Daniel Degli Esposti
No Comments

Alleanza del Pacifico: la nuova frontiera dell’America Latina?

L'Alleanza del Pacifico divide l'America Latina. Sarà la vera rampa di lancio per Colombia, Messico, Perù e Cile?

Alleanza del Pacifico: la nuova frontiera dell’America Latina?
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

Mentre l’Argentina è in crisi e il Brasile rallenta, l’Alleanza del Pacifico fra Messico, Colombia, Perù e Cile rilancia i commerci dell’America Latina.

UNA STORIA DIVERSA. L’America Latina è sempre stata un continente a parteprima che spagnoli, portoghesi e olandesi colonizzassero le sue splendide coste e si impadronissero delle sue terre più fertili, le straordinarie civiltà precolombiane avevano tracciato sentieri di sviluppo umano affascinanti e misteriosi per l’Occidente cristiano. Quando i Conquistadores spazzarono via i resti gloriosi del loro passato, il dominio dei bianchi mediterranei divenne inesorabile e si intrecciò alle tremende dinamiche della Tratta degli Schiaviil commercio triangolare aprì le rotte marittime fra l’Africa e il Sudamerica e contribuì a creare un nuovo melting pot. Le fortune fondiarie impigrivano gli spagnoli; le difficoltà costruttive rallentavano i portoghesi; la fame e gli stenti aguzzavano l’ingegno dei subalterni. Servirono l’audacia e la spregiudicatezza del LibertadorSimòn Bolivar, a mostrare a quel meraviglioso angolo del mondo che i legami con le vetuste potenze coloniali potevano essere recisi: ancora oggi, il nome di uno Stato (la Bolivia) e la principale manifestazione calcistica del continente (la Copa Libertadores) omaggiano quest’uomo e tutti coloro che seguirono il suo esempio.

TRACCE DI IMPERIALISMO. L’autonomia e la libertà delle nuove nazioni dell’America Latina aprirono prospettive intriganti per le grandi potenze imperialistiche: il Commonwealth britannico e gli Stati Uniti proiettarono ben presto i loro tentacoli sul bacino del Rio delle Amazzoni e sulle propaggini messicane della California. Laddove non poterono le armi, arrivarono lo sport e le piacevolezze dell’American Way of Life: gli inglesi insegnarono l’arte del football agli argentini e agli uruguagi; gli statunitensi dimostrarono a più riprese ai caudillos dell’America Latina che qualche marine e qualche mazzo di dollari disponibili a sostenere una dittatura anti-comunista sarebbero stati facilmente rinvenibili a poche miglia dal confine texano. In questo contesto, il margine di autonomia dei governi sudamericani è sempre stato piuttosto risicato: stritolati fra gli interessi dell’Occidente, gli sguardi ai modelli rivoluzionari e le rivendicazioni delle masse, i Presidenti e i Capi delle diverse nazioni hanno vissuto vicende piuttosto tormentate e non sono mai riusciti a portare a termine le loro politiche in tutta tranquillità.

IL MODELLO BRASILIANO TRA DECOLLO E RISTAGNO. Nei primi due lustri del nuovo millennio, il gigante dell’America Latina ha tracciato una nuova strada verso lo sviluppo. Il grande Brasile di Lula e del socialismo riformista ha gettato le basi per una crescita sostanziale dell’economia dell’area atlantica e per un aumento significativo del peso specifico del Paese sullo scacchiere internazionale. Mentre l’Argentina si perdeva nei meandri di una lunga crisi, l’universo carioca decollava sulle ali dell’entusiasmo e lasciava in sospeso decine di complesse contraddizioni. Nell’ultimo periodo, però, lo scenario verdeoro ha iniziato a mostrare i primi segni di cedimento: il Brasile è arrivato alle soglie del triennio più importante della sua storia recente senza lo slancio che aveva contraddistinto i suoi giorni migliori. Gli effetti di lungo periodo del Mercosur – il trattato economico che unisce Argentina, Uruguay e Paraguay – sono stati meno positivi del previsto; gli investimenti legati alle grandi manifestazioni sportive non hanno prodotto un miglioramento delle condizioni di vita delle masse e hanno esasperato il nuovo ceto medio; gli squilibri sociali hanno continuato a dilaniare le megalopoli della costa. Riuscirà Brasilia a evitare l’effetto-Atene?

Il simbolo dell'Alleanza del Pacifico.

Il simbolo dell’Alleanza del Pacifico.

VERSO IL FUTURO? Mentre il Brasile e l’Argentina si apprestano a vivere momenti piuttosto complicati, altre quattro nazioni dell’America Latina si godono un periodo molto più prospero: Messico, Colombia, Perù e Cile stanno conoscendo un’espansione economica piuttosto significativa e non vogliono rinunciare alle loro nuove speranze. Nei giorni scorsi, i loro governi hanno dato nuova vita all’Alleanza del Pacifico, un trattato che prevede il libero scambio e la cooperazione economica fra i soggetti che lo hanno promosso. Anche se il presidente boliviano e l’entourage di Lula hanno tacciato i loro colleghi di servilismo filo-americano e hanno criticato aspramente questo accordo, le prospettive di espansione dell’area settentrionale dell’America Latina appaiono decisamente interessanti: se l’Alleanza del Pacifico non sconfinerà nel più assurdo e sfrenato neo-liberismo Made in USA, l’economia di questa grande regione godrà di una nuova stagione di prosperità.

Daniel Degli Esposti 

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *