Simone Viscardi
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Inter, il muro ed il profeta: la favola neroazzurra avrà un lieto fine?

Il ritorno di Samuel e l'arrivo di Hernanes hanno dato nuova linfa all'Inter. Il terzo posto è ancora un'utopia per la squadra di Mazzarri?

Inter, il muro ed il profeta: la favola neroazzurra avrà un lieto fine?
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C’era una volta un villaggio in decadenza, minacciato da nemici vicini e lontani e dilaniato al suo interno. Il Principe sembrava vecchio, stanco e incapace di dettare legge come un tempo. Il sindaco, Walter Mazzarri, non riusciva a gestire le mille difficoltà dei suoi abitanti, e il Generale Palacio non era in grado di reggere da solo gli sforzi bellici. Le recinzioni poste a protezione del villaggio venivano continuamente perforate, e la sentinella posta a guardia delle porte, Samir Handanovic, era sull’orlo della disperazione. Il clima era pesante e la sfiducia alle stelle, gli abitanti cercarono allora risposte nella Fede. All’inizio di febbraio, dopo l’ultima, bruciante disfatta ad opera del temibile Impero Bianconero, le richieste dei fedeli vennero finalmente ascoltate. Da Roma, terra di Santi e papi, arrivò il Profeta tanto atteso, colui che finalmente avrebbe rappresentato una nuova speranza per il villaggio nerazzurro. Contemporaneamente, il Sindaco diede fiducia al consiglio degli anziani e nominò uno dei senatori, chiamato non a caso The Wall, come nuovo ministro della difesa. Le cose cambiarono drasticamente, e il villaggio non solo riuscì a resistere alle velleità di espansione del piccolo feudo di Sassuolo, ma andò anche a conquistare la prestigiosa signoria Fiorentina. Il vento sembrava essere veramente cambiato, ma solo il futuro avrebbe mostrato la presenza o meno di un lieto fine…

LA FAVOLA – Al di la della fantasia, è chiaro come dall’arrivo di Hernanes e dal ritorno di Walter Samuel le cose siano immediatamente cambiate in meglio in casa Inter. Mazzarri sembra aver trovato la quadratura del cerchio in mezzo al campo, grazie alla coppia di incursori formata dall’ex laziale e dal ritrovato Fredy Guarin, con buona pace di Mateo Kovacic. Il gioiellino croato parte nettamente dietro ai titolari nelle gerarchie del mister livornese, e difficilmente verrà impiegato davanti alla difesa, dato che il tecnico ex Napoli ha più volte  provato di “non vederlo” nel ruolo di regista. Contro il Sassuolo, al di la della vittoria che nel 2014 continuava a sfuggire, la notizia è stata anche l’inviolabilità della porta. Al netto della pochezza offensiva degli emiliani, il rientro tra i titolari di walter Samuel – autore anche del gol partita – ha dato certezze e un comando preciso ad un reparto composto di giocatori buoni ma troppo anarchici. La vittoria di Firenze, con un avversario ben più impegnativo, ha confermato all’Inter e al suo allenatore di essere sulla buona strada verso la rinascita. Oltre al Profeta e al Muro, il successo del Franchi ha ridato a Mazzarri anche altre due frecce nel proprio arco: il primo gol nel nuovo anno del “Trenza” Palacio e il ritorno di Maurito Icardi, preziosa alternativa in un momento di appannamento (o sarebbe più corretto dire arrugginimento?) del Principe Milito. Sarebbe troppo ottimista pensare che tutti i problemi si siano risolti d’incanto, ma sognare non è impossibile, e la matematica aiuta ancora i milanesi.

IL FUTURO – Il terzo posto è lontanissimo – 11 punti – ma con un po’ di continuità (e gli impegni europei del Napoli) non sarebbe irraggiungibile. Arrivare allo scontro diretto con un margine di 6-7 punti di ritardo è il presupposto fondamentale, sarà poi a San Siro il momento della verità. Sembrano in calo invece le quotazioni della Fiorentina, unico ostacolo tra i neroazzurri e il terzo posto del Napoli, sconfitta nello scontro diretto e distante solo 5 punti. I viola stanno soffrendo molto in campionato dall’infortunio di Rossi, sembra quindi il momento giusto per azzannarli. L’Inter non vuole più guardarsi indietro, e con il Profeta e il Muro il lieto fine non è poi così irrealizzabile.

Simone Viscardi

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