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Lista Tsipras, consultazione senza “Sinistra”. Ira dei militanti di Rifondazione

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La Sinistra Europea ha festeggiato a Roma i suoi dieci anni
La lista Tsipras rischia di partire senza la "Sinistra" nel simbolo

La lista Tsipras rischia di partire senza la “Sinistra” nel simbolo

Parte in salita la costruzione della lista italiana di sostegno alla candidatura di Alexis Tsipras alla presidenza della Commissione Europea. Non per motivi politici, tattici, o a causa di divergenze sul nome delle candidature, ma per colpa del simbolo.

CONSULTAZIONE ONLINE- L’idea, fin da subito, è stata quella di creare una lista partecipata, e non calata in maniera verticistica dall’alto. I promotori dell’appello hanno dunque deciso di avviare una consultazione online, per consentire ai firmatari dello stesso appello, ma anche ai militanti dei partiti che sosterranno la lista (Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, e con ogni probabilità Sel), di votare per la scelta del simbolo e del nome. Quattro i simboli proposti, tutti su sfondo rosso, contenenti il nome di Tsipras e il termine Europa. In nessuno, al contrario, è presente la parola “Sinistra”.

L’IRA DEI MILITANTI- Tra la base di Rifondazione Comunista, ma non solo, l’esclusione del termine Sinistra ha suscitato rabbia e delusione. Il timore, nemmeno troppo nascosto, è che si ripeta l’esperienza di Rivoluzione Civile, in cui la volontà di camuffare ogni connotazione ideologica ha prodotto una coalizione ambigua, vaga e generica che non ha convinto nè l’elettorato di sinistra radicale, nè coloro i quali hanno deciso poi di dare il loro voto a Beppe Grillo. A nessuno, all’interno del Prc, è piaciuto almeno uno dei quattro simboli. I più volenterosi hanno comunque partecipato alla consultazione, proponendo, come previsto dal comitato dei garanti, un ulteriore simbolo che contenga la tanto agognata “Sinistra”.

UNICI IN EUROPA- Se il tentativo dei militanti di Rifondazione Comunista non dovesse andare a buon fine, l’Italia sarebbe l’unico paese tra i grandi d’Europa a portare alle elezioni una lista di sostegno a Tsipras che non preveda, nè nel simbolo, nè nel nome, il termine “Sinistra”. Germania (Die Linke), Francia (Front de Gauche), Spagna (Izquierda Unida) ed ovviamente Grecia (Syriza) hanno tutte formazioni che non solo fanno parte, senza ambiguità, della Sinistra Europea, ma sono connotante fortemente dal punto di vista ideologico, anche nel nome e nel simbolo.

Si potrà partecipare alla consultazione online, anche senza aver sottoscritto l’appello di Micromega, previa registrazione, fino a lunedì 17 alle ore 18.00. La registrazione dovrà pervenire entro e non oltre le 18.00 di domenica 16 febbraio.

Matteo Masum

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24 Comments

24 Comments

  1. Fausto Tenti

    16 febbraio 2014 at 13:04

    IO HO FATTO FARE IL GIRO DEL MONDO CONOSCIUTO A QUANTO SOTTO…NATURALMENTE NON MI SI FILA NESSUNO…(NON PERCHE’ IO SIA CHISSA’ CHI, PER CARITA’…SONO SOLO UN MULO O SOMARO COMUNISTA BRUTTO E PARECCHIO CATTIVO CHE SERVE A FARE IL LAVORO SPORCO POSSIBILMENTE STANDOSENE ZITTO…):

    Compagno Alexis, per favore, ancora sei in tempo per poter intervenire: dall’alto della tua indubbia autorevolezza, dovuta anche – ma non solo – alla candidatura alla presidenza della Commissione Europea, fai inserire la parola SINISTRA nei simboli della lista per le elezioni europee in Italia. Se non ci qualifica neanche quella parola – che in questo caso non è forma ma sostanza – cosa partecipiamo a fare?
    Con affetto,
    Fausto, Italia, Arezzo

    Αλέξης σύντροφος, παρακαλώ, είστε ακόμα στο χρόνο για να παρέμβει: από την κορυφή του αδιαμφισβήτητη αρχή σας, οφείλεται επίσης – αλλά όχι μόνο – η υποψηφιότητα για την προεδρία της Ευρωπαϊκής Επιτροπής, παρακαλείστε να εισάγετε τη λέξη αριστερά στη λίστα σύμβολα για τις ευρωεκλογές στην Ιταλία. Εάν δεν πληρούν τις προϋποθέσεις ακόμη και μια λέξη – η οποία στην προκειμένη περίπτωση δεν είναι η μορφή, αλλά η ουσία – τι θα συμμετέχουν σε?
    Με αγάπη,
    Fausto, Ιταλία, Arezzo

    • Matteo Masum

      16 febbraio 2014 at 19:20

      L’intervento di Tsipras sarebbe auspicabile per fermare la deriva “civica” che sta assumendo tale lista. Temo non avverrà, anche per la debolezza oggettiva di Rifondazione e Comunisti Italiani, che impedisce loro di imporsi sui sei intellettuali. E’ un peccato, ma il giocattolino si sta già rompendo. Forse i compagni che all’ultimo congresso di Rifondazione hanno messo in luce i rischi di un fronte della sinistra troppo ampio ed ambiguo avrebbero meritato maggiore attenzione. Ad ogni modo, non voglio polemizzare con nessuno. Staremo a vedere come si evolverà la situazione.

    • Sebastiani Sebastiano

      16 febbraio 2014 at 20:16

      Condivido l’appello. Ho ormai la veneranda età di ottanta anni, ho militato nel PCI prima e Rifondazione poi partecipando, attivamente, a tutte le campagne elettorali e altro. Attualmente sono un libero pensatore Comunista senza tessere in tasca, ma seguitando a collaborare con i miei compagni, visto che all’interno di Rifondazione Comunista,anche senza generalizzare, le discussioni più accese avvenivano per spartirsi poltrone, poltroncine, sedie e sgabelli.
      Malgrado non abbia molta simpatia per i cinque intellettuali, firmatari del documento, ho firmato e mi ero già attivato, come ho sempre fatto, in altre occasioni, per la raccolta delle firme e la campagna elettorale.
      Almeno di un ripensamento, molto improbabile non solo, con grande sofferenza, non darò il mio contributo ma non voterò la lista in oggetto. Metterò il mio contrassegno sul primo simbolo. se ci sarà, con la falce ed il martello.
      Non sono il solito nostalgico comunista. Quello che non accetto che alcuni, i cinque, nel mentre propongono una collaborazione alla pari, invece di elaborare con gli altri alcune regole generali di comportamento e altro, si nominano, essi stessi garanti( di che?) e non contenti indicono una consultazione su simboli equivalenti bloccati. Non capiamoci male, non è il simbolo di per se in discussione, anche ritengo fondamentale il termine sinistra, ma il comportamento decisionista berlusconiano o renziano. Il fatto di essere un quintetto o soltanto uno non cambia la sostanza.
      Per una vita sono stato, costantemente contro i “padroni” di qualsiasi tipo o genere.
      A prescindere da questo, qualora ritengano inpronunciabile, non dico il termine comunista, ma la parola sinistra vadano pure per la loro strada, ma senza prendere in giro nessuno.

  2. marica guazzora

    16 febbraio 2014 at 16:17

    Ci puoi aggiungere tranquillamente i comunisti italiani tra i compagni/e che non hanno minimamente gradito il tappo rosso. Non manca solo il riferimento alla sinistra manc anche qualsiasi riferimento ai simboli del lavoro, all’esperienza dei partiti comunisti che hanno aderito Prc e Pdci: se si vuole fare una lista civica e basta bisogna essere chiari e ciascuno ne valuterà le conseguenze.

    • Matteo Masum

      16 febbraio 2014 at 19:05

      Lei ha perfettamente ragione, mi scuso per non aver menzionato anche il PdCI. Ed ha ragione anche sulla deriva “civica” che sta assumendo questa lista. Una direzione, quella intrapresa, che è destinata, qualora non venga corretta, a naufragare come l’esperimento di Rivoluzione Civile.

  3. franco

    16 febbraio 2014 at 18:35

    Io ho sempre sostenuto che il simbolo è importantissimo per qualsiasi movimento politico. Ricordo che nel 1991 abbiamo dovuto lottare non poco per presentare li simbolo con la falce e martello con la scritta partito comunista,perchè ilPDS cerco di impedircelo. Ho votato ,con grande sforzo, sinistra arcobaleno e poi rivoluzione civile, ora basta!

    • Matteo Masum

      16 febbraio 2014 at 19:10

      Condivido pienamente la sua opinione circa l’importanza del simbolo. La logica “civica” che sta alla base della strategia degli intellettuali, la quale si riflette sulla mancanza di qualsiasi riferimento al mondo della sinistra e del lavoro, è, a mio giudizio, deplorevole.

