Davide Luciani
No Comments

Focus Lazio: il mistero Felipe Anderson

Felipe Anderson era stato il fiore all'occhiello della campagna estiva della Lazio, ma, finora, ha deluso

Focus Lazio: il mistero Felipe Anderson
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page
Edy Reja deve riuscire a valorizzare Felipe Anderson

Edy Reja deve riuscire a valorizzare Felipe Anderson

La sconfitta della Lazio contro il Ludgorets ha messo in evidenza molte lacune della squadra di Reja, soprattutto a livello offensivo, ma, soprattutto, ha evidenziato ancora una volta i limiti tecnici e caratteriali di Felipe Anderson. Il brasiliano ha rubato a Biglia il calcio di rigore e poi si è fatto ipnotizzare da Stojanov. Quella contro i bulgari è stata l’ennesima prestazione sottotono di un giocatore che, arrivato con l’etichetta di giovane fenomeno, non è mai riuscito a ritagliarsi un spazio importante nella Lazio.

SBARCO IN POMPA MAGNA – Felipe Anderson sbarca a Fiumicino l’8 luglio 2013, accolto da una folla di tifosi. Il suo cartellino, costato a Lotito 8.5 milioni, è già di per sè un biglietto da visita importante e dimostra quanto La Lazio creda in lui. Tare, per 7 mesi, ha operato un pressing costante sul Santos. Il ragazzo sembrava dovesse arrivare nel gennaio del 2013, ma, alla fine saltò tutto. Anderson firma un quinquennale da 800.000 euro l’anno, si prende la maglia numero 10 e promette magie, ma le cose non vanno esattamente così.

FUORI CONDIZIONE – Il ragazzo, infatti, mostra subito un deficit di condizione e fatica ad adattarsi alle metodologie di lavoro europee. Il suo esordio in maglia biancoceleste è datato 3 ottobre, contro il Trabzonspor, quasi tre mesi dopo il suo trasferimento alla Lazio. Petkovic lo vede poco e le chanche che ha il ragazzo per farsi notare sono pochine. Va anche detto che, in quelle rare occasioni in cui il tecnico concede una chanche al brasiliano, questi si dimostra avulso dalla manovra e fuori dal gioco. In questo periodo le voci che provenivano dal Brasile, che descrivevano il ragazzo svogliato e poco incline al sacrificio, sono tornate prepotentemente alla ribalta, sollevando parecchi dubbi sulla bontà dell’operazione condotta da Lotito e Tare.

BRICIOLE DI GARA – Anderson, fin qui ha racimolato in campionato, 5 presenze, tutte da titolare e 16 panchine. Nelle cinque volte in cui ha giocato è sempre stato sostituito e non ha mai lasciato il segno. In Europa League, vanta, invece, 4 presenze dal primo minuto su 5 complessive e un gol (al Legia Varsavia). Si pensava che la cessione di Hernanes spalancasse le porte della squadra ad Anderson, ma non è stato così. Reja, dopo avergli dato iniziale fiducia, agli albori della sua gestione, gli ha preferito il più mobile e agguerrito Keita e il brasiliano è presto tornato in panca.

QUALE RUOLO? – Altro problema che Anderson si porta dietro è quello legato al suo ruolo. Sia Petkovic che Reja lo hanno sempre utilizzato da esterno, intenzionati a sfruttarne la tecnica in fase di palleggio e conclusione. Il ragazzo però, sembra troppo lento per un ruolo dove il dinamismo la fa da padrone. All’inizio, quando c’era ancora Petkovic, si era pensato anche che la squadra potesse passare al 3-4-3 per esaltare le caratteristiche offensive di Anderson, ma, la fragilità della retroguardia biancoceleste, ha costretto il tecnico a tornare sui suoi passi. Qualcuno aveva anche ipotizzato che Anderson potesse ricoprire il ruolo di trequartista dietro due punte, ma, l’avvento di Reja e l’innesto del doppio play con Ledesma e Biglia, ha di fatto posto fine sul nascere a questa ipotesi.

QUALE FUTURO? – Dopo il rigore sbagliato ieri, Felipe Anderson si è scusato, ammettendo di aver sbagliato a scippare il rigore a Biglia, ma, affermando anche, di aver bisogno di giocare per trovare la miglior condizione. Difficile ora ipotizzare se Reja darà altre chanche in campionato al ragazzo. Quello che è certo è che, al momento, Felipe Anderson è uno dei flop più clamorosi del mercato estivo. Quello che doveva essere il nuovo Hernanes, finora non è stato in grado di far valere le sue qualità. Il ragazzo ora ha quattro mesi per dimostrare di valere, altrimenti, in estate, ogni ipotesi è possibile, dal prestito, alla cessione definitiva.

Davide Luciani

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *