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Cinema

Storia d’inverno, il fantasy- romance che non convince

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Storia d'inverno
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Storia d’inverno

Nonostante i buoni propositi, il film non colpisce affatto. Ci si aspettava sicuramente qualcosa in più

 IL FILM – Attori di tutto rispetto per Storia d’inverno. Oltre a Colin Farrell che interpreta Peter Lake, l’altro co-protagonista è Russell Crowe che da il volto al cattivissimo Pearly Soames e Will Smith che interpreta il demonio. Il film è a metà tra un fantasy e un film d’amore che guarda caso, come data di uscita è stato scelto il  il periodo di San Valentino. La pellicola è tratta dal romanzo omonimo Storia d’inverno del 1993 di Mark Helprin.

 TRAMA – Ambientato a New York nei primi del Novecento, Peter Lake è un abile ladro che una notte decide di svaligiare una casa pensando fosse vuota e invece vi trova la bellissima Beverly Penn, di cui si innamora all’istante. La giovane è malata, soffre di consunzione, ed è ad un passo dalla morte. Peter Lake nonostante sia inseguito da Pearly Soames alla ricerca di vendetta per essere stato tradito al suo pupillo, deciderà di non lasciare la città per stare vicino alla donna amata. La giovane non sopravviverà al suo triste destino e Peter dopo uno scontro con il suo avversario si ritroverà magicamente nei nostri tempi senza sapere chi è, ma destinato a compiere un miracolo.

RECENSIONI – Storia d’inverno non ha decisamente conquistato la critica (e neanche il pubblico) come possiamo leggere dalle recensioni dei giornali:

 Los Angeles Times: non del tutto riuscito, il film è facile da prendere in giro. Ma è anche difficile non ammirare la sua volontà della ricerca per il più grande dei gesti romantici.

 Washington Post: è ambizioso, con i suoi ingredienti ultraterreni e i salti temporali. Non è sempre un successo. Voto: 2/4

 New York Observer: il film si propone di lanciare un sogno, ma è più simile ad un incubo. Voto: 1/4                

La Stampa: Nel trasporre sullo schermo il fluviale romanzo di Mark Culprin (Neri Pozza) – sorta di reinvenzione mitico-trascendentale della metropoli americana – Akiva Goldsman ha sfrondato la pagina, concentrandosi sulla storia d’amore e redenzione (…) a risultare poco convincente è l’aspetto magico messianico per non dire del fattore demoniaco rappresentato dal criminale Russel Crowe, cosicché si resta con l’idea di un buon film mancato.

Consigliato: NO

 Curiosità: Martin Scorsese  aveva acquistato i diritti d’autore per Storia d’inverno, ma poi ha lasciato perdere

 Debora Anzaldi

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