  4. laura

    16 febbraio 2014 at 19:05

    aggiungendo la presa per il culo di mettere a votazione autoritariamente quattro opzioni uguali dichiarando implicitamente COMANDIAMO NOI SEI, voi ratificate. (votazione tra l’altro senza controlli: hanno già annullato la prima votazione perchè a loro dire problematica e i risultati nessuno ha modo, non che cambi nulla visto che i tappi sono uguali, di controllarli. ) Al contrario le alzate di mano e i pareri nelle assemblee deocratiche si sarebbero viste e sentite e questa democrazia, a qualcuno NON conviene.
    Perchè il problema non è di grafica è di metodo politico. Che ovviamente sei giornalisti “civili e apolitici e apartitici e …” non conoscono o li conoscono ma preferiscono i dictat.
    Saluti Comunisti.

    • Matteo Masum

      16 febbraio 2014 at 19:16

      L’atteggiamento dei sei intellettuali è offensivo nei riguardi dei militanti sia di Rifondazione, sia degli altri partiti che sostengono la lista Tsipras, tra cui i Comunisti Italiani. Il loro metodo autoritario ed escludente non è in linea con i punti fermi stabili da Tsipras come conditio sine qua non per la creazione della lista. Se venisse perpetuato tale atteggiamento, non escludo che dalla base dei partiti l’ira si tramuti in disinteresse fino all’avversione nei confronti dei sei intellettuali (se già questo processo non è avvenuto); in tal modo, il progetto politico è destinato a fallire. E’ ora di finirla con questo ostracismo nei confronti dei partiti, e soprattutto, nei confronti dei compagni che saranno impegnati nella raccolta firma, e, in maniera volgarmente borghese, anche nell’autofinanziamento per la campagna elettorale.
      Saluti Comunisti anche a te.

  5. dico la mia

    16 febbraio 2014 at 19:15

    militante di rifondazione dal 2007, non rinnovo la tessera e non vi voto
    avete rotto il cazzo con queste listine sommatoria per cercare di salvarvi il culo

    avete rotto il cazzo di farvi comandare da dei professorucoli da quattro soldi

    • Matteo Masum

      16 febbraio 2014 at 19:34

      Comprendo la tua delusione, e per questo approvo il tuo commento, che apparirà dunque regolarmente sulla pagina, nonostante un linguaggio ai limiti della maleducazione. La comprendo perchè anche io, fin dai tempi di Rivoluzione Civile (sono un po’ più giovane in termini di militanza rispetto a te), ho avversato la linea politica della dirigenza di Rifondazione; al nostro ultimo congresso mi sono schierato agli antipodi rispetto al documento 1, emendamenti compresi. Sono, come te, deluso dalle posizioni della dirigenza, ma tento di comprenderne i moventi, tra cui c’è anche il “salvarsi il culo”, che, detto in maniera meno ingenuamente realista, significa guadagnare in credibilità personale, sempre importante, e far tornare l’entusiasmo nei militanti. L’inizio non è stato positivo, speriamo che la rotta venga corretta. Che la tattica sia sbagliata, ribadisco, ne convengo anche io, ma non condivido, consentimi, il tuo disfattismo.
      Nella speranza che tu possa tornare sui tuoi passi, ti saluto con affetto.

  6. ivan

    16 febbraio 2014 at 19:49

    Oltre al simbolo non mi convincono per niente i 10 punti di Tsipras. A parte il fatto che credo che l’Europa non ci porta nessun vantaggio, anzi penso sia la causa principale della nostra crisi. Avrete capito che io sono per l’uscita dall’Europa ( da questa Europa ) e prima usciremo e prima inizieremo la ripresa. Noi non possiamo stare dentro in questa Europa dove si sono lasciato entrare paesi emergenti e sottosviluppati che hanno altri contratti di lavoro ( con salari da 100/200 euro al mese !) e altre imposte. In pratica si è creato una competizione fra tutti i paesi aderenti. No, questo non è accettabile ! Gli operai italiani o francesi o spagnoli o tedeschi che dovrebbero fare ? Accettare di lavorare con 200 o 300 euro al mese ? Per favore questo è concepibile lo capisce anche un idiota ! Quindi o l’Europa s’impegna a tenere fuori tutti quei paesi che non possono garantire un salario minimo di 1.500 euro al mese o è meglio uscire. Ovviamente questi paesi emergenti devono essere aiutati a svilupparsi e a creare un loro mercato interno. In pratica dovrebbere essere tenuti in stand by, e quando potranno uniformare le loro imposte e il loro costo del lavoro al nostro allora potranno entrare nel MEC Mercato comune europeo.
    Quindi caro Tsipras le tue idee non mi convincono proprio.

    V

    • Matteo Masum

      16 febbraio 2014 at 20:06

      Sarò sincero, Tsipras non esalta nemmeno me, ed anche io sono contrario a questo modello di Europa capitalistico, che perpetua all’interno di un mercato più ampio le strategie delle varie borghesie nazionali, che sappiamo tutti di quali contenuti si nutrono. Penso tuttavia che Tsipras possa riportare quell’entusiasmo all’interno della sinistra italiana, ed un forza, anche in termini numerici, che ci consenta di recuperare una certa lucidità soprattutto nell’analisi oggettiva dell’Europa in cui ci troviamo a portare avanti le nostre battaglie. E’ del tutto evidente che un’Europa siffatta non ha nulla di positivo per il proletariato, e su questo concordo pienamente con te.

