificarle) le loro azioni squadriste, e non soddisfa la loro volontà di rovesciare il governo. D’altro canto, Mosca, preoccupata dalla piega che ha assunto la situazione, ha congelato i 2 miliardi di aiuti promessi a Kiev, rifiutando di firmare l’accordo stipulato tra governo ed opposizioni.

EUROPA O RUSSIA?- Ad ogni modo, l’accordo rappresenta una parziale vittoria del movimento Euromaidan, di cui facevano parte tutti partiti di destra, da quella liberale e liberista della Timoschenko a quella ultranazionalista dei neofascisti. L’opposizione ha invocate le elezioni presidenziali prima del 25 maggio; in qualunque data esse verranno indette, si tratterà comunque, per il popolo ucraino, di scegliere tra due mali contrapposti. Da un lato, infatti, l’Unione Europea dell’Austerity, del Fiscal Compact, delle politiche liberiste ed anti-sociali, dall’altro la Russia dei magnati, dove Putin sta mettendo mano ad un programma di privatizzazioni e riduzione dei diritti dei lavoratori. E’ altrettanto evidente, tuttavia, come le garanzie offerte dal presidente russo (15 miliardi di prestiti per l’Ucraina) siano decisamente più allettanti di quelle dell’UE, che, di fatto, promette solo rigore, mercato libero e Troika.

La situazione, dunque, è tutt’altro che rasserenata. Gli interessi contrapposti del grande capitale non consentono al popolo ucraino di dormire sonni tranquilli. Le prossime settimane potrebbero essere determinanti per comprendere in quale direzione si muoverà l’Ucraina. Chiara invece la strada scelta da Yanukovich, che ha abbandonato la capitale per stanziarsi a Charkiv, una città sul confine russo, roccaforte dei suoi sostenitori.

Matteo Masum

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