      • francesco

        17 febbraio 2014 at 0:13

        ma scusa come fai a concordare con un post di un simil leghista o al massimo 5stelle.

        • Matteo Masum

          18 febbraio 2014 at 11:44

          Perchè? All’interno di Rifondazione c’è chi è contro l’euro, ed anche chi è contrario all’Unione Europea capitalista. Pertanto, io credo, è ora di finirla con il bollare tutte queste proposte come “leghiste” o “grilline”. Poi, se tu non sei d’accordo, è un altro conto, ma non puoi fare un’affermazione del genere.

  7. Pasquale

    16 febbraio 2014 at 21:30

    Voglio la parola Sinistra nel simbolo di sostegno a Alexis Tsipras per le elezioni Europee 2014

    Firma la petizione:

    http://www.change.org/it/petizioni/elettore-di-sinistra-voglio-la-parola-sinistra-nel-simbolo-di-sostegno-a-alexis-tsipras-per-le-elezioni-europee-2014

  8. susanne heinich

    17 febbraio 2014 at 0:38

    1. Non conoscevo sportcafe24 , piacere di rtrovare qui lo spirito del S. PAULI, anche se non capisco e abborro la foto sexy di Sara in mezzo alla discussione intorno alla lista Tsipras.
    2. Nel merito: Sono del S.PAULI e della LINKE, e avete ragione che tutti i partiti europei sostenetrici della SINISTRA /SIRIZA includono il termine nel proprio nome. Ma appunto, SINISTRA e non COMUNISTA; ‘sinistra’in Italia c’e’ solo SEL. A me, invece di discutere del marchio ( tanto meno della dittatura degli intelletuali), mi sembra piu’ utile di passare alla rassegna i contenuti proposti dellla lista: Servono o non a mettere bastioni fra le ruote dei poteri forti europei e non soli?? Promuovono la solidarata’ fra operai/e europei e non soli??
    Saluti da sinistra
    Susanne Heinich

    • Matteo Masum

      18 febbraio 2014 at 11:50

      Hai ragione a sottolineare l’importanza dei contenuti, ma qui in Italia c’è la necessità di ricostituire un’identità di sinistra radicale, e per fare questo, è fondamentale, a mio modo di vedere, un richiamo alla “Sinistra” anche nel simbolo.
      Saluti anche a te

  9. enrico calossi

    17 febbraio 2014 at 1:31

  10. lorenzo piovosi

    17 febbraio 2014 at 7:43

    come volevasi dimostrare quando si sta per creare qualcosa arrivano subito quelli che vogliono spostare una virgola o una foto in modo tale che non si creerà mai niente, ormai è dal 1972 che la storia si ripete. Non sono mai i contenuti a dividere ma la voglia di imporre qualcosina e allora io e tanti altri ci siamo ri ri ri ri ri cascati con rivoluzione civile ma ora basta, divertitevi da voi

    • Matteo Masum

      18 febbraio 2014 at 11:46

      A chi ti riferisci? Qui sembra che gli unici che abbiano voluto imporre qualcosa siano stati prima Ingroia, ed ora gli intellettuali. Il primo è sparito dai radar. Vogliamo scommettere sui secondi?

  11. francesco funaro

    17 febbraio 2014 at 18:21

    sono comunista da quando avevo 18 anni (ora ne ho più di 60!) e rifondarolo dal 1991;anche a me dà fastidio che nei simboli proposti per le europee non ci sia un richiamo esplicito nè al comunismo,nè almeno alla sinistra:di che cosa abbiamo paura?O,peggio,di cosa dobbiamo vergognarci,in una società in cui i condannati siedono comodamente e sfacciatamente in parlamento e dettano legge?Quanto all’Europa,è chiaro che bisogna cambiarla radicalmente,ed è per questo che la VERA sinistra deve contare di più a Strasburgo ed a Bruxelles,ma è importante che essa si presenti unita,sia nel nostro Paese che alla competizione europea!

  12. Pietro

    27 febbraio 2014 at 10:52

    Orgogliosamente di sinistra!!!!!! Mettiamoci la faccia senza ambiguità!!!!!

  13. dario

    28 febbraio 2014 at 18:24

    Serve subito un cambiamento globale stanno impoverendo tutte le famiglie italiane prima di tutto il lavoro e l’aiuto alle persone senza un minimo reddito non e possibile arricchire sempre le banche